I medici eroici di Amatrice: le cure in piazza con l'ospedale distrutto

Ad Amatrice si contano i morti e i feriti. L'ospedale è inagibile: i medici hanno curato le persone di fronte alle macerie

I lettini dei pazienti a fianco di un calcinaccio. Le ambulanze parcheggiate a due passi dai muri dell'ospedale in gran parte crollati, con le crepe che li spaccano in due e più parti.

Ad Amatrice nemmeno la struttura sanitaria ha resistito alla tremenda scossa che alle 3.36 di questa notte ha squarciato il sonno (e la vita) dei cittadini di questo paese arroccato sull'Appennino dell'Italia centrale.

I degenti ospitati all'interno dell'ospedale sono stati evacuati. A quanto ci dice uno dei medici non ci sono stati morti. E questo anche grazie all'eroica forza di volontà che ha guidato i sanitari. I primi soccorsi dopo le due scosse notturne, infatti, sono stati organizzati qui: scatoloni di garze, lettini, sedie a rotelle, ossigeno e strumenti medici di ogni tipo.

Un uomo con il camice è seduto e con lo sguardo perso nel nulla. Non ci avviciniamo troppo per non intralciare il lavoro dei soccorritori. La protezione civile ora sta montando un tendone per rendere il luogo il più possibile simile ad un campo sanitario.

Alle loro spalle l'ospedale, vuoto, racconta il disastro che ha colpito Amatrice. Ma le persone con indosso la pettorina della Croce Rossa sono la testimonianza viva del desiderio di sopravvivere di ogni comunità. Ora bisogna combattere. E loro lo stanno facendo con forza.