I messaggi su WhatsApp tra Veronica Panarello e la compagna del suocero

Nuovi particolari sul caso Loris. Andrea Stival, suocero di Veronica e nonno di Loris, è al momento indagato dopo le accuse della nuora

Nuovi particolari sul caso Loris. Andrea Stival, suocero di Veronica e nonno di Loris, è al momento indagato dopo le accuse della nuora. Veronica avrebbe puntato il dito contro il suocero perché il bimbo aveva scoperto una presunta tresca amorosa proprio tra loro due. L'uomo avrebbe un alibi di ferro, ma in questa storia hanno anche una rilevanza i messaggi scambiati su WhatsApp tra la stessa Veronica e la compagna di Andrea Stival, Andreina, mostrati durante una delle ultime puntate di Quarto Grado. Ecco i messaggi scambiati tra le due a partire dal 13 settembre del 2014. "Buongiorno" scrive Veronica, "Buongiorno a te cara" scrive Andreina.

Il 24 Ottobre 2014 Veronica inviò ad Andreina delle foto di quest'ultima abbracciata ad Andrea. Ora gli investigatori si chiedono perché quella foto Veronica l'avrebbe mandata proprio ad Andreina. Il 25 Ottobre 2014 invece Veronica mostrò ad Andreina una foto della torta di compleanno per il marito Davide. Il giorno dopo Andreina inviò le foto di Davide vicino alla moglie ed al loro bambino.

Il 15 Novembre 2014 Veronica era preoccupata, e scriveva: "Andrea mi ha detto che c'è tuo papà in ospedale, come sta?". Nei messaggi Veronica sembra voler bene ad Andreina, restandole accanto nei momenti difficili. Per la donna a quanto pare aveva sempre una parola di conforto: "Tranquilla, andrà tutto bene". Il 29 Novembre, il giorno della morte di Loris, fu ad Andreina che Veronica mandò le foto del piccolo, per diffonderle e cercarlo. Gli investigatori dunque vorrebbero comprendere che tipo di rapporto ci fosse tra le due donne e soprattutto se tra i messaggi possa esservi traccia del presunto rapporto tra la stessa Veronica e il sucoero.

Commenti

m.nanni

Sab, 27/02/2016 - 23:45

processi in tv e rivelazioni rese a persone diverse dall'a.g.- la corrispondenza scagiona il nonno e le confessioni di una persona in suplizio per la carcerazione preventiva e senza riscontri sono fuori legge e non credibili e devastanti per il processo.