Dopo i piumini Moncler la Gabanelli prende di mira Gucci

Dopo Moncler Report prende di mira la maison Gucci, mostrando che parte delle borse sono fatte dai cinesi. Gucci replica. E la Gabanelli insiste

Milena Gabanelli ci ha preso gusto. Dopo aver rifilato un siluro a Moncler nella ormai famosa puntata in cui Report denunciava il maltrattamento delle oche, spiumate con violenza nei paesi dell'Est, e la delocalizzazione della produzione di piumini dove la manodopera costa meno, l'ultima inchiesta si concentra su un marchio storico del lusso e della moda, Gucci, che pur essendo passato in mano francese fa del "made in Italy" un vero e proprio vanto nel mondo. Stavolta Report non contesta la delocalizzazione (che non c'è), e prende atto che la produzione delle lussuose borse avviene nei laboratori artigianali della Toscana. La tesi che porta avanti la Gabanelli è la seguente: la politica portata avanti da Gucci sta distruggendo uno dei protagonisti indiscussi del made in Italy italiano, l'artigiano. Per un semplice motivo: l'abbattimento dei prezzi (che Gucci paga ai fornitori) fa sì che gli artigiani si avvalgano dei lavoratori cinesi che operano in Italia. E in alcuni casi anche dei laboratori cinesi che operano in Italia, dove si produce a ciclo continuo. Nel mirino di Report non ci sono i cinesi ma il gruppo francese Kering che opera nel settore del lusso ed è il principale concorrente della Lvmh, anch'essa francese. Con una punta di sarcasmo Report sottolinea che "da dieci anni Kering garantisce una filiera etica e controllata grazie alla certificazione SA8000 sulla responsabilità sociale".

L'inchiesta della Gabanelli parte dall'interno del sistema: per cinque mesi, grazie alla segnalazione di un artigiano, Aroldo Guidotti (e del suo socio cinese), Report ha osservato come funziona la produzione e come avvengono le ispezioni che Gucci fa fare nei laboratori. Nel servizio mandato in onda viene mostrata una borsa che, in negozio, costa 830 euro. Poi, dopo uno stacco, la parola passa all'artigiano che la produce: a lui danno 24 euro. La giornalista Sabrina Giannini chiede: "Per fare cosa (le danno 24 euro, ndr)". Si può ipotizzare, infatti, che lui produca solo una parte della borsa. Ma l'artigiano risponde così: "Per farla". E si spiega: "Assemblaggio compresa la fodera, la tinta". Insomma, la parte artigianale del lavoro la fa tutta lui. 

Ma dov'è il problema? L'artigiano lo spiega alla giornalista di Report: una borsa da 30–31 euro ci viene pagata 24. A ogni borsa, dunque, manca il 30% di valore. E se moltiplicate 6-7 euro per mille borse arriviamo a 60-70mila euro in meno che l'artigiano intasca. In tempi di crisi non sono bruscolini.

Cosa c'entrano i cinesi con questa storia? A spiegarlo è lo stesso Guidotti: "Non c'è bisogno di fare Sherlock Holmes per vedere che alle 11 di sera a Scandicci ci sono fabbriche e laboratori tutti illuminati dove lavorano i cinesi. Io stesso li ho assunti a 4 ore ma loro ne lavorano almeno 16 al giorno. E' questo il gioco che ci sta ammazzando. I cinesi lavorano 150 ore di più di quelle segnate". Insomma, alla fine se vuoi sopravvivere e tenerti la commessa devi fare anche tu questo gioco sporco. Sennò sei fuori. E il gioco lo fa qualcun altro. Ma c'è dell'altro: "I cinesi assunti part time - continua Guidotti - mandano a casa gli operai e gli artigiani italiani grazie ad alcuni di loro che fanno da paravento e da prestanome". Insomma, si sprofonda sempre di più nell'illegalità.

La giornalista di Report, facendo leva sulle parole sconsolate dell'artigiano, sentenzia: "Toscana da culla della pelletteria a zona franca". E la Gabanelli punta il dito: "Gucci lo sa o no che nelle fabbriche lavorano i cinesi?". Dall'inchiesta, che mostra una verifica effettuata nel laboratorio dagli ispettori inviati da Gucci, pare di sì. O meglio, gli ispettori lo sanno. E dopo che succede? Evidentemente si fa finta di nulla. La Gabanelli sentenzia: "Gucci col made in Italy fa profitti per un miliardo di euro". Sottinteso: un made in Italy che è fatto dai cinesi. Ma è proprio così? Siamo davvero sicuri che a Gucci importi qualcosa se a produrre sono gli italiani o i cinesi? Oppure il problema sta nei "fornitori di primo livello", quelli che materialmente consegnano le borse a Gucci dopo averle fatte assemblare nei vari laboratori presenti sul territorio? E un'altra domanda è d'obbligo: il controllo sul territorio, quello sulle fabbriche con le luci illuminate fino alle 23, o anche di più, lo deve fare Gucci o, magari, le autorità competenti?

La pizza, il Moncler e ora le borse Gucci. Non c'è dubbio che le inchieste di Report facciano scalpore. Ma dove vuole arrivare veramente la Gabanelli. Qual è il suo vero obiettivo? Possibile che il tanto bistrattato "made in Italy" faccia sempre e comunque schifo, anche quando tenta disperatamente di sopravvivere?

Tra i primi a replicare duramente alla Gabanelli è Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana. Lo fa con un tweet velenoso: "@reportrai3 non sa di cosa parla. La Regione Toscana controlla a Prato 10 aziende cinesi al giorno. @gucci è un'azienda seria". E prosegue: "La Toscana è in prima linea contro la contraffazione. Gucci ha un accordo con sindacati e istituzioni per il controllo della filiera. Report dice il falso sulla Toscana. Non siamo zona franca. Insieme alle imprese serie combattiamo il lavoro nero". Chiude infine con un siluro: "Toscana zona franca: slogan falso per alzare l'audience. Non rende giustizia al lavoro di imprese, sindacati e istituzioni per la legalità". Di una cosa siamo sicuri: la polemica andrà avanti un bel po'.

La replica di Gucci

Gucci si dissocia "nel modo più assoluto dai contenuti e dalla forma" del servizio di Report. In una nota, il gruppo afferma che "Gabanelli non ha mai posto a Gucci alcuna domanda pertinente su quanto da cinque mesi stava girando: telecamere nascoste o utilizzate in maniera inappropriata, solo in aziende selezionate ad arte da Report (3 laboratori su 576), non sono testimonianza della realtà Gucci". La società del gruppo Kering "depreca la rappresentazione che Report ha voluto dare di un’azienda che, contrariamente da quanto rappresentato, da anni sta operando per mantenere la produzione in Italia e percorrerà tutte le strade per tutelare i propri diritti, la propria immagine e il proprio marchio, nonché il lavoro di oltre 45miola persone in Italia tra dipendenti diretti e filiera produttiva". 

Per Gucci il servizio ha accusato il gruppo "di consigliare l’utilizzo di forza lavoro cinese a basso costo. Tutto ciò è falso e destituito di ogni fondamento e fortemente diffamatorio. Accordarsi a insaputa di Gucci con laboratori che utilizzano manodopera cinese a basso costo e non in regola, sabotando i sistemi di controllo in essere, è una truffa dalla quale Gucci si dissocia e che perseguirà in tutte le sedi", aggiunge la nota, secondo la quale "Gucci produce il 100% della pelletteria in Italia dando lavoro a oltre 7mila addetti tra fornitori di primo livello (1.981) e fornitori di secondo livello. Di questi addetti, circa il 90% sono di nazionalità italiana, mentre tutte le 576 aziende sono italiane. Tutti i fornitori di primo e di secondo livello vengono regolarmente controllati (circa 1.300 verifiche l’anno, anche notturne) sul rispetto delle regole e il corretto trattamento delle persone".

La Gabanelli ribatte: ci devono ringraziare

"Più che dissociarsi Gucci dovrebbe ringraziarci - dice Milena Gabanelli rivolgendosi a Gucci - per aver documentato e denunciato quello che avrebbero dovuto fare i loro ispettori. È gravissima e lesiva della libertà di espressione e di denuncia la dichiarazione di Gucci. Accordarsi a insaputa di Gucci con laboratori che utilizzano manodopera cinese a basso costo e non in regola - sabotando i sistemi di controllo in essere". E ancora: "Report non ha affatto sabotato ma osservato il metodo delle ispezioni farsa. Noi abbiamo fatto solo il nostro mestiere. La truffa semmai è ai danni degli artigiani, del Made in Italy, della legalità e dei clienti"La conduttrice di Report osserva inoltre, sempre riferendosi alle precisazioni della maison, che "forse non hanno compreso che la SA8000 (la certificazione di responsabilità sociale di cui si fregiano) deve decidere se continuare a certificarli. Che sia un marchio del lusso a mettere in seria discussione la validità della SA8000 è paradossale (ricordiamo che la Nike fu scoperta a far cucire palloni da bambini, ma costavano un dollaro)".

E sottolinea ancora: "Cosa poi intenda per laboratori selezionati dovrebbe spiegarcelo, visto che li abbiamo filmati (appunto) con le telecamere nascoste e monitorati per mesi. Uno di questi in particolare è subforniture di una società (Garpe) di proprietà della stessa Gucci, quindi non può neppur dire che la colpa è dei fornitori di primo livello (anche perchè la certificazione gli impone verifiche)". "Inoltre se per Gucci è davvero tutto normale", argomenta la giornalista, "perché non vuole che le aziende subfornitrici siano intestate a persone di nazionalità cinese? Comunque abbiamo ore di registrato e molti più esempi di quanti mostrati (noi abbiamo anche limiti di tempo per la messa in onda) che mettiamo a disposizione della magistratura qualora si attivasse per accertare le responsabilità di un sistema illegale che origina dalla manodopera sottopagata e che, ricordiamo, una sentenza storica a Forlì estese ai committenti dei cinesi. Sul tema dei controlli a Gucci è stata fatta richiesta scritta di intervista, ma hanno preferito declinare. La sottoscritta - sottolinea ancora - ha anche posto una domanda pertinente, sempre per iscritto: "A quanto ammonta il Made in Italy che viene fatturato in Italia e quanto esportato alla Luxury Goods (Svizzera) o comunque all’estero?". La loro risposta è stata: "Il dato non è pubblico". "Certo - precisa ancora Gabanelli - è meglio che non si sappia fino a che punto convenga all’Italia essere una colonià francese che non deve andare in Cina per produrre a basso costo il prestigioso Made in Italy grazie ai mancati controlli e ai prezzi sotto il limite che stanno riducendo alla fame i maestri artigiani, come li pubblicizza Gucci". 

Si tuffa a capofitto nella polemica anche Sabrina Giannini, che ha firmato l'inchiesta su Gucci. Su Twitter se la prende con il governatore della Toscana: "Rossi davvero sta dalla parte di Gucci (profitti: 1 miliardo)? Parli con artigiani pagati il minimo. Già scordato il rogo di Prato?". 

Commenti

sardo

Lun, 22/12/2014 - 10:13

ah ah made in italy da manifattura cinese? e ancora volete difendere questi industriali mercenari? li difenderei se dessero lavoro agli italiani ma il disastro italiano è opera anche loro...soprattutto loro

Ritratto di ventavog

ventavog

Lun, 22/12/2014 - 10:15

anni fa, su Il Giornale, Stefano Lorenzetto intervistava un imprenditore veneto costretto a chiudere per la concorrenza dei cinesi; anche in quel caso si trattava di abiti di marca prodotti a prezzi ridicoli per una grande griffe italiana (che, manco a dirlo, rivendeva a prezzi astronomici). Perchè questo articolo andava bene e quello della Gabbanelli no?

Ritratto di federalhst

federalhst

Lun, 22/12/2014 - 10:18

E' la Gabanelli che rovina il Made in Italy o lo stanno rovinando queste aziende? E voi ancora, mi raccomando, sempre schierati nella difesa d'ufficio. Ma non ce l'avete un po' di vergogna? Ma proprio mai?

Reference

Lun, 22/12/2014 - 10:20

La nazionalità dell'operaio è secondaria. L'informazione è: cosa compro quando pago 800 euro per una cosa che costa 24 euro per produrla ? Tra un falso e un originale c'è una differenza sostanziale nel prodotto ?

Ritratto di bingo bongo

bingo bongo

Lun, 22/12/2014 - 10:26

Fatto in Italia..dai cinesi.Il prodotto è "fatto" in Italia,non importa da chi,quindi formalmente corretto.I profumi francesi,la moda francese,gli orologi svizzeri (dove molti lavoratori sono italiani) le auto tedesche.Tutti i lavoratori,artigiani,tecnici ed operai,sono eslusivamente francesi,svizzeri e tedeschi? La Gabbanelli avrebbe ragione con prodotti manufatturieri di alta qualita artigianale,dove la mano dell'artigiano/a è fondamentale ma se parliamo di produzioni in serie.. certo è che necessitanoregole e controlli molto più stringenti,sia nazionali che internazionali.

robertofo

Lun, 22/12/2014 - 10:35

Oh!!!!!! a gabanelli, cosa aspetti a fare un servizio sugli immigrati che vendono: senza licenza, senza l'autorizzazione dell'occupazione del suolo pubblico, prodotti di provenienza cinese, contraffatta e senza rilasciare scontrino fiscale? ah già, dimenticavo, sono i fratelli africani, che poverini devono pur vivere, mentre io che pago le tasse e sono soggetto a controlli della G.d.F. e che, secondo te, sono sicuramente un evasore fiscale. Grazie al caro sindaco bancario (bancario, perché chiedeva se aveva una banca) Fassino, io devo rilasciare ricevuta fiscale per la vendita di un piumino, mentre davanti al mio negozio gli immigrati vendono senza problemi lo stesso prodotto, naturalmente contraffatto senza alcun controllo dei vigili urbani. Questa è diventata l'Italia.

disaccordo

Lun, 22/12/2014 - 10:38

e il binelli anzichè imparare dalla Gabanelli decide di raggiungere una nuova vetta nel ridicolo.

curiosity1

Lun, 22/12/2014 - 10:40

E' evidente che chi fa i titoli in copertina al Giornale non legge gli articoli...più che il made in italy la gabanelli sta rovinando i nostri cari politici e le nostre istituzioni che permettono il dilagare di queste situazioni. Basta vedere la reazione piccata del governatore della toscana...

Ritratto di Andrea B.

Andrea B.

Lun, 22/12/2014 - 10:41

Qui stanno prendendo topiche clamorose tutti quanti. Iniziamo dal presidente regionale Rossi, che dice "che a Prato fanno 10 controlli al giorno": a parte che sul numero ci sarebbe da ridire, NON E' A PRATO che i cinesi fanno pelletteria, bensì A FIRENZE e dintorni, dove la comunità cinese lavora in questo campo da quasi ottant'anni, da molto prima dell'arrivo a Prato dei cinesi che fanno colà abbigliamento;complimenti al presidente per la conoscenza del tessuto economico della SUA regione. Poi, ovviamente abbiamo la Gabbanelli che scopre l'acqua calda ed il "mercato". Nei controlli di certe imprese è routine, dopo "l'irruzione" delle FF.OO., aspettare l'arrivo del committente italiano a recuperare gli accessori originali certificati della "maison", altrimenti al terzista cinese verrebbe contestato pure (tra i vari) il reato di contraffazione. (1 continua)

alfa553

Lun, 22/12/2014 - 10:43

Al giornalista o al genio che scrive, chiedo,se mi capisce ,cosa di cui dubito fortemente, chi e il delinquente, la gabbanelli che denuncia o gucci che fa pagare manodopera italiana,con manodopera cinese ,notoriamente pagata a pugni di riso? Altro che made in italy ,tutti mafiosi ma ancor più stupidi sono coloro che comprano questi articoli, per me con destinazione, prostitute e attricette da fiction da 4 soldi o giornalisti e giornaliste appena assunte o assunti.Ma andate a pescare supercazzole.

Ritratto di danjacky

danjacky

Lun, 22/12/2014 - 10:44

Gabanelli santa subito. Non fate gli struzzi, la realtà fa schifo e la Gabanelli la mostra a tutti. Bisogna rimediare, non prendersela con lei.

alfa553

Lun, 22/12/2014 - 10:45

Questo giornale diventa sempre più sciocco,da quando il suo capo e diventato lo zerbino di un demente..........si sono accoppiati,un demente con un deficiente mentale.....

unosolo

Lun, 22/12/2014 - 10:47

bene , peccato solo che rischiamo di far scappare altri industriali , la signora come mai non ha fatto un bel servizio sul babbo del PCM che sembra essere scomparso o forse tutto nascosto o in mani amiche , il caso vuole che non se ne parla ma il danno c'è stato almeno cosi sembra quindi per quale motivo certa stampa nasconde queste notizie . la STAMPA serve , inutile togliere soldi che servono per l'informazione cartacea e regalarli alla RAI.

Libertà75

Lun, 22/12/2014 - 10:50

E allora? La Gabanelli fa il suo lavoro, sia di giornalista che di comunista contro le imprese che producono ad altissimo valore aggiunto.

Libertà75

Lun, 22/12/2014 - 10:50

Il punto centrale è quello in cui la rossa toscana ha promosso lo schiavismo dei cinesi a dimostrazione che ovunque il PD prenda il potere, esso si fa promotore di povertà. Lavorare 16 ore per vedersene pagate 4, questo quello che ci attende (ce lo chiede l'Europa? a vedere gli esempi greci e spagnoli, la risposta è sì). Qualcuno dirà che qui la politica non centra, invece centra, solo gli idioti non sanno come lavorano i cinesi in fabbrica, evidentemente sta bene anche alla politica ridurre il potere di acquisto degli operai per poterli soggiogare e schiavizzare per dei servizi ed in cambio del voto (servizi che pagherà la classe media, ma che si potrebbero pagare da soli se non fossero sfruttati). Povero Berlinguer, padre di un partito di schiavisti e razzisti... Veltroni fai un film in cui Berlinguer si gira nella tomba per non vedere quante schifezze avete fatto in questo Paese, grazie!

Giacinto49

Lun, 22/12/2014 - 10:56

Il vero motivo di tutto questo, dando per scontata, comunque, la mala fede antiitaliana di Report e della Gabanelli, è la venuta meno, dalle nostre parti, della....."voglia di lavorare".

Rossana Rossi

Lun, 22/12/2014 - 10:56

Quella sinistrorsa della gabanelli dovrebbe dire quella che è la verità e cioè che il lavoro in Italia costa troppo grazie ai nostri pseudo-politici e ai sindacati e le aziende purtroppo, per sopravvivere devono ricorrere a mezzi anche illegali. Vorrei vedere se la Gucci chiudesse lo starnazzamento delle oche sinistronze dove arriverebbe........loro che sono i primi a imbrogliare e rubare fanno le mammolette.....ma per favore!!!

curatola

Lun, 22/12/2014 - 10:57

Milena nelle sue inchieste fa come il PM : cerca di convincere il giudice del suo teorema. Gucci fa bene a smontarlo, ma la gente non vuole accettare che ci siano lavoratori malpagati o vessati.D'altra parte il popolo dei pagati a presenza mal digerisce la logica del lucro specie in assenza di libero mercato. L'inefficienza poi e la scandalosa inettitudine del dipendente pubblico (che magari arrotonda in nero) passa allora in secondo piano. Lo spreco pubblico e la corruzione completano un quadro che è molto più grave delle contraddizioni del caso Gucci-Gabanelli. Ma vedrete che Matteo risolverà tutto oppure alle prossime votazioni avrà ciò che si è meritato. Alé.

Giacomo45

Lun, 22/12/2014 - 10:58

Il manifatturierio Italiano è stato ucciso parecchi anni fa. Il settore della pelletteria e della calzatura di livello medio e medio basso è solo di importazione, non più dalla cina ma da altri paesi ancora più economici nei costi. Ringraziamo chi con i costi alti riesce a produrre in Italia articoli di nicchia,made in Italy. Collaborano i cinesi alle ns. produzioni? Bene perchè sono affidabili e lavorano sul serio.

wintek3

Lun, 22/12/2014 - 11:01

Il problema non è se a produrre sono cinesi in Italia ma bensì gli italiani che sfruttano i cinesi per trarne profitto, poi se vogliamo chiudere gli occhi e far finta che vada sempre tutto bene............! Ma credete davvero che saranno solo 3 le aziende così? E credete davvero che aziende come Gucci non conoscano queste realtà? Se così non fosse il loro metodo di valutazione fornitori non è all'altezza ed è inutile che se ne fregino.

svevo

Lun, 22/12/2014 - 11:07

Liberali si, ma non idioti! Se il Giornale non riesce a capire il senso del reportage della Gabanelli, i casi sono due: o siamo noi, utenti e lettori, che abbiamo troppo a cuore la sorte di questo disastrato Paese, oppure è il Direttore che non ha capito un tubo del problema principale dell'Italia. Da troppo tempo questo Giornale naviga a vista dentro una piscina. Basta!!

tsfulvio

Lun, 22/12/2014 - 11:09

Parliamoci chiaro ! Onore al merito alla Gabanelli che ha mostrato come aziende del tipo di Gucci non è che fa lavorare i conesi al posto degli italiani, questo è un falso problema, il problema principale è che i cinesi vengono schiavizzati con un lavoro a cottimo, senza regole e frodando il fisco per questo è più conveniente e la case come Gucci alimentano questo illecito.

Ritratto di ElioDeBon

ElioDeBon

Lun, 22/12/2014 - 11:10

Gabbanelli......vista corta..vai a farti un giro a telecamere nascoste dai tuoi amici delle cooperative rosse.... Ce l'hai il fegato? Vai a zappare l'orto...incapace e faziosa!!

vittoriomazzucato

Lun, 22/12/2014 - 11:11

Sono Luca. Ma la Gabanelli non si è accorta che la Mafia-Capitale era infiltrata a Roma dal 1994 e i governi erano tutti di centrosinistra tranne pochissimi mesi del Governo BERLUSCONI che non poté praticamente insediarsi perché la procura di Milano gli fece avere un avviso di garanzia. Non ho mai avuto una risposta. GRAZIE

guardiano

Lun, 22/12/2014 - 11:13

X sardo il sordo e pure cieco,il made in italy è dato dalla manifattura, dai materiali ma sopratutto dalla ricerca dello stile e dalla pubblicizzazione del marchio che a volte può costare più del prodotto stesso e GUCCI questo ce la nel marchio,per quanto riguarda la concorrenza sleale che fanno i cinesi e altri in italia dobbiamo premdercela con lo stato che lui si è sardo sordo cieco e pure mafiosetto.

STEPIMAR62

Lun, 22/12/2014 - 11:14

La propongo PRESIDENTE della Repubblica ITALIANA ovviamente ! Basta con questi giochetti delle TRE CARTE! Non credo che sia un male per il made in italy anzi dovrebbero considerarci capaci di smantellare certi inciuci AZIENDALI!!!!!

Ritratto di lettore57

lettore57

Lun, 22/12/2014 - 11:17

@alfa553 Prima di lasciare dei post si metta d'accordo con se stesso e poi, magari, ci riprovi

GB01

Lun, 22/12/2014 - 11:19

I primi a danneggiare il made in italy sono proprio gli artigiani/imprenditori italiani. Vedi i maestri vetrai di Venezia che hanno insegnato, dietro pagamento, tutte le tecniche di lavorazione del vetro ai cinesi. Adesso, il 90% del vetro in vendita a Venezia è cinese, e le fornaci italiane chiudono.

Dordolio

Lun, 22/12/2014 - 11:20

No, amici de Il Giornale, non ci siamo proprio... Domattina apro io - italianissimo - un piccolo stabilimento produttivo. Mi metto d'accordo con un maraglione cinese di una qualche triade che mi procurerà degli schiavi autentici e farò a metà con lui del provento della tresca. E sfornerò prodotti imbattibili per prezzo (e pure di buona qualità!). Che fate poi voi, mi difendete? Ehi, io sono italiano, mi vorrete negare forse il sostegno?

Ritratto di deep purple

deep purple

Lun, 22/12/2014 - 11:23

Tanto, come proprio voi avete detto, Gucci adesso è francese.

Libertà75

Lun, 22/12/2014 - 11:23

@giacomo45, qua non si parla di affidabilità e di serietà, ma di sfruttamento di esseri umani promosso da grandi industrie con la connivenza della politica locale (PD) e nazionale (PD). Io mi vergogno come italiano di avere politici che promuovano la schiavizzazione. Ho parenti senza titoli di studio che vogliono fare gli operai, ma cosa dovrebbero fare secondo lei? lavorare 16 ore al giorno per 800 euro?

DIAPASON

Lun, 22/12/2014 - 11:24

Tutta l'ideologia di sinistra distrugge l'immagine italiana nel mondo, il sentimento anti italiano e parte della propria natura. Ancor piu' drammatica e' la distruzione materiale della socita' italiana che da anni la sinistra italiana sta perpretando in silenzio con il tacito consenso di quelli che un tempo si facevano chiamare conservatori, (ma di che cosa?)

Marioga

Lun, 22/12/2014 - 11:26

Cioè in Italia restano 24 euro a borsa all'artigiano (e parte ai cinesi che lavorano per lui) mentre i francesi intascano 830 euro dalla vendita? E ve la prendete con la Gabanelli? Che se le facciano in Francia le borse da 4 soldi da rivendere ai fessi che le comprano a 30 volte il loro valore.

Alessio2012

Lun, 22/12/2014 - 11:27

Gucci ha detto che non è vero... e mi fido. I comunisti cercano sempre di sputtanare l'Italia... questo è un dato di fatto.

Ritratto di Loudness

Loudness

Lun, 22/12/2014 - 11:28

I cinesi hanno creato in Toscana (e non solo), uno Stato nello Stato... una enclave dove valgono le regole mafiose tipiche di quel popolo, ed il presidente della Regione Toscana, Gucci e tanti altri, hanno pure il coraggio di scandalizzarsi e rimanerci male (poveri piccoli) se qualcuno lo evidenzia? I cinesi rappresentano il male assoluto... vivono nell'illegalità più spudorata ed esportano malaffare, prodotti pericolosi... e questi si scandalizzano pure. Cercate in rete cosa diceva Alberto Forchielli (uno che di Cina se ne intende) nel dicembre del 2013, dopo l'incendio della fabbrica di Prato.

kayak65

Lun, 22/12/2014 - 11:30

A quando un sevizio sulle Coop rosse di Buzzi e pd?

Ritratto di mauriziogiuntoli

mauriziogiuntoli

Lun, 22/12/2014 - 11:30

Cosa c'è di strano? Mai visti films in cui i bianchi vendevano armi agli indiani i quali poi con quelle armi ci ammazzavano i bianchi? Da bambino mi stupiva la faccenda. Ora che son vecchio vedo che il nostro povero paese è il più grande fornitore di armi agli indiani. Di ogni tipo e di ogni genere. I comunisti, GrilloBeppe, le varie RAI3 ed ogni bellaciao che si rispetti è felicissimo se può sputtanare un nostro prodotto. Prodotto con profitto dal capitale nemico. Invece gli altri... Che siano pagati anche loro come facevano gli indiani?

Ritratto di lurabo

lurabo

Lun, 22/12/2014 - 11:31

e si, questi sono i risultati...........

GiulioP

Lun, 22/12/2014 - 11:32

A rovinare il Made in Italy sono gli italiani stessi ... o meglio, le politiche del lavoro, fiscali, la burocrazia, etc ... che fanno si che le aziende italiane che vogliano operare rispettando la legge non siano competitive ... Se poi i cinesi che lavorano in Italia sono un problema ed operano in modo disonesto, perché la Guardia di Finanza non va a fargli una visita? Forse a qualcuno (italiano, non cinese) questa situazione fa comodo? Devono essere sempre Il Giornale, la Gabanelli o Le Iene a denunciare?

tonipier

Lun, 22/12/2014 - 11:38

" SIAMO BRAVI NEL DECLASSARE L'ITALIA" La causa principale, se non esclusiva, di tali involuzioni politico-sociali va individuata sopratutto nella incapacità di direzione e di controllo delle componenti sociali, delle masse popolari, che intesero rendersi partecipi del divenire e degli sviluppi della rivoluzione, da parte di coloro che avevano propugnato gli ideali ed i valori innovativi traslati nel documento programmatico dei diritti dell'uomo del 26 agosto 1789, firmato dal re il 5 ottobre 1789 e premesso alla costituzione francese del 3 settembre 1791. tali rilievi indicano, come sarà meglio dimostrato, come l'assoluta indipendenza delle masse popolari dai poteri e dalle iniziative decisionali di coloro che devono necessariamente esserne guida o che hanno iniziato al compimento di azioni innovatrici, propizia e determina gli eccessi sociali che segnano le epoche di decadenza delle società statali e di regresso della civiltà umana.

Miraldo

Lun, 22/12/2014 - 11:39

Gabbanelli hai scoperto l'acqua calda, tutti lo sanno in Toscana compreso il signor Rossi governatore della regione che una parte della produzione la fanno i Cinesi qui residenti e gran parte di loro sono sconosciuti al fisco, tutti lo sanno compreso i sindacati "rossi"

Ritratto di orcocan

orcocan

Lun, 22/12/2014 - 11:41

Di una cosa noi italiani siamo insuperabili: darci martellate sui "gioielli" e comunicarlo al mondo. Certi servizi sono interessanti ma non tengono conto che la stragrande maggioranza delle aziende occidentali produce nei paesi a basso costo di mano d'opera. La scelta e' chiudere o guadagnare. Il WTO ha aperto il commercio? Bene, questo e' il principale motivo per cui la Cina e' diventata una potenza economica e anche là molti cinesi si sono arricchiti con lo steso sistema.

Ritratto di Andrea B.

Andrea B.

Lun, 22/12/2014 - 11:43

(2. continua)Poi, se un'azienda riesce a farsi pagare una borsa dieci od anche cinquanta volte quello che le è costata, complimenti a lei, nessuno obbliga a comprare alta moda... è il mercato, bellezza! (per modo di dire, non alla Gabbanelli). Infine questo è "made in italy", non "made by italians"....l'alternativa è far fare tutto fuori, non pensate che basti dire:"DEVE essere fatto in Italia", perché in Italia è impossibile fare impresa ormai. Pensiamo piuttosto che se l'artigiano italiano non riesce a stare dietro ai ribassi del committente la colpa è delle troppe tasse che lo Stato pretende. Ogni altra "lotta" (contro il mercato, a favore dell'autarchia, contro la globalizzazione, le imprese gestite da immigrati etc etc) è come andare contro i mulini a vento...

Dordolio

Lun, 22/12/2014 - 11:43

Sentite: io per altri tipi di forniture, non inerenti al loro lavoro di terzisti, avevo in altri anni frequentato queste aziende, in epoca pre-cinese. A quanto mi dicevano i costi del prodotto finito erano già allora irrisori, nonostante le specifiche richieste fossero di alto livello. L'idea che mi viene (visti i prezzi al pubblico) è che le basi per marginarci tanto sopra (ma veramente tanto...) ci sarebbero sempre e comunque. Anche con manodopera italiana qualificatissima. Ma l'ingordigia di certo capitalismo sfrenato (e terminale...) è semplicemente assoluta. E questo - se sembra piacere a Il Giornale (che leggo dal 1974) devo dire che non piace a me.

Marzio00

Lun, 22/12/2014 - 11:46

Quoto pienamente GB01! Il problema qui non è tanto il valore di vendita del bene ma il fatto che il made in italy avvenga in vere e proprie fabbriche cinesi di Prato! E mi domando: ma nessuna autorità si accorge di quanto avviene? Ci vogliono i giornalisti per far conoscere al pubblico questi lager? Perché gli imprenditori non tutelano il lavoro italiano? Perché i politici ed i sindacati invece di parlare di art. 18 non denunciano queste situazioni? Lo scandalo è questo!

Ritratto di mirosky

mirosky

Lun, 22/12/2014 - 11:48

hahahaahahahaha avete raggiunto il top! il problema in italia è la gabanelli che fà del giornalismo vero invece di chinarsi come quasi tutti qui dentro! evviva!

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Lun, 22/12/2014 - 11:48

A parte il complicato discorso del "made in italy",laddove moltissime Aziende fanno i furbi(con i miei occhi ho visto in diverse fabbriche CINESI,piastrelle imballate "MADE IN ITALY"(con tanto di marca ITALIANA,pronte per la spedizione....e parlo di milioni di metri quadri...).Importano "tomaie" dalla Romania,suole dalla Cina,assemblano a Napoli(lavoratori Italiani?),e il tutto diventa "MADE IN ITALY".....Qui è diverso,le producono in Italia,con manodopera "straniera"(in questo caso Cinesi)...Dove sta il problema?...Che questa manodopera(che i progressisti alla Gabanelli,chiamano "risorsa"),come la gramigna(SINDACATI ITALIANI DOVE SIETE??!!!),ha soppiantato la manodopera nostrana,per tanti motivi,noti,arcinoti,che i "progressisti" non hanno voluto affrontare.Gli "altri" per convenienza spicciola,un pò sfruttano la situazione,un pò non hanno scelta,...e la "barca" del "made in italy" affonda....

elio2

Lun, 22/12/2014 - 11:55

Inutile far finta di non vedere e non sapere, i comunisti a tutti i livelli, sono stati comprati per distruggere il nostro Paese, e solo gli idioti, incapaci di intendere e volere che li votano, possono far finta che non sia vero. Se mai ci rialzeremo, ci vorrà più di una generazione per ritornare come eravamo all'inizio del 2000, e liberarci di quel cancro mortale per qualunque società civile che si chiama comunismo.

GMfederal

Lun, 22/12/2014 - 11:55

Rossi aveva detto che le aziende cinesi in Toscana potevano essere un valore aggiunto... Che torni a farsi i selfies con i rom!!

Ritratto di Ubidoc

Ubidoc

Lun, 22/12/2014 - 12:02

Bravissima la Gabanelli. Lo sappiamo tutti che il costo di produzione e quello di vendita sono incredibilmente difformi e gonfiati.Sappiamo tutti che da anni le maggiori ditte italiane di artigianato e moda usano in Italia, come al'estero, manovalanza a basso prezzo. Trovo strano che ci sia gente che ancora se ne stupisca !

Ritratto di sempreforzasilvio#

sempreforzasilvio#

Lun, 22/12/2014 - 12:03

I MOTIVI DELLA GABBANELLI non li sappiamo (che si tratti di motivazioni giornalistiche, a voi sconosciute?), ma le ragioni di articoli come questo de Il Giornale sono chiarissime: proteggere chi vende il "made in Italy" ad ogni costo, fregandosene impunemente degli italiani che lo producono, il "made in Italy"

magnum357

Lun, 22/12/2014 - 12:07

Una domanda stupida stupida: come caxxo pensate che possano fare miliardi di utili (ATTENZIONE: i ricavi sono decine di miliardi di eur/dollari) questi grandi gruppi che operano nel lusso ? Solo la gente ricca ma certamente ignorante si può permettere di comprare a cifre folli !!!!

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Lun, 22/12/2014 - 12:12

In poche parole,al sistema "progressista"(a braccetto con quello "parrocchiale"),che si basa su tante greppie che si fanno mantenere(quindi tanti voti),in modo MIOPE,non interessa una lippa,del disastro che sta avvenendo,economico,culturale,ambientale,non interessa una lippa di SPINGERE nel mondo del lavoro "manuale",milioni di ITALIANI(rivedendo di sana pianta l'impianto della SCUOLA,e dell'avviamento al lavoro,e le "aspettative di vita" dei GIOVANI,che si trastullano con telefonini "figo","movide",tatuaggi,pantaloni con il cavallo alle ginocchia,"fumate",etc.etc.),sgravando le Aziende,incentivandole in tale senso, a DISCAPITO,di una manodopera straniera,che costa MENO alle Aziende,ma che costa UN OCCHIO AL SISTEMA ITALIA!!!

Gianca59

Lun, 22/12/2014 - 12:12

Invece di lasciare in mano le inchieste alla Gabbanelli o alle Jene, ve l' ho detto tante volte, fatele VOI del Giornale. Rendetevi conto di come sta funzionando l' Italia anzichè starsene in ufficio e criticare ciò che fanno gli altri !

oldstyle

Lun, 22/12/2014 - 12:25

Cari amici del giornale, non ci siamo... Mai stato di sinistra, mai lo sarò, ma il made in italy non lo danneggia certo la Gabanelli. Sono nel settore....Dieci anni fa le robe di marca erano al di sopra di ogni sospetto, merce di qualità, senza corsa al risparmio, opulenza esibita....Perchè è giusto che chi paga di più abbia di più. Poi è iniziato il minimalismo marcaiolo.... Gli imprenditori italici hanno scoperto che potevano delocalizzare, dare merce spazzatura a peso d'oro...L'unico investimento era l'etichetta, più bella e raggiante di prima. Però, come dico sempre, il maggior responsabile di tutto ciò è lo stupido cliente... Se uno si accatta una t-shirt in cotone fatta in vietnam a 5 volte il prezzo corrente solo per le iniziali dello stilista stampigliate sopra, ma cosa pretendete??? Gucci, come YSL, come tutti gli altri lo sanno, sondano il terreno e fanno come gli pare. In questo paese ci sono ancora troppi soldi in giro, non siamo ancora alla frutta...

Francesconelio

Lun, 22/12/2014 - 12:29

Mi viene da dire: e allora? Made in Italy? non è così... Gucci venne acquisita dai francesi del Gruppo Kering oltre dieci anni fa, tipico esempio di "fire sales", svendita a prezzi di saldo. Ciò vuol dire che sono passate in mano francese brevetti, know-how, proprietà; e ogni anno i profitti volano in Francia. Nel complesso il marchio francese Gucci peggiora il nostro debito estero. Parliamo di occupazione? la filiera italiana è stata essiccata, tant'è che producono in Cina. Made in Italy? No, Gucci è francese: Made in France.

Dordolio

Lun, 22/12/2014 - 12:34

Magnum357, il discorso è molto complesso. Molto.... Io utilizzo per lavoro capi tecnici (che spesso corrispondono a trend di moda) che costano tanto ma danno quel che promettono. I cloni a basso costo sono delle schifezze. Nella moda pura (Gucci) il discorso è certo diverso. Ma è incontestabile che la qualità ci sia. E se la vuoi devi pagare quel prezzo. A meno di non entrare in circuiti paralleli dove il falso è in realtà un originale: il produttore ha contrattato 10000 pezzi e dal 10001 produce no brand o falso ed il prodotto è identico ma costa infinitamente meno... C'è un cartello, forse, sui prezzi. O si stabilisce QUANTO il consumatore è disposto a spendere, a priori...e lì fai il prezzo. Indipendentemente dal costo aziendale. Nei fatti di oggi lo scandalo sono i lavoratori cinesi - schiavi - gabellati da made in Italy.

gatiper

Lun, 22/12/2014 - 12:38

Si ma in tutto ciò, dove sono i sindacati? Non potrebbero, fra un bagno di folla ed una partecipazione oceanica, occuparsi finalmente per una volta nella loro storia dei problemi del lavoro?

Mr Blonde

Lun, 22/12/2014 - 12:39

Non toccate la gabbanelli, può esagerare e sbagliare toni o anche inchieste sicuramente come tutti, ma è grazie a lei che vengono a galla misfatti di ogni tipo. E comunque anche qui è un anomali aitaliana: si scopre (non è questo il caso ovvio) un imprenditore che inquina l'aria che respirano i ns figli, ci propina cibi con provenienze errrate e così via, e noi ce la prendiamo con i magistrati o i giornalisti che sono comunisti, non con loro che sono da arrstare

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Lun, 22/12/2014 - 12:56

@oldstyle:concordo!

Ritratto di mariosirio

mariosirio

Lun, 22/12/2014 - 13:06

toscana zona franca, tutto vero. gucci compra regolarmente da artigiani italiani, ma non vuole pagare davvero. a firenze pure il lampredotto lo fanno i cinesi. gucci paghi il prezzo che deve dare anziché tirare il prezzo sottocosto, mica che fano le sfilate con materiali strafichi e la produzione con che conviene pagar nxxla. il made in italy non lo vogliamo più sentire, perché tutto si è tanto imbastardato che non ci sentiamo più apartenere al popolo ne a questa nazione col cxxo aperto ad ogni lanzichenecco che arriva.

magnum357

Lun, 22/12/2014 - 13:12

Dordolio: vero e concordo che i capi tecnici possano costare tanto perchè sono assemblati con materiali per la sicurezza del lavoratore !!! Tuttavia devo ricordarle che le grandi griffes fanno produrre lotti di produzione da migliaia di pezzi: alla produzione costano molto molto poco, dipende anche da dove provengono ma l'abilità degli artigiani non è solo italiana in quanto siamo noi italiani/europei che abbiamo insegnato ai cinesi a produrre in qualità, loro ci aggiungono velocità e remissione ai datori di lavoro disonesti e sfruttatori !!!!!!

marygio

Lun, 22/12/2014 - 13:31

le polemiche stanno a zero. io so i ricarichi del settore e non compro una mazza. o scendono i prezzi(e di tanto) o faccio con quel ho...ne ho per 50annni....ahhhhhh

Yang Ming

Lun, 22/12/2014 - 13:36

Buongiorno Sig. Binelli Ho visitato personalmente in Toscana una fabbrica di borse Gucci Questa fabbrica nuovissima è di un terzista in esclusiva per Gucci I titolari mi avevano detto in confidenza che per ogni borsa Gucci confezionata per il totale delle sue operazioni, loro ricavavano un compenso medio di 100,00 Euro per capo. Confermo che all'interno della fabbrica avevano ricavato dei laboratori separati dove lavoravano maestranze Cinesi non dipendenti subordinati a questa fabbrica. Liberi di operare quante ore volevano, indisturbati perché all'interno di uno scantinato. Se ha piacere di approfondire mi contatti. Cordiali saluti Yang Ming

Albius50

Lun, 22/12/2014 - 13:44

Che i cinesi abbiamo esperienza del pellame e sicuramente vero, piuttosto siamo noi italiani che abbiamo creato i marchi, personalmente ho dei grandi ricordi di gioventù (50 anni fa) quando c'era da comprare borse di ottima fattura e qualità si andava dai cinesi in Paolo Sarpi a Milano, il loro nucleo storico dell'immigrazione credo già negli anni 30

Ritratto di bracco

bracco

Lun, 22/12/2014 - 13:45

Che questa cialtrona continui a denigrare il made in italy non fa più notizia, per altro bisognerebbe saper e il perché e cosa potrebbe esserci sotto per questo accanimento contro imprese italiane, ma che queste porcate vengano trasmesse con la complicità DELLA EMITTENTE PUBBLICA PAGATA DA GLI ITALIANI CHE SI CHIAMA RAI ...FA SCHIFO !!!!

Ritratto di electro

electro

Lun, 22/12/2014 - 13:52

Evidentemente parecchie persone che hanno commentato questo articolo non hanno visto l'intera puntata. A parte il fatto che affermare che la Gabanelli non difende il "made in Italy", fatto però da cinesi sottopagati e sfruttati mi sembra una contraddizione, la puntata di ieri ha dedicato una parte dei servizi alle coop rosse (di cui tra l'altro aveva già parlato in alcune puntate come questa http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-ad6b47b2-d973-4766-b7fc-199376b030f1.html). Se qualcuno è convinto che la verità esca esclusivamente dalla bocca del giornalista che ha scritto questo articolo, dei comunisti, di Beppe Grillo o di Berlusconi, allora capisco perchè l'Italia si trova in questa condizione. Come disse una volta Benedetto Croce "Non abbiamo bisogno di chissà quali grandi cose o chissà quali grandi uomini. Abbiamo solo bisogno di più gente onesta"

Ritratto di frank.

frank.

Lun, 22/12/2014 - 13:54

Caro Binelli, ma con che coraggio li difendete?? Vi sciacquate tanto la bocca con gli artigiani, i commercianti, vi ergete a difensori del lavoro autonomo...ma dite la verità, a voi di questi non ve ne frega una beata minkia!!! Voi difendete soltanto i consigli di amministrazione che si intascano i soldi!! Degli artigiani italiani che fanno la fame perchè i titolari delle aziende danno i soldi ai cinesi per guadagnare il più possibile, a voi non frega niente!! Almeno ditelo una volta per tutte e basta: A noi interessano i lavoratori autonomi che guadagnano almeno 2 milioni di euro all'anno, il resta è mxxxa! Ecco lì, ditelo e siate coerenti!

tormalinaner

Lun, 22/12/2014 - 13:57

Comprare una borsa Gucci toccata da mani cinesi e pagata € 800 è da fanatici della griffa, che preferiscono la brand alla mediocre qualità. Abbiamo artigiani della pelle che producono prodotti eccellenti e superiori a Gucci, mai toccati da mani cinesi a prezzi giusti. Io compro solo prodotti "untouched by Chinese"

marygio

Lun, 22/12/2014 - 14:00

personalmente delle oche a me frega 0...ma col kaiser che pago 1000€ per un moncler che tra tra le altre cose fa....cagare

Ritratto di marcotto73

marcotto73

Lun, 22/12/2014 - 14:00

xbracco.... se la Rai a lei fa schifo mi immagino lei con quanta PASSIONE ma sicuramente poi gli manca IL GRANDE FRATELLO!!!! Eccerto....

Ritratto di marcotto73

marcotto73

Lun, 22/12/2014 - 14:04

xbracco.... se la Rai a lei fa schifo mi immagino lei con quanta PASSIONE ma sicuramente poi gli manca IL GRANDE FRATELLO!!!! Eccerto.... a lei con poche persone piace vedere dentro una casa (??) gente che prima di apparire in pubblico si fanno i rritocchi della chirurgia plastica per apparirisi più belli e muscolosi a far i "COATTI" (come si dice a roma)..... già.... che bell'"esempio" che danno ai poveri giovani!!!!!

Efesto

Lun, 22/12/2014 - 14:11

La Gabanelli appartiene a quel genere di personalità perverse che di fronte ad un successo personale sono capaci di sdraiare una nazione intera. Non ha il minimo senso del sociale e degli interessi collettivi. SOLO LEI imperatrice della verità e castigatrice del malcostume. Dubito delle sue verità parziali e pompate esposte al solo fine di mantenere il proprio EGO al centro della attenzione. Populisticamente funziona, anche perchè colpendo il lusso e la qualità sollecita il godimento degli ipocriti. Un attento sistema di governo, consapevole degli interessi comuni, dovrebbe farla sparire come elemento dannoso.

giosafat

Lun, 22/12/2014 - 14:18

Chi compera un prodotto Gucci non si pone certo il problema di quanto costi...figuriamoci se si pone quello di dove e come venga prodotto. Inchiesta intile, indagare sulle coop please!

Ritratto di bracco

bracco

Lun, 22/12/2014 - 14:35

# marcotto73....poche persone ????? ma che hai fatto pure tu i sondaggi ??? quella è una cialtrona e trucchi o non trucchi, grandi fratelli e isole dei famosi(RAI), non me ne può fregar di meno, per me resta una quaquaraquà da cacciare da una emittente pubblica,...Buon Natale e stai sereno

lamwolf

Lun, 22/12/2014 - 14:36

Stai zitta e rinchiuditi da qualche parte così fai meno danni come se non fosse già troppo quanto succede!

giovanni PERINCIOLO

Lun, 22/12/2014 - 14:46

Cara gabanelli a quando una inchiesta sullo scarparo nazionale?? oppure, trattandosi di sinistrorso, lui ha licenza di "fare li azzi sui"??

ex d.c.

Lun, 22/12/2014 - 14:54

Tantissime imprese cinesi lavorano per le firme del nostro paese. Lo fanno regolarmente sotto il loro controllo e le loro direttive. Non c'è niente di anomalo ne di strano, i cinesi riescono a produrre di più , meglio ed a prezzi migliori di quanto fanno gli italiani, impariamo da loro!

unosolo

Lun, 22/12/2014 - 14:55

la colpa di questo che accade è la pressione fiscale che colpisce imprenditori e LAVORATORI , le troppe tasse producono povertà e ricchezza rispettivamente all'operaio e imprenditore e ricchezza ai politici , smentitemi ! SVEGLIA !

gigetto50

Lun, 22/12/2014 - 15:04

......ma non capisco tutto questo scandalo.....credo che ormai lo sanno tutti che praticamente la quasi totalita' di certi prodotti primo o non é fatta in Italia o se lo é, é frutto di lavoratori cinesi o comunque extracomunitari.... E immmagino che questo non accada solo in Italia.

Gadget Kitsch

Lun, 22/12/2014 - 15:16

Attenzione-Attenzione...a tutti i Compagni in ascolto un contrordine: " La Gabanelli,data la sua strenua difesa del Made in Italy minacciato dal low-cost con gli occhi a mandorla, non può avere a suo tempo votato per chi ha dichiarato esentasse per quattro anni (prorogabili col metodo della staffetta) le imprese avviate da cinesi".Augh.

Sapere Aude

Lun, 22/12/2014 - 15:18

La Gabbanelli è una che invoca il diritto di acculturarsi (modello che nel ’68 ha fatto scuola); e poi fare gli artigiani a 7 ore al giorno per 5 giorni (e ridurli a 4), con pause, ferie e stipendi da laureati e con imprenditori la cui redditività d’impresa sia al massimo un punticino sopra il costo del denaro. I grandi marchi italiani paragonano la genialità al pari di quella della casta, da quell’orecchio non ci sentono e danno il benvenuto ai cinesi, senza preoccuparsi se sanno chi è Platone o Galileo, ma lavorano. La Gabbanelli, si sente una novella Giovanna d’Arco, tanto al rogo non la mettono, fa sapere che ha ragione lei. La casta, quella di sinistra, applaude, basta che non tocchino i loro soldi; quella di destra sui soldi non transige. I grandi marchi se ne fottono degli uni e degli altri e fanno sapere, o lavorano i musi gialli o delocalizzano. Il problema è un altro: chi sarà il figuro che dovrà illuminarci nei prossimi 7 anni.

giova58

Lun, 22/12/2014 - 15:23

Un sentito grazie alla Gabanelli. Basta con le ipocrisie di imprenditori come Prada che professandosi di sinistra distrugge l'indotto in Puglia per portare il lavoro in Trasnistria per pagare sottocosto la manodopera ed ottenere più profitto. Così meritoria è stata la denuncia su Gucci che demolisce l'ipocrisia della "responsabilità sociale " dell'azienda, quando poi aggirando controlli fasulli o inesistenti nella bella Regione Rossa e si continua a dilapidare il know-how del manifatturiero italiano che ha fatto grande il made in Italy.

Lepanto71

Lun, 22/12/2014 - 15:25

La nostra Magistratura sarebbe bene indagasse se la signora ha contatti con qualche azienda straniera concorrente con le omologhe nostre.Comunque sarebbe bene che la RAI la "mandasse a casa" onde evitare ulteriori danni alla nostra manifattura.

lolafalana

Lun, 22/12/2014 - 15:45

Una borsa che costa 30, 31 euro, ma sì, facciamo anche 40 euro, e che viene venduta col nome Gucci o meno, a 830 euro è letteralmente un FURTO, non c'è altra parola! Fanno bene a vendere i falsi!

Albius50

Lun, 22/12/2014 - 15:55

Comunque chi compra borse firmate lo fa solo x VANITA' sono un non senso x 80% di Italiani che devono pagare le TASSE (MADE SINISTRA) che sono l'equivalente dei prodotti artigianali DI PREGIO

Ritratto di mark 61

mark 61

Lun, 22/12/2014 - 16:00

anche ALEMANNO insisteva .........poi è arrivata ROMA capitale .....vai avanti senza paura GIORNALAIO BINELLI tu arriverai sempre troppo tardi non sei un giornalista

giomag42

Lun, 22/12/2014 - 16:05

C'e' un modo molto semplice per togliersi dai piedi, una volta per tutte la comunista Gabbanelli: NON guardare piu' i suoi "pseudo reportages" e NON degnare nemmeno di uno sguardo gli articoli che i giornali (anche quelli piu' seri, purtroppo) le dedicano a profusion. Statemi bene italiani...

Ritratto di giuseppe zanandrea

giuseppe zanandrea

Lun, 22/12/2014 - 16:09

sì, vabbe' la Gabanelli...ma anche voi come potete difendere i Gucci e questo "made in Italy" che made in Italy non è? E avete mai chiesto a Gucci dove porta i proventi delle borse che paga 15 ma rivende a 1500 euro?

DIAPASON

Lun, 22/12/2014 - 16:10

Lasciatela parlare, non nuoce, ormai e' ascoltata soltanto da quei quattro ottusangoli di sinistra irrecuperabili.

francesconeglia

Lun, 22/12/2014 - 16:18

Milena Gabanelli lei è un 'killer', lei è un 'sicario', le è un 'mercenario' al servizio della sinistra deviata. Non mi dilungo ad elencare quante e quali inchieste lei DOVREBBE fare per fregiarsi del titolo di freelance, ma mi soffermerei se ne valesse la pena, sulle 'eluse inchieste' riguardanti gli enormi problemi che hanno causato quello che lei a scoppio ritardato calcolato, prende di mira e.... denuncia.... alla dove coglio coglio. Prenda spunto piuttosto dall'euro deputato Godfrey Bloom che ha accusato di gravi manchevolezze parecchi membri del parlamento europeo, facendo oltre il suo lavoro una doverosa denuncia, senza per questo essere nè giornalista nè tantomeno freelance. L'umanità è anche nelle mani di quei giornalisti che nelle penna hanno un'arma più potente dell'atomica e la usano per quello che serve a tutti.

eloi

Lun, 22/12/2014 - 16:26

Scrivo da vecchio toscasno che vive in Toscana. Nessuno di quanti hanno scritto e neppure il giornalista Binelli ricordano, o hanno saputo di quando tutto il momdo occidentale benestante era invaso dal made in Italy. Prodotti a basso valore aggiunto e vendoti a prezzo congruo. Mi riferisco ai non griffati. Abbigliamento prodotto dalle casalinghe nel territorio di Empoli, Calzature nel Pisano e in Lucchesia. Maglieria sempre nel Pisano e Lucchesia. Questo succedeva nagli 50, 60 e 70. Devo aggiungere che gli introiti di tali lavori, naturalmente tutti al nero, hanno permesso alle famiglie in esso impegnati di potersi costruire una casa. Oggi lo fanno i cinesi, e, pagano in contanti senza cercare mutui.

Mr Blonde

Lun, 22/12/2014 - 16:27

Libertà75 va bene che sei in campagna elettorale, ma che sia il pd la colpa delle fabbriche cinesi e dello "schiavismo" relativo chi te l'ha detto?

Amon

Lun, 22/12/2014 - 16:34

DIAPASON la gabanelli fa piu share di renzi e b. se ne faccia una ragione.

gpl_srl@yahoo.it

Lun, 22/12/2014 - 16:48

di cero non lo è: al massimo una sciocca arrivista!

Berna

Lun, 22/12/2014 - 16:49

Mammamia quanto è brutta.

loumir

Lun, 22/12/2014 - 16:52

Sono da sempre un lettore de Il Giornale, ma questa campagna contro la Gabanelli non la capisco proprio. Se nel Made in Italy c'è del marcio, perché non bisogna portarlo alla luce? Ci sono aziende serie (e Report le mette sempre in evidenza) e aziende poco serie che sfruttano i lavoratori ed uccidono la manodopera italiana. Nella mia zona ci sono molti fasonisti che lavorano per grandi marche e quello che ha detto Report è tutto vero. Stanno licenziando tutti gli operai italiani per far lavorare i cinesi al loro posto. E le grandi griffe fanno finta di niente. Brava Gabanelli, continua così !

baio57

Lun, 22/12/2014 - 16:52

Abbassare le tasse ed il costo del lavoro ,per far sì che le aziende non delocalizzino ,facessero rientrare le produzioni o non chiudano del tutto ,non sarebbe forse la strada più giusta ? L'economia è ormai a livelli da quinto mondo e la disoccupazione supera il 13% (nel 2011 era al 8,5%) , ciò nonostante lo "sputacchiatore Fiorentino" esterna amenità a iosa, tra aumenti di tasse,balzelli, aliquote ,matrimoni gay ,fecondazioni assistite e sopratutto...l'accoglienza di centinaia di migliaia di "risorse"da destinare alle Coop.....

Ritratto di Jiusmel

Jiusmel

Lun, 22/12/2014 - 16:53

La signora Gabanelli può anche avere ragione, però danneggiando l'immagine di marchi italiani, che stanno nel mercato globale con regole globali, contribuisce a distruggere quel po di prodotto italiano che è rimasto. Ciò significa che i cittadini italiani diventano un altro pochino più poveri, e quelli che ritengono che le denunce conclamate demagogicamente dalle trasmissioni della Gaba.... siano giuste lo sono ancora di più xché ottusi di mente e invidiosi. L'abbigliamento è come la televisione, quando un programma non piace si cambia canale così è per il vestiario, si acquista ciò che le tasche permettono. Tutto il resto è solo invidia manifestata dai soliti sinistroidi col sogno del potere proletario.

gpl_srl@yahoo.it

Lun, 22/12/2014 - 16:53

anche le coop rosse sono parte di un made in italy tristemente famoso: questa esponente di un pensiero tanto nobile quale quello marxista, dovrebbe ora occuparsi anche di questo made in italy cosi radicato nei migliori rappresentanti del PD-PC di Roma: anche questo settore è ben radicato in Cina e c'è da dire che lo esportano molto bene quanto esattamente fanno con le imitazioni dei prodotti italiani

gpl_srl@yahoo.it

Lun, 22/12/2014 - 16:55

questa donna, come tutti gli stalinisti, pensa di aver sempre ragione e di poter imporre le proprie ragioni per salvare il mondo.

Ritratto di giuseppe zanandrea

giuseppe zanandrea

Lun, 22/12/2014 - 16:56

unosolo@ non dare colpa alle tasse se la produzione viene affidata ai cinesi. Se nanche le tasse venissero azzerata i Gruppi tipo Gucci, Prada, Moncler, todd's ecc. continuerebbero a far lavorare i cinesi perché li pagano meno. Tasse o non tasse il problema è il sistema del Capitale selvaggio che lucra dove e quanto più può! Altro che i cinesi! il problema è che il Comunismo non è andato e ora ci cucchiamo il Capitalismo selvaggio. La Gabaneli ce lo dice perché è una nostalgica del Comunismo.punto. GZ

Gianca59

Lun, 22/12/2014 - 17:03

Nei paesi seri, le socità si dotano di valori aziendali e di un codice etico. Il non rispettarli può portare al licenziamento. Gucci fa bene a sbraitare specie se il contenuto di Report non è veritiero, ma farebbe altrettandto bene a indagare se c' è un fondo di verità e a trarne le conseguenze.....A meno che non le abbia già tratte.

DIAPASON

Lun, 22/12/2014 - 17:28

Con gli share e i sondaggi in Italia si sono costruiti mostri mediatici, capaci solo di deviare la realta'

Démos_Cràtos

Lun, 22/12/2014 - 17:33

@gpl_srl@yahoo.it per quale motivo le aziende incriminate evitano il dibattito? Se hanno ragione ci metterebbero davvero poco a distruggere la Gabanelli e la sua trasmissione. Se hanno ragione, appunto.

Clamer

Lun, 22/12/2014 - 17:35

Il peccato originale: un paese povero di risorse naturali e che vive di trasformazione ha venduto il lavoro, l'unica risorsa sulla quale viveva. Ha messo in concorrenza i propri lavoratori con altri che lavorano molto e si accontentano di poco e che a poco producono le stesse cose. Se avessimo protetto il nostro prodotto con dazi avremmo protetto il relativo lavoro. Gli imprenditori fanno il loro mestiere: guadagnare . Se non guadagnano decentrano o fanno qualsiasi sotterfugio per sopravvivere. Il valore aggiunto se lo prendono loro.

linoalo1

Lun, 22/12/2014 - 17:39

E brava la Gaba!Ha scoperto l'acqua calda!Per lei,non vale il:non poteva non sapere?Tutti gli Italiani,lo sanno da anni,ma lei,no!Come mai?Forse vive all'estero?Lino.

frateindovino

Lun, 22/12/2014 - 17:55

così la gabanelli spara ancora a zero contro il made in italy. Ma stiamo scherzando? che cappero di titolo per questo articolo mistificatore sopratutto proprio nel titolo, cosa vogliamo? che in nome e per conto del cosidetto "made in italy" dovremmo fare le scimmiette io non vedo non sento non parlo?,ma fatemi u piacere... spero che i cinesi arrivino nelle redazioni a fare lo stesso discorso e poi ci risentiamo mio caro articolista, quando dovrai lavorare il doppio e guadagnare la metà, altrimenti c'è il cinese , eheheheheh troppo grasso ancora che cola eh...oppure scrivi queste baggianate solo per "devozione alla redazione" un pò di spina dorsale please.

Ritratto di rapax

rapax

Lun, 22/12/2014 - 18:02

cara Gabbanelli ma se hai tutte queste "palle" com'e che non fai un servizio sulla magistratura italica, sulle procure?? sulle sentenze tarocche? sulle sue disfunzioni marchiane SANZIONATE CONTINUAMENTE DALLA UE?? cos'e la 154 sima su 160 magistrature..e' l'unica pulita in questo paese?? ha ha, ps un servizio sulle moschee, o sul businnes di coop e chiesa sugli immigrati?? andiamo mrs tiri fuori le "palle" sul serio..

Ritratto di maurofe

maurofe

Lun, 22/12/2014 - 18:11

CERTO TANTO A LEI COSA PUÒ INTERESSARE.....LAVORA NEL PUBBLICO.....

michele lascaro

Lun, 22/12/2014 - 18:13

È una trovata per stare sempre a galla, ma cosa mi ricorda?

Dordolio

Lun, 22/12/2014 - 18:17

Trovo indecente che qui ci sia chi esalta il modo di lavorare dei cinesi. Qui da me li beccano - quando lo vogliono fare - solo perlustrando le campagne di notte, quando escono per brevi passeggiate. Di solito lavorano sempre e dormono sotto il banco di lavoro. Per la cronaca, la settimana di 40 ore, le ferie pagate ed uno stipendio adeguato furono "dettagli" di assoluta civiltà introdotti da un omino austriaco coi baffetti, di cui è assai scomodo parlare. Si è suicidato nella cancelleria di Berlino nella primavera del 1945. Un altro, amico suo, che istituì la Previdenza Sociale e parecchie altre cosucce qui da noi l'hanno appeso per i piedi a Piazzale Loreto a Milano. Certi Accordi Economici Collettivi a tutela del lavoratore, che allora avevano forza di legge, oggi non valgono neppure la carta su cui sono redatti quando li firmi.

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Lun, 22/12/2014 - 18:26

uno spettacolo indecente e vergognoso! ma si sa, a sinistra tutto è permesso, persino l'impossibile e l'assurdo! immaginate cosa sarebbe successo se a me venisse accusato di un furto inesistente e verrei incolpato solo perchè ho simpatie a destra, ma se un altro è di sinistra e viene accusato di un furto, falso o vero che sia, verrebbe immediatamente assolto, o quantomeno, condannato ad una pena mite, molto molto molto mite... per questo fate schifo, PxxxxxxxxxxxxxxI! il vostro ragionamento è da ipocriti e si applica a qualsiasi settore!!

Alessio2012

Lun, 22/12/2014 - 18:34

No... non sono d'accordo. Non basta "non guardare" la Gabanelli... Bisognerebbe spedirla in esilio, lei e quel cafone romano che magnava la pastasciutta quando ordiva le sue trame contro Tosi.

Paul Vara

Lun, 22/12/2014 - 18:57

A cosa serve leggere questo genere di articoli quando si sa bene che il Giornale difende più facilmente l'evasore, l'imbroglione ed il mafioso piuttosto che il giornalista che denuncia le loro malefatte ?

FerguSSon

Lun, 22/12/2014 - 19:17

Libertà75: ma tu hai mai visto un cinese a votare in un seggio??? ma di cosa stiamo parlando??? Continui a dimostrare sudditanza verso il tuo padrone e ti mascheri la liberale quale non sei. Oggi il tuo capo cosa ti ha ordinato? di sparare ad minchiam? bravo suddito bananaro.

Paolino Pierino

Lun, 22/12/2014 - 19:23

Questa Bolognese rossa sinistronza perchè non inizia ad indagare sulle porcate delle Coop nella sua Città e nella regione ove vive? Se avesse necessità di nomi li posso spedire volentieri. Dalle Coop edilizie a qualle delle pulizie a quelle finanziarie allae fortissime Coop sociali ove vige il puttanesimo e le ragazze e donne che li operano non sono educatrici ma solo badanti che per non lavorare vanno quasi ogni giorno con gli utenti nei centri commerciali Coop dove fanno le spese private Pur di fare il meno possibile arrivano a fare digiunare i ragazzi sfortunati che dovrebbero assistere e via cosi.-

db1818

Lun, 22/12/2014 - 19:29

Binelli ma di cosa s'è fatto ? Il "Made in Italy" è tale quando fatto secondo le regole vigenti sia economiche che del lavoro, sarebbe come se io andassi a Cuba prendessi ina foglia di vite e facessi un sigaro con il sughero e allora secondo Lei diventerebbe automaticamente un Montecristo Cubano? Anche a me la Gabanelli non stà particolarmente simpatica ma c'è da dire che le sue indagini per il momento hanno scoperchiato diverse situazioni non certo idilliache ......mi auguro poi che Lei non abbia impiantato uno Stent o un PaceMaker assolutamente non testato e certificato magari ....e forse è grazie alla Gabanelli che Lei adesso potrà rendersene conto.

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Lun, 22/12/2014 - 21:36

PAUL VARA, a me sembra che lei stia leggendo, quindi ipso facto, io "mi autoconvinco" che lei sia un evasore, imbroglione e mafioso :-) contento? ora può andare pure a nanna, e non dimentichi il ciuccio....

pbartolini

Lun, 22/12/2014 - 21:47

Il problema non é la Gabanelli, non ci vogliamo rassegnare! Se il made in Italy delle grandi firme non esiste più e viene riciclato solo perche'per certi prodotti il made in France non ha lo stesso valore commerciale, ma in fin dei conti chi se frega se Gucci e' diventato francese....per i prodotti che vende..!.nascera'un'altro Gucci in Toscana. Sicuramente

pako850

Lun, 22/12/2014 - 21:58

ma solo io ho notato che 6-7 euro moltiplicato per 1000 borse fa 6000 euro e nn 60000 come scritto nell'articolo!!

pako850

Lun, 22/12/2014 - 22:04

solo io ho notato che 6 - 7 euro moltiplicate per 1000 borse fa 6000 e nn 60000 come scritto nell'articolo!!

Ritratto di gangelini

gangelini

Lun, 22/12/2014 - 22:08

Terrorismo mediatico. E' evidente che Gabanelli, con la copertura della sinistra, dopo aver distrutto le aziende manifatturiere italiane adesso punta a distruggere il Made in Italy; è l'unica cosa che ci rimane. Obiettivo: distruggere i padroni, eliminare la ricchezza, appiattire la società, fare i Robin Hood -togliere ai ricchi per distribuire ai poveri ed ai fannulloni-. Gabanelli, .... ma vai a lavorare in fabbrica.

Ritratto di gangelini

gangelini

Lun, 22/12/2014 - 23:10

Ma la Gabanelli i bilanci di queste società li legge ? Sveglia 'disinformatrice' i dati sono pubblici, non occorre andare ad intervistare la gente manipolando i filmanti. La disinformazione è tipica dei regimi comunisti. Il problema è che ci sono tanti fessi in giro che credono alla Gabanelli. Siamo in un libero mercato; se questi non vogliono spendere 830 Euro per una borsa Gucci non lo facciano e non si comportino da verginelli Robin Hood.

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Mar, 23/12/2014 - 00:02

La Gabanelli sta solo facendo audience perché altrimenti la segano. Non per niente rompe le palle ai grandi nomi italiani. Se non fa così chi la ascolterebbe?

Pitocco

Mar, 23/12/2014 - 00:06

Scusate, ma che cosa vuol, dire Made in Italy? fatto in Italia, quindi tutto ciò che viene prodotto in italia è italiano, qualche problema? Ovvero sono le manine dei cinesi che producono o di qualche altr extracomunitario? Cosa cambia nel profilo aziendale della Gucci? Nulla! Ma allo stesso tempo cosa cambia se si compera una borsa da un marocchino? Nulla! Il problema è che che Gucci vende le sue immondizie a 800 e passa euro e il marocchino al massimo a 100 euro....chi è il ladro? quello che evade il fisco oppure quello che spaccia una cosa per italiana e alla fine sceglie la stessa filiera illegale vendendo come l'oro della pura immondizia? Pensiamoci...alla fine la catena produttiva dell'illegalità produce miliardi e migliaia di posti di lavoro per tutti quelli che la legalità ha emarginato grazie alla vessazione di uno stato parassita e coercitivo!

Tipperary

Mar, 23/12/2014 - 04:22

Hanno fatto di tutto per far scomparire questo paese dalla carta geografica in termini di identità' economicia culturale, sociale, tradizionale,con responsabilità a tutti i livelli :politici sindacali imprenditoriali religiosi e di giustizia e ....ci sono riusciti.

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Mar, 23/12/2014 - 08:03

@eloi:ha ragione.I "soldi" gli Italiani,quelli che ora aiutano figli e nipoti,"allora" li hanno fatti così.Allora il SISTEMA,la situazione internazionale,permetteva,consentiva.La pacchia è finita!!Ciascuno,come può,se può, cerca di salvare il salvabile,lottando con la realtà,adattandosi alle situazioni emergenti.

Ritratto di mark 61

mark 61

Mar, 23/12/2014 - 09:29

Giornalista ahi ahi anzichè imparare dalla Gabanelli decide di raggiungere una nuova vetta nel ridicolo. .più che il made in italy la Gabanelli sta rovinando i nostri cari politici Basta vedere la reazione piccata dei vari giornali di partito tipo questo

Ritratto di mark 61

mark 61

Mar, 23/12/2014 - 09:30

RAFFAELLO BINELLILEGGI BENE E IMPARA !!!!!!!!!!!!!!!!!! tu non essendo un giornalista ma un giornalaio arriverai anche questa volta in ritardo come su Roma capitale ……… poveri GIORNALISTI balordi dovreste prendere esempio dalla Gabanelli di come si fanno le inchieste ......ridicoli

procto

Mar, 23/12/2014 - 09:46

Ci sono due temi 1) la globalizzazione induce a cercare il minor costo per la manodopera, ovunque sia. E'un processo globale, difficile contrastarlo 2) le aziende del lusso non vendono abbigliamento, ma status a caro prezzo. E' un incantesimo psicologico creato dal marketing. La Gabanelli svela semplicemente il trucco dietro lo specchio, e la gente si sveglia e si sente ingannata

Paul Vara

Mar, 23/12/2014 - 09:56

mortimermouse: mi son dimenticato gli "imbecilli" categoria della quale lei fa visibilmente parte vomitando ogni giorno i suoi post inutili ed aggressivi ignorati dalla maggior parte dei lettori. Legga bene prima di aprir bocca...

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Mar, 23/12/2014 - 09:59

poraccio, anche MARK61 sragiona... :-) un povero cxxxxxo come questo non poteva che essere compatito e provare pietà... :-)

madboy

Mar, 23/12/2014 - 10:22

dotato di inteligenza media, ho avuto modo di vedere la puntata di report in cui si trattava della maison Gucci. Assolutamente falsa l'ipotesi complottistica del dr.Raffaello Binelli, io ho capito che chi dovrebbe controllare, che il lavoro degli operai, avvenga rispettando le leggi italiane, non controlla. Pertanto si verificano degli abusi, che determinano un danno alle persone oneste! W l'ITALIA

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Mar, 23/12/2014 - 10:27

@procto:concordo!

Gianca59

Mar, 23/12/2014 - 10:54

Per fortuna molti dei commentatori non hanno visto la trasmissione Panorama della BBC dove venivano smentite punto per punto le affermazioni di Apple su coloro che costruscono in Cina I loro Iphone/Ipad....O forse la BBC può farlo perchè Apple è USA e la BBC non è la RAI ?

Dordolio

Mar, 23/12/2014 - 12:19

Il piccolo problema, Gianca59, è che è bello strillare "Apple, Apple".... quando TUTTO di TUTTI quelli che producono elettronica (Samsung in primis) viene prodotto con le medesime regole "cinesi". Alle quali - faccio notare - i cinesi si sottomettono volentieri. Come qui da noi sono disposti a lavorare come schiavi e da schiavi.

corto lirazza

Mar, 23/12/2014 - 12:19

Se è vero quel che dice un comunista o un fascista o un negro o un razzista, non ci sono problemi, rimane vero. Punto.

procto

Mar, 23/12/2014 - 14:24

La Apple è simile non uguale. Quando credete sia il costo reale di un Iphone 6? circa 150 euro a quanto pare

Ritratto di Vicentini Monica

Vicentini Monica

Mar, 23/12/2014 - 15:16

mah... Fa sempre scalpore puntare il dito negli "alti borghi", soprattutto nei periodi Festivi. Farlo con prodotti d'elite innesca, e amplifica, accanimenti contro "chi può". Scegliere il Made in Italy farà bene alla concorrenza: avanti così. Direzione: non so dove... Gucci Gucci, sento odor di Compxxxucci.

mifra77

Mar, 23/12/2014 - 17:06

E Renzi cosa dice? lui che è fautore e convivente di questa realtà? perché la gabanelli non va a chiederglielo?