Ilva, avviate le procedure di sequestro

Con l’arrivo dei custodi nominati dal gip, sono di fatto cominciate le procedure per eseguire il sequestro di 6 impianti dell’area a caldo dell’ Ilva disposto dalla magistratura

Con l’arrivo dei custodi nominati dal gip, sono di fatto cominciate le procedure per eseguire il sequestro di sei impianti dell’area a caldo dell’Ilva disposto dalla magistratura giovedì scorso. I tecnici sono stati incaricati dalla magistratura di "avviare le procedure tecniche per il blocco delle specifiche lavorazioni e per lo spegnimento".

Non appena sono arrivati, in mattinata nello stabilimento di Taranto, i tre custodi amministrativi nominati dal gip di Taranto sono a colloquio con il presidente dell’Ilva, Bruno Ferrante, per informarlo sulle procedure di sequestro del siderurgico. I tre ingegneri che dovranno sovrintendere alle operazioni di spegnimento degli impianti sono Barbara Valenzano, dirigente del servizio tecnologie della Sicurezza e gestione dell’emergenza alla direzione Scientifica dell’Arpa Puglia, nonché componente del Comitato tecnico regionale prevenzione incendi, che sarà coadiuvata da Emanuela Laterza, funzionario presso lo stesso servizio e da Claudio Lofrumento, funzionario al servizio impiantistico e rischio industriale del Dipartimento provinciale ambientale di Bari. Per gli aspetti amministrativi riguardanti la gestione degli impianti e il personale è stato nominato dal gip Patrizia Todisco il presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti di Taranto, Mario Tagarelli, che potrà essere coadiuvato da altri collaboratori.

Commenti
Ritratto di Bartuldin

Bartuldin

Lun, 30/07/2012 - 15:42

Sapete cosa significa spegnere gli altiforni? Fine della produzione per sempre. 10.000 lavoratori in cassa integrazione a spese della comunitá. Chiusura del polo industriale/siderurgico. Lavoratori dell'indotto a casa. E' stato calcolato un danno inimmaginabile. 30.000 famiglie senza un reddito sicuro. Ma il buon senso dove é andato a finire? E i sindacati che fanno? Appecoronati!!! Dopo una prima protesta, del resto all'acqua di rose, ora silenzio. Tutto tace.

bastadestrasinistra

Lun, 30/07/2012 - 15:57

Sotto con i controlli. Se lo Stato fosse serio, dovrebbe prevedere un piano di bonifica (vedete i dati sanitari su quartieri limitrofi, Statte e Tamburi) e invece di dare le elemosine che non servono a nulla, dovrebbe contemporaneamente tutelare il lavoro, la salute dei cittadini e l interesse pubblico alla produzione di acciaio. Se tale produzione e' d interesse pubblico allora lo Stato deve intervenire: troppo comodo dire 'produzione di interesse pubblico' scaricando i problemi sui cittadini. Perciò non prendiamocela con i giudici se lo stato latita.

bastadestrasinistra

Lun, 30/07/2012 - 15:55

Bartuldin, no io mi chiedo: ma lo Stato dove ca..o e' ed e' stato in questi 50 anni??? Ci sono video in internet e chi e' tarantino come me lo sa, che al mattino per strada ai Tamburi (un quartiere) c e' per terra il minerale di ferro!!!! Io stesso soffro di asma bronchiale!! E i dati parlano chiaro!! Allora, ok sul salvate il lavoro, ma non a suon di morti!!! Vedete il mare nell area antistante l ilva, sapete i dati sulla diossina??? Allora son d accordo anch io che i lavoratori vanno tutelati, ma lo Stato non puo' fregarsene!!! Dove sono i piani di bonifica e i soldi??? Ci vogliono miliardi!!!

Ritratto di corvo rosso

corvo rosso

Lun, 30/07/2012 - 17:46

Normalmente se una fabbrica inquina, l'ARPA interviene, ed intima all'azienda di mettersi a posto in un certo tempo, altrementi non la fa più lavorare. Ma a Taranto da quanti anni hanno intimato a questa azienda di mettersi in regola con gli scarichi? O L'ARPA non lo ha mai fatto, o l'azienda se ne è fregata, la politica cosa ha fatto? I sindacati? I cittadini? Credo che ci sia stata una colossale e globale sbattitura di balle.

mariolino50

Lun, 30/07/2012 - 18:25

bastadestrasinistra Io abito e sono nato molto tempo fà, nell'unico altro luogo dove è rimata una acciaieria a ciclo integrale, se è di Taranto sa dovè, Certo che il siderurgico inquina, prima molto più di ora negli anno 50-60 si trovavano i mucchi di polverino negli angoli, ora assai di meno, mio nonno ci ha lavorato tutta la vita ed è morto a 95 anni di vecchiaia, mio fratello lo stesso è gode ottima salute, più di me che sono più giovane e non ci ho mai lavorato, in compenso mi sono puppato anni di centrale a olio combustibile, cancerogeno anche quello insieme all'amianto. Ho anche abitato per molti anni a distanza in linea d'aria di poche centinaia di metri dalla cokeria, e l'unica cosa che mi è rimasta sana sono i polomoni,ma forse perchè non fumo, non farei tutto questto terrorismo altrimenti in Italai si può chiudere tutto, o davvero credete che negli altri paesi certe industrie non inquinino, magari non bisogna farci le case sotto. Anche gli impianti dove sono io, di proprietà dei russi, sono in vendita e a rischio chiusura, vorrei sapere poi con cosa si alimenta tutta l'industria meccanica italiana, non vorrei che questi fatti concomitanti siano dovuti all'intenzione ormai manifesta di distruggere quello che resta dell'industria italiana, senza acciao disponibile subito si fermano la gran parte di tutte le produzioni, questo non lo dice nessuno, essendo impiaanti di primaria importanza strategica dovrebbe essere impedito a chiunque di fermarli, si adeguano eventualmente in corso d'opera. Ps ci sono anche un sacco di vecchietti che hanno passato anni sul campo di colata o in cokeria, e non stanno peggio di me di altri, per me ci sono interessi inconfessabili dietro.

Ferri Nicolò

Lun, 30/07/2012 - 18:40

Voglio sperare che sequestrare gli impianti non voglia significare il fermo produttivo, perchè al danno si aggiunge la beffa. Ci sono altri modi per intervenire, senza pregiudicare produzione e posti di lavoro.I provvedimenti dovevano essere presi molto ma molto tempo prima.

cgf

Lun, 30/07/2012 - 19:50

quelle 30mila famiglie potranno andare, dal lunedì al venerdì, alla mensa del tribunale nel frattempo.. btw fare ripartire un impianto sidelurgico ci vogliono settimane!! tutti a casa del GIP? perché non vanno a vedere ad Augusta e dintorni i vari petrolchimici? no? già già...

cgf

Mar, 31/07/2012 - 13:23

sono i tecnici dell'Arpa, guarda caso i "custodi" del GIP, a dover essere messi sotto accusa. Fine del polo sidelurgico a Taranto, chi vorrà lavorare dovrà andare in Albania.

cgf

Mar, 31/07/2012 - 13:27

un dubbio... non è per caso un prezzo "da pagare" alla Kulona mangia patate?