Gli italiani in Crimea, a Trieste una mostra per ricordare

Apre oggi la mostra "Gli italiani di Crimea. Il genocidio dimenticato", per ricordare la drammatica storia degli italiani nella penisola di Crimea

Dopo il referendum del 16 marzo, la penisola di Crimea è al centro di una contesa tra Russia e Ucraina. Tutto il mondo attende gli sviluppi della situazione, con la paura dell'esplodere di una guerra civile o di un confronto militare tra Russia e Ucraina.

A vivere questa tensione c'è anche un piccolo gruppo di italiani che da secoli vivono all'estremo lembo orientale della Crimea, a Kerč. Fausto Biloslavo li ha incontrati, per raccontare ciò che rimane di una comunità un tempo numerosa.

Gli italiani della Crimea sono rimasti pochissimi, ha spiegato Giulia Giacchetti Boico, presidente della comunità, e oggi hanno paura: "Temiamo la guerra che potrebbe scoppiare fra Ucraina e Russia o con chi non accetterà l'annessione a Mosca".

In un momento di grande tensione, Trieste ricorda la drammatica storia degli italiani di Crimea. Per iniziativa dell’Assessorato alla Cultura del Comune giuliano, viene inaugurata oggi la mostra itinerante "Gli italiani di Crimea. Il genocidio dimenticato", che ripercorre attraverso fotografie d'epoca il dramma dei connazionali decimati dalla deportazione di massa del 1942 nei Gulag del Kazakhstan e della Siberia.

Già all'epoca delle Repubbliche Marinare molti italiani, soprattutto genovesi e veneziani, erano emigrati in Crimea dove nel corso dei secoli, a Kerč, hanno costituito una grossa comunità.

La vita di questi italiani venne sconvolta dalla rivoluzione d'Ottobre e dall'opera di collettivizzazione, con cui vennero privati di tutti i loro beni. Dopo la grande carestia degli anni '30 e il Grande Terrore delle purghe staliniane, alcune famiglie riuscirono a scappare, trovando rifugio a Trieste. Qui gli italiani scappati hanno perso completamente i contatti con i parenti rimasti in Ucraina, riprendendoli solo dopo il crollo del Muro di Berlino nel 1989.

"È proprio per ricordare e far ricordare questa drammatica storia che abbiamo allestito questa mostra che ripercorre dagli albori la vita di questi nostri connazionali in Crimea", spiega Stefano Mensurati, vice direttore del Giornale Radio Rai e co-curatore della mostra assieme a Giulia Giacchetti Boico. "Inoltre - prosegue il giornalista - vogliamo raccogliere fondi per l'Associazione Cerkio che riunisce gli italiani di Crimea sopravvissuti alla deportazione ed i loro discendenti. E di cui la signora Boico è Presidente. Dopo Trieste, la mostra verrà ospitata a Udine e in tutte le maggiori città dell'Italia: vogliamo raccontare, ricordare e far ricordare un pezzo di storia italiana troppo spesso dimenticata".

All'inaugurazione saranno presenti l’assessore alla Cultura Franco Miracco e Mensurati stesso. In videoconferenza da Kerč la signora Boico e da Simferopoli Fausto Biloslavo, mentre l'intervento del professor Arduino Paniccia, docente di Studi Strategici ed Economia Internazionale presso l’Università di Trieste, offrirà l'occasione per parlare della situazione attuale in Crimea.

Porteranno il loro saluto Adriano Ossola, anima della Libreria Editrice Goriziana che ha realizzato il catalogo della mostra e Walter Pilo, dell’Associazione di intervento sociale e culturale “L’Uomo Libero”, che ha collaborato alla realizzazione del catalogo stesso. 

La mostra fotografica sarà inaugurata martedì 18 marzo, alle 17.00 presso la Sala “Selva” al piano terra di Palazzo Gopcevich, e sarà visitabile, ad ingresso libero, fino a domenica 30 marzo tutti i giorni, tranne il lunedì, con orario 10-17.

Commenti

buri

Mer, 19/03/2014 - 22:05

Ignoravo perfino l'esistenza di un gruppo di disc in passato e neendenti di italiani trasferitosi in Crimea e dekke persecuzioni subite ad opera di Stalin, visto che accogliamo una massa di extracomunitari, molti dei quali venfono qui a delinquere, potremmp accogliere quei italiani ritrovati