La mensa per italiani poveri sarà aperta agli immigrati: esclusi barboni e tossici

Altro che ristorante per soli italiani: il progetto di don Gianni Antoniazzi si apre a famiglie indigenti di ogni nazionalità

Prima la fuga in avanti, poi la precipitosa marcia indietro. Era di appena pochi giorni fa la notizia secondo cui il parroco di Carpenedolo, in Veneto, aveva annunciato l'apertura di un ristorante a prezzi contenuti (un euro a persona per l'intera cena) riservato ai soli italiani. Ora però il progetto di don Gianni Antoniazzi - questo il nome del religioso - è stato radicalmente ripensato.

Come riporta l'edizione odierna del Gazzettino, a correggere il tiro ci ha pensato don Armando Trevisiol, predecessore di don Gianni sul pulpito di Carpenendolo. Così don Armando ha specificato che il ristorante per italiani in difficoltà si farà, ma sarà aperto a tutti coloro che dimostrino di essere in sato di necessità, senza distinzioni di nazionalità o religione.

"Ci rivolgeremo esclusivamente a famiglie ed anziani che si trovano in grave disagio economico per monoreddito, o perché il capo famiglia è disoccupato, in mobilità o perché il reddito non permette loro una vita dignitosa", spiega il sacerdote. Immigrati inclusi, quindi.

Ad essere esclusi solo i senzatetto, nullatenenti, mendicanti di professione o tossicodipedenti, per cui esistono già alcune strutture apposite.

Commenti

zingozongo

Mer, 23/09/2015 - 13:00

va bene tenere fuori i tossici che se hanno i soldi per la droga allora possono usarli per mangiare invece, ma farei entrare anche i barboni italiani,e non solo dare pasti agli immigrati aiutare pure gli italiani nn solo gli immigrati

stogu

Mer, 23/09/2015 - 13:30

Vi avevo detto di fare solo braciole di maiale, porchetta e affettati misti, altrimenti si sarebbero accodati straccioni mediorentiali