L'app-esca di YouTube che propina ai bambini spot ingannevoli

Le accuse delle associazioni statunitensi contro l'app "Kids" di YouTube. Ecco come vengono camuffati i contenuti promozionali. Google respinge ogni accusa: "l'applicazione si è avvalsa dell'aiuto di esperti che si occupano di tutela dei bambini"

Esiste un'età per lasciare un tablet o uno smartphone in mano a un bambino? Non esistono ricerche scientifiche in merito ma tutto dipende, come sempre, dal buon senso. Quello dei genitori. Spesso i bambini imparano a "navigare" in rete e a scoprire le nuove applicazioni ancor prima di parlare o di camminare. Una curiosità che va guidata e tenuta sotto controllo. Perché spesso dietro le "app" studiate proprio per i più piccoli si nascondono amare e salate sorprese. Per esempio gli acquisti «non autorizzati» tramite applicazioni e social network sui dispositivi di mamma e papà sono costate cause a Google, Apple, e anche a Facebook. Apple ha tralasciato di informare in maniera adeguata che alcune app indicate come specifiche per bambini, pur essendo scaricabili gratuitamente, abilitavano aggiornamenti e acquisti di altre applicazioni a pagamento, senza però richiedere il reinserimento del codice di sicurezza. E dopo gli acquisti stellari e involontari a insaputa di mamma e papà, a finire nel mirino con l'accusa di propinare ai bambini spot «ingannevoli e sleali» e' l'app Kids di YouTube.

Kids è un’applicazione “mobile” creata da YouTube per consentire ai bambini di accedere ad una versione semplificata del suo portale con video adatti alla loro età su tablet e smartphone. Ma un gruppo di associazioni statunitensi denuncia la presenza sul canale di "pubblicità sleale e ingannevole"rivolta ai più piccoli. E' il caso di chiamarla "app-esca"e abboccano subito.

La denuncia e' stata inviata direttamente alla Federal Trade Commission con la richiesta di indagare. Le associazioni firmatarie vogliono andare fino in fondo, tra queste il Center for Digital Democracy, l’American Academy of Child and Adolescent Psychiatry e la Consumers Union. YouTube Kids sarebbe pieno di inserzioni e di pubblicità tanto da risultare difficile capire la differenza tra intrattenimento e contenuti promozionali.

Sull’app - come riporta l’Associated Press - figurerebbero ad esempio canali interamente sponsorizzati da aziende come McDonald’s, Mattel e Fisher-Price che inseriscono cartoni su alcuni personaggi e inserzioni di giocattoli che hanno come protagonisti gli stessi personaggi. YouTube inoltre aveva promesso di non includere pubblicità di cibi e bevande nell’app, invece...

Google però smentisce le accuse: "Per lo sviluppo di YouTube Kids - spiega un portavoce - abbiamo lavorato con svariati partner e gruppi che si occupano di tutela dei bambini. Pur essendo sempre aperti a spunti su come migliorare l’applicazione, non siamo stati contattati direttamente dai firmatari di questa lettera e siamo fortemente in disaccordo con quanto ci contestano. Google risponde in maniera diplomatica e se ne lava le mani, ma non dovrebbero fare altrettanto i genitori che sicuramente possono correre ai ripari attraverso un uso corretto del tablet, dello smartphone e di tutte le applicazioni dedicate che mettono in mano ai propri figli. Tutto va spiegato e misurato. Se da una parte i colossi virtuali fanno i soldi, dall'altra si ha il dovere di tutelare i figli, e su questo ognuno si prende le sue responsabilità.