L'esperto: "Cosa rischiano gli astronauti dopo le missioni nello spazio"

La prolungata assenza di gravità potrebbe compromettere il corretto funzionamento delle arterie che regolano l'afflusso di sangue al cervello

L'astronauta Barry Wilmore nella Stazione spaziale internazionale

"Le missioni spaziali devastano il fisico degli astronauti". A spiegare le conseguenze di quella permanenza nello spazio per lunghi periodi è Filippo Ongaro, direttore scientifico dell'Istituto di medicina rigenerativa Ismerian e medico degli astronauti nella Missione Marco Polo con Roberto Vittori. In un'intervista a La Stampa, Ongaro parla delle conseguenze della missioni spaziali sul corpo e anche sulla psiche deigli astronauti.

"Stare in orbita sei mesi equivale a un invecchiamento di dieci anni sulla Terra", afferma il medico. Di fatto, come racconta l'esperto, secondo alcuni studi effettuati, la prolungata assenza di gravità potrebbe compromettere il corretto funzionamento delle arterie che regolano l'afflusso di sangue al cervello. Con rischi elevati per la vista. Problemi acnhe per i muscoli: "L'effetto è come se bloccassimo qualcuno a letto per mesi" spiega Ongaro. Di fatto il corpo, quando si trova nello spazio, ritiene inutili le ossa e i muscoli a causa dell'assenza di peso. Così scatta la perdita di tessuto osseo e muscolare. Così in tanti astronauti, al ritorno sulla Terra, sono state riscontrati problemi nell'equlibrio e anche nel prendere tra le mani gli oggetti. In più lo stress compromette il sistema immunitario, esponendo, infine, gli astronauti a una maggiore insorgenza di tumori.