L'Ikea apre a Pisa, 29mila aspiranti: la prima scrematura la fa il computer

Sarà uno speciale software a fare la prima selezione dei candidati, riducendoli a 3mila. Poi inizieranno i colloqui veri e propri

Nei giorni scorsi si è parlato molto delle quasi 29mila persone (per l'esattezza sono 28.816) che hanno presentato domanda per poter lavorare all'Ikea di Pisa, la cui apertura è fissata per il marzo del 2014. Saranno assunte 250 persone, che arriveranno a 300 se tutto andrà bene. Di questo esercito di persone ora sarà fatta una durissima selezione. Ma la prima scrematura non sarà l'ufficio personale dell'azienda né tantomeno una ditta esterna specializzata. Provvederà, invece, un computer, attraverso uno speciale software. In base ai parametri richiesti da Ikea il computer scarterà i cv delle persone ritenute non idonee. E così si arriverà a quota tremila. Questo gruppo, numeroso ma non enorme come quello iniziale, parteciperà alle selezioni vere e proprie, che si articoleranno su più fasi: contatto telefonico, colloqui di gruppo e, infine, faccia a faccia individuali tra candidato e selezionatore. Il sistema informatico è stato già utilizzato: "L'abbiamo testato con l’apertura della sede a Napoli nel 2004 - spiega al quotidiano Il Tirreno Valerio Di Bussolo, responsabile delle relazioni esterne del colosso svedese - sapendo che le domande sarebbero state decine di migliaia. Da allora lo abbiamo sempre usato e, migliorandolo ogni volta, ha risposto bene alle nostre esigenze. Per sfoltire un numero di candidature così elevato è necessario il ricorso al computer".

Ovviamente non mancano le polemiche. Qualcuno lamenta: possibile - scrive su Facebook - che il mio cv debba essere analizzato da una macchina e non da una persona? Non mancano quelli che si sentono rassicurati dal fatto che a fare la prima scrematura sia il computer: "Almeno il software non ha pregiudizi o preferenze personali", scrive Consuelo M., a cui ribatte Manuela P. :"Il software sicuramente non fa favoritismi, ma non elimina certo i raccomandati. Il modo di farli entrare lo trovano lo stesso". Qualche anno fa, a testimonianza della propria trasparenza, Ikea denunciò una tentata raccomandazione da parte di un politico (per la sede di Chieti).

Ma quali sono le caratteristiche per superare la prima scrematura? Non è dato saperlo. Si sa soltanto che, in generale, si valutano il titolo di studio, le esperienze e la conoscenza dell'inglese. Poi, ma questo può venire fuori solo in un colloquio, conta soprattutto la "passione": per tutto ciò che è arredo e design, o anche il cibo, se ci si candida come addetti alla ristorazione. Perché non è detto che chi lavora all'Ikea sia per forza appassionato di viti, chiodi e tavole di legno.