L'incredibile storia di Linda, la ragazzina tedesca entrata nell'Isis

L'anno scorso Linda era fuggita di casa per andare in Iraq e arruolarsi nell'Isis. L'hanno ritrovata viva in un bunker di Mosul: era stata data in sposa a un miliziano ceceno

Linda era una ragazza come tante. Fino al 2016 conduceva una vita tranquilla a Pulsnitz, piccolo centro della Sassonia, tra scuola e tempo libero. Fino a una decisione improvvisa, presa all'oscuro di tutti, genitori compresi: fuggire di casa per raggungere l'Iraq e arruolarsi nell'Isis. Un anno dopo, le forze di liberazione irachene l'hanno trovata viva, anche se spaventata e denutrita, in un bunker di Mosul, una delle più importanti città irachene. Liberata dal gioco degli jihadisti dell'Isis, ai poliziotti ha raccontato la sua incredibile storia tra sogni e follia.

Tutto comincia nella prima metà del 2016 quando Linda, normalissima ragazzina 15enne originaria di una cittadina del nord della Germania, viene agganciata su internet da un giovane caucasico. Il ragazzo la corteggia, ma al tempo stesso le fa un lavaggio del cervello, convincendola a convertirsi all'Islam e a radicalizzarsi.

A un certo punto Lind sembra voler progettare un attentato in Germania. Poi, in un momento di lucidità, decide di lasciar perdere. Ma è solo una breve illusione. Perché la ragazza, bionda con gli occhi azzurri come la maggior parte delle sue coetanee, un giorno avverte i suoi genitori di uscire per farsi un giro. Peccato che la sua destnazione sia l'Iraq: l'Isis.

Grazie allo stratagemma di una falsa procura dei genitori, la minorenne tedessca riesce ad espatriare. Raggiunge Istanbul, dove incontra il suo amore virtuale. Da quel momento Linda diventa Meriem e insieme al ragazzo ceceno raggiunge prima la Siria, poi l'Iraq: c'è una guerra santa, una "Jihad" da combattere. Poi sparisce nel nulla, fino al recente ritrovamento.

La ragazzina, quasi irriconoscibile rispetto alle foto risalenti alla sua vita normale, viene arrestata insieme ad altre venti donne del Califfato. Dice di chiamarsi Meriem, i militari la credono russa. Ma la verità è un'altra: "È mia figlia!", urla sua madre davanti alle foto trasmesse dalla procura di Dresda all'ambasciata di Baghdad.

Linda era sempre stata silenziosa, schiva, taciturna. Ma secondo il racconto della madre, neppure la sua conversione all'Islam avrebbe potuto far pensare a una decisione così drastica. Ora la ragazza tornerà a casa. Toccherà a genitori e servizi sociali provare a riportarla alla normalità. Facendole dimenticare in fretta un anno di bombe, persecuzioni e violenze.

Commenti

montenotte

Dom, 23/07/2017 - 16:29

Chissà se la Presidenta legge questo articolo. Mi interessa la sua opinione.

Santippe

Dom, 23/07/2017 - 17:22

Bisogna ringraziare Mutti Merkel per aver promosso e favorito in tutti i modi l'introduzione e la diffusione in Germania e in Europa dell'infezione islamica.

Ritratto di Dreamer_66

Dreamer_66

Dom, 23/07/2017 - 17:50

montenotte: e c'hai raggione! Pensa che stamattina mi sono ritrovato una cacata di piccione sul cofano dell'auto, e la Boldrini non dice nulla!!!

Ritratto di etaducsum

etaducsum

Dom, 23/07/2017 - 19:16

La cura? Lavorare sodo per pagarsi l’assistenza medica fino all’ultimo centesimo.

Prepuzio

Dom, 23/07/2017 - 22:35

veramente in base alle leggi irachene potrebbe penzolare a breve dalla forca, avendo ammesso lei stessa di avere ucciso soldati iracheni, e giustamente aggiungo io, altro che tornare a casa...

blackbird

Lun, 24/07/2017 - 09:35

"La ragazzina, quasi irriconoscibile rispetto alle foto risalenti alla sua vita normale, viene arrestata insieme ad altre venti donne del Califfato" dice di chiamarsi Meriem? Fatele fare la stessa fine delle altre 20 donne!