Lodi, nuove norme per accedere a graduatorie: proteste degli immigrati

Il provvedimento comunale prevede l’obbligo, per gli stranieri che vogliano accedere ai benefici, di produrre un documento attestato dalle autorità consolari dei paesi di provenienza che certifichi con precisione la situazione patrimoniale, includendo anche i beni in possesso al di fuori dell’unione europea

Arrivano le prime rimostranze in seguito all’adozione da parte della giunta comunale di Lodi di un provvedimento che obbliga le famiglie extracomunitarie che vogliano richiedere agevolazioni sociali a definire in modo chiaro e certificato la loro condizione patrimoniale.

Ecco il perché della manifestazione promossa dall’associazione culturale Al-Rahma ed andata in scena in piazza Broletto lo scorso 14 settembre. Le famiglie di stranieri di Lodi si sentono discriminate dalla stretta sui servizi sociali operata dalla giunta comunale di centrodestra lo scorso anno. La maggioranza aveva infatti approvato il 5 ottobre 2017 un provvedimento mirato a definire al meglio il regolamento per l’accesso alle agevolazioni sociali e per la stesura delle graduatorie. Sulla base delle nuove norme, viene fatto obbligo anche ai nuclei familiari composti da extracomunitari che vogliano accedere ad agevolazioni scolastiche per i figli o essere inserite nelle liste per gli alloggi popolari, di presentare documenti ufficiali e non più semplici autocertificazioni, com’era possibile fino allo scorso anno.

Ciò che il comune richiede ai cittadini stranieri interessati a suddette agevolazioni è la produzione di un documento, autenticato dalle autorità consolari dei rispettivi paesi di provenienza, che possa definire ed attestare con chiarezza la situazione patrimoniale familiare, includendo anche i beni di cui siano in possesso al di fuori dell’unione europea.

Quella che si può definire come giustizia nella definizione corretta delle graduatorie, più equa anche nei confronti di quegli italiani che si vengono a trovare nelle medesime condizioni di indigenza, è però vista come un sopruso. Per questo motivo è in corso una vera e propria battaglia legale, che porterà a richiedere al comune di Milano nel prossimo novembre la sospensione del provvedimento. I promotori di questa marcia indietro sono i consiglieri comunali del Pd, dei 5 Stelle, le liste civiche 110&Lodi, Gendarini sindaco, Lodi civica, Giuliana Cominetti. Oltre questi anche le Associazioni Asgi, la onlus per gli studi giuridici sull’immigrazione e Naga, che si occupa di integrazione.

“Speriamo di trovare una soluzione a questo enorme problema.”, riferisce un egiziano tra i partecipanti alla manifestazione dello scorso 14 settembre, come riferito da “Il Giorno”.

Commenti

leserin

Dom, 23/09/2018 - 18:46

Il PD ha perso un’altra occasione per recuperare qualche voto.

Papilla47

Dom, 23/09/2018 - 18:53

La famiglia indigente italiana, per avere delle agevolazioni, deve produrre una montagna di documenti e un'autocertificazione basta per gli stranieri. A questo punto par condicio autocertificazione per tutti senza prova e vedrete quante domande insieme alla mia.

seccatissimo

Dom, 23/09/2018 - 19:02

Come ho già affermato tante volte, i peggiori nemici dell'Italia e del popolo italiano sono gli italiani stessi, nella fattispecie gli italiani più imbecilli, ignoranti e normalmente anche comunisti, cattocomunisti e sinistri sinistrorsi in genere ! A tutti questi minus habens sarebbe da togliere la cittadinanza italiana o per lo meno il diritto di voto !

Ritratto di bandog

bandog

Dom, 23/09/2018 - 19:30

proteste degli immigrati...giustamente..come si permettono di non voler più mantenerli??Per fortuna che il documento viene autenticato e tradotto dai rispettivi paesi...tale e quale allo stato famiglia per le detrazioni..sul 730 donc : a carico pappa,mamma, e sorelle 4 fratelli, moglie e 4 figli (diritto a bonus di e, 1200)

Ritratto di bandog

bandog

Dom, 23/09/2018 - 19:57

fatevelo dire dalla svizzerotta che dove abita lo fanno da anni ed anni!!

Divoll

Dom, 23/09/2018 - 21:44

Niente piu' furbetti che si fanno dare la casa popolare in Italia, poi l'affittano a terzi e se ne tornano nel loro paese. Intanto gli italiani rimangono senza la casa. Penso che, in generale, chi proviene da paesi non in guerra non deve ricevere nessuna casa, nessun benefit e nessun permesso di soggiorno.

mariod6

Lun, 24/09/2018 - 09:09

Io, italiano, vado in farmacia e devo dargli il codice fiscale per farmi fare la ricevuta, se chiedo che ore sono devo prima fornire lo stato di famiglia vidimato dal prefetto e dal parroco. Il diversamente bianco, che ha casa e due m ogli in Africa, basta che autocertifichi di essere nullatenente e passa davanti a tutti, scappa dalla fame e dalla guerra, però torna al suo paese per fare le vacanze. Fa bene il sindaco di Lodi a pretendere anche da questi bugiardi e ipocriti la documentazione vidimata dal loro consolato. Se il consolato ci metterà 20 anni a dargliela sono problemi loro.