Lucca, dietro all'omicidio uno scherzo dei colleghi

Massimo Donatini sarebbe stato convinto che il suo caporeparto lo controllasse con delle telecamere e per questo lo avrebbe ucciso

Era convinto che il caporeparto lo avrebbe licenziato da un momento all'altro e lo ha ucciso sparandogli per strada. Ma quello che emerge ora è ben più inquietante.

Secondo il Corriere Fiorentino, infatti, dietro la convinzione di Massimo Donatini, operaio di Cartiera Lucchese, ci sarebbe uno scherzo architettato dai colleghi che gli avrebbero fatto credere che la vittima, Francesco Sodini, avesse montato alcune telecamere per controllarlo. La circostanza non era vera ma da qui sarebbero iniziati i dissidi, sfociati poi nell'omicidio. Donatini, insomma, avrebbe preso sul serio le dichiarazioni dei colleghi, i quali avrebbero anche parlato di immagini che lo ritraevano mentre usava il cellulare in orario di lavoro e che avrebbero potuto metterlo in difficoltà. "Erano solo battute", si difendono gli altri lavoratori dell'azienda. Parole che sarebbero bastate però per scatenare la follia dell'uomo.

Commenti
Ritratto di Runasimi

Runasimi

Dom, 12/04/2015 - 00:56

Ora i "colleghi" hanno capito che certi scherzi non si devono fare. Ci vuole la disperazione omicida di una persona troppo suggestionabile per far capire che sulle cose fondamentali della vita, come il posto di lavoro, non si può e non si deve scherzare. CHISSÀ SE I "COLLEGHI" AVRANNO ANCORA VOGLIA DI RIDERE CON UN UOMO SOTTO TERRA E UN'ALTRO IN GALERA PER COLPA DELLA LORO BALORDA VOGLIA DI SCHERZARE.

lolafalana

Dom, 12/04/2015 - 02:43

Se è vero mettere dentro quei quattro bastardi per istigazione di omicidio e pena lievissima, magari senza carcere, a quello che è la vera vittima: QUESTI SONO I DANNI DL MOBBING FRA COLLEGHI che è il più pericoloso...!

Iacobellig

Dom, 12/04/2015 - 05:55

le aziende di cogl... incapaci e inutili sono piene!!!

Ritratto di semovente

semovente

Dom, 12/04/2015 - 19:14

Lo avranno sulla coscienza per tutta la vita.