Malasanità, medici scambiano un'infezione mortale per tonsillite. Bimbo resta senza gambe

Reuben è un bimbo di tre anni che per un banale incidente domestico stava per perdere la vita. I medici avevano sbagliato diagnosi e stavano curando una malattia mortale come una tonsillite

Reuben ha soli tre anni, ma sulla sua pelle ha già potuto sperimentare quanto possa essere crudele il mondo in cui viviamo.

Il piccolo, infatti, è stato vittima di un terribile errore di malasanità che gli è costato caro: Reuben dovrà passare il resto della sua vita senza gambe e senza alcune dita delle mani. Ma vediamo meglio cosa è successo al povero Reuben perché la sua storia deve far riflettere tutti, deve far capire che con la vita delle persone non si scherza.

Tutto è iniziato nel luglio dello scorso anno, quando la mamma del bimbo è andata all'ospedale di Ipswich (Inghilterra), a seguito di un incidente domestico, per far medicare il figlio. Dopo la medicazione, i due sono tornati a casa, ma Reuben continuava ad avere forti dolori e la febbre altissima. Così qualche giorno dopo, il bambino è stato portato in ospedale per una seconda visita.

I medici, dopo alcuni esami, hanno assicurato alla mamma del piccolo che non era niente di grave: Reuben, secondo loro, aveva la tonsillite che doveva essere curata con gli antibiotici. Ma nonostante la madre seguisse alla perfezione le indicazioni degli esperti, la situazione continuava a peggiorare tanto che suo figlio un giorno con l'altro si è trovato a combattere contro la morte.

Reuben stava perdendo la vita perchè i medici hanno scambiato un'infezione mortale per un caso di tonsillite. Solo dopo il continuo peggiorare del quadro clinico gli infermieri hanno capito la gravità della situazione e per salvare il piccolo hanno dovuto amputargli le gambe e sette dita delle mani.

Il bimbo aveva la sindrome da choc tossico, un'infezione causata dai batteri penetrati nella ferita che il piccolo si era procurato durante l'incidente domestico. Reuben, nonostante le valutazioni sbagliate dei medici, ce l'ha fatta, ma dopo le operazioni, l'ospedale ha ammesso che le amputazioni avrebbero potuto essere evitate se solo la diagnosi iniziale fosse stata corretta e l'infezione curata con tempestività.

La madre del bambino ha raccontato il fatto al Dailymail e in tutta questa disgrazia ha voluto sottilineare quanto suo figlio sia stato forte. Reuben, infatti, nonostante il continuo sostegno psicologico, sembra averla presa bene e sembra aver accettato di essere un bambino che ha qualcosa in più rispetto agli altri: una coraggio da leoni.

Commenti
Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Mar, 23/08/2016 - 17:02

CHE BELLA LA SANITà ITALIANA...

petra

Mar, 23/08/2016 - 17:32

Ma dai, Franco, leggi gli articoli. Si tratta di Ipswich (Inghilterra).

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gian td5

Mar, 23/08/2016 - 21:25

franco ecc. ecc. leggi come ragioni, cioè male.

Prameri

Mer, 24/08/2016 - 00:27

A mio avviso è sbagliato l'articolo e la traduzione dall'inglese. L'articolo originale non parla affatto di cura antibiotica per la tonsillite. Magari i medici avessero subito usato un antibiotico per la tonsillite oppure per prevenzione delle complicazioni infettive dall'ustione col ferro da stiro. Se l'avessero usato prontamente l'antibiotico il bimbo non avrebbe perso gambe e mani. Hanno usato invece morfina (???) con un bimbo di tre anni perché è l'antibiotico è demonizzato?

Duka

Mer, 24/08/2016 - 07:28

NON capisco perchè Vi ostinate a chiamare MALASANITA' i molti, troppi casi di incapacità, incompetenza frutto di corruzione, situazioni da trattare come veri e propri delitti contro la persona-

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ezekiel

Mer, 24/08/2016 - 10:37

Adesso una bella denuncia milionaria e radiare i medici dall'albo.

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wilfredoc47

Mer, 24/08/2016 - 16:01

Normale amministrazione. Anni di medicina sempre più sulla difensiva hanno livellato in basso, molto in basso, la qualità dei medici che non sono più tali, ma semplici passacarte e prescrittori di esami che poi, per mancata esperienza, non sano nemmeno più leggere correttamente. Colpevoli i medici (assicurati presso 4 o 5 compagnie), ma ancor più i pazienti col fucile puntato.