Il maltempo piega l'Alto Adige: treno Sad deraglia in Val Pusteria

L'ondata di maltempo che sta investendo l'Italia non accenna a diminuire. In Alto Adige un treno è deragliato per una frana. Il sindaco Ausserdorfer: "Restate in casa"

Da Nord a Sud, tutto il Paese è ancora flagellato dal maltempo. Piogge, neve e nubifragi che stanno investendo l'Italia non sembrano voler diminuire e molte delle Regioni stanno vivendo giornate di vera emergenza.

Mentre la pioggia continua a cadere in molte zone, l'Alto Adige è alle prese con neve e valanghe. Nella sola giornata di ieri, ha spiegato la provincia di Bolzano su Twitter, sono stati 833 gli interventi da parte di 180 squadre di vigili del fuoco volontari. Intanto, la Val Martello è ancora isolata: una valanga di medie dimensioni si è abbattuta ieri sul centro abitato danneggiando le case ma senza provocare feriti.

Questa mattina invece una frana ha interrotto la linea della Val Pusteria a Rio Pusteria. Lo smottamento, ha spiegato con un messaggio sul social la Provincia di Bolzano, è avvenuto al passaggio di un treno regionale Sad poco dopo le 6 di mattina. Un passeggero è stato portato in salvo dai vigili del fuoco, ma non ha riportato ferite gravi.

Il convoglio era partito da Fortezza e diretto a Brunico. Ora la linea ferroviaria interessata dalla frana restarà chiusa e la valle isolata. Sono stati bloccati per motivi di sicurezza tutti gli accessi: la strada statale 48 tra San Sigismondo e San Lorenzo, la Strada del Sole, come anche le strade interpoderali, che i pendolari usano di solito per oltrepassare eventuali chiusure della statale.

Il sindaco di San Lorenzo di Sebato (Bolzano), Martin Ausserdorfer, ha lanciato un appello ai concittadini su Facebook. "Restate a casa. Stiamo lavorando per portare la situazione alla normalità ma ogni macchina in più in strada crea caos e rallenta la normalizzazione dell'esercizio", ha scritto il primo cittadino.

Il precedente

L'incidente ferroviario di questa mattina non ha causato vittime e feriti. Ma in Alto Adige c'è un precedente che nessuno dimentica e che fa ancora paura. Nell'aprile del 2010 tra Laces e Castelbello in Val Venosta una valvola difettosa dell'impianto di irrigazione dei campi sopra la ferrovia causò il rigonfiamento del terreno che franò investendo in pieno il treno. Nell'incidente morirono nove persone e 28 rimasero ferite.

Commenti
Ritratto di do-ut-des

do-ut-des

Lun, 18/11/2019 - 11:45

Regione autonoma, si aggiustino.

Gio56

Mar, 19/11/2019 - 11:11

do-ut-des,quando succedono queste cose si sentono Italiani. Pero quando devi andare là in ferie gli Italiani non sono ben accetti.