Mara, studentessa cieca in una classe-pollaio di 34 alunni

Nella stessa scuola un'altra classe-pollaio con due ragazzi disabili

«Sono stata interrogata e ho dovuto chiedere ai ragazzi di fare silenzio. In 34 c’è troppa confusione e io non riesco a studiare». Mara non ha perso il suo entusiasmo. Non è cambiata la sua voglia di studiare. E nemmeno gli sforzi che deve compiere ogni volta per ottenere ciò che le spetta. Mara è cieca dalla nascita. E la sua disabilità questa società gliela sta facendo pesare. Troppo spesso è costretta a lottare per conquistare quanto dovrebbe esserle normalmente garantito: il diritto allo studio. Già due anni fa i genitori avevano dovuto intraprendere un battaglia per farla accedere a quella scuola che tanto desiderava: il liceo pedagogico (oggi liceo delle scienze umane) (Guarda la Gallery).

L’istituto più vicino a casa – il “Matilde Serao” di Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli – non si rese disponibile ad accettare la sua iscrizione infrannuale. Il caso finì su tutti i giornali, in televisione. La determinazione dei genitori, il trambusto mediatico e l'impegno di un assessore comunale permisero alla ragazzina, che allora era quindicenne, di realizzare il suo sogno. Entrò in quel liceo. Oggi Mara ha 17 anni e frequenta il terzo anno di scuola in uno dei due plessi secondari dell’istituto. Ma, per lei, l’anno scolastico è cominciato in una classe-pollaio. A settembre si è ritrovata un’aula strapiena, con altri 33 studenti, 14 in più rispetto al numero massimo di 20 indicato, per le classi con un alunno disabile, nel Dpr numero 81 del 20 marzo 2009, che regola la materia. Senza considerare, poi, che ai ragazzi si aggiungono l’insegnante, l’insegnante di sostegno, la docente di Braille e l’assistente materiale. Una vera bolgia, insomma. Dove, inesorabilmente, il diritto all’istruzione e all’educazione, oltre che l’integrazione del disabile, sono passati in secondo piano (Guarda il video).

Per chi non è non vedente, seguire le lezioni in tali condizioni è chiaramente complicato, se non impossibile. "C’è confusione. Non riesco a studiare. Io lo dico alle insegnanti, però i ragazzi non riescono a stare zitti", sbotta Mara. Il suo disagio lo racconta anche la madre, Sonia D’Avanzo: "Essendo cieca, ha un udito molto sviluppato. Quando torna a casa, dice di avere forti mal di testa perché in classe c’è caos e non riesce a seguire bene le lezioni". Siamo stati al liceo 'Serao'. Non abbiamo trovato la dirigente. Ma, sulla posizione della scuola in questa faccenda, fa un po’ di chiarezza la professoressa Liana Guadagni. La docente riferisce della presenza nello stesso istituto di un’altra classe-pollaio di 34 studenti, di cui due sono disabili, “e con disabilità non semplici” specifica. Sostiene che, a disporre che da 4 sezioni di 17 alunni ne venissero fuori due da 34, sia stato l’Ufficio scolastico regionale. “C’è una difficoltà oggettiva dei ragazzi per poter compiere il loro percorso, per poter fare una verifica, dare i loro spazi, i loro tempi. Non c’è rispetto per niente e per nessuno in questa situazione”, conferma l’insegnante. “L’Unione italiana ciechi, a cui Mara è iscritta, ha inviato delle e-mail all’Ufficio scolastico regionale, per capire il motivo dell’accorpamento, e non abbiamo avuto nessuna risposta", ha dichiarato la mamma della studentessa non vedente, che ha annunciato ricorso al Tar. Senza risposta sarebbe rimasta anche la scuola: "Noi abbiamo scritto all’Ufficio scolastico di Napoli, loro conoscono la situazione. Ma non c’è stata risposta", ha riferito la professoressa Guadagni. Nel silenzio, intanto, si continua a negare il diritto allo studio a dei ragazzi disabili.

Commenti
Ritratto di stenos

stenos

Ven, 13/10/2017 - 13:16

È la buona squola promessa dal clown fiorentino e applicata dall'ignorante compagna cgil fedeli.

michettone

Ven, 13/10/2017 - 13:39

Girarsi dall'altra parte, e' per alcuni istitutori, come ala panacea di tutti i mali. Essi, credono, che dando retta a trentatre alunni, invece che all'unica disabile, risponda al corretto vivere civile. Si sbagliano! E di grosso! Le leggi e le norme, se sbagliate, vanno corrette! Gli alunni come la signorina non vedente,di cui al pezzo,DEVONO essere messi in condizione di studiare e non di cvivere in mezzo ad un....pollaio! Le Autorita', facciano il loro dovere, permettendo alla signorina non vedente di poter vivere il suo anno scolastico, come si addice ad un Paese civile. Forza Mara, dai, siamo tutti con te!

Ritratto di Giano

Giano

Ven, 13/10/2017 - 14:30

Che ppppalllle!

Tarantasio

Ven, 13/10/2017 - 14:47

la scuola centro sociale...

routier

Ven, 13/10/2017 - 14:55

La civiltà di un popolo si misura sulla sua capacità e volontà di assistere le fasce più deboli: Bambini, Vecchi, disabili, ammalati, indigenti, ecc. In questo l'Italia è rimasta al medioevo. In compenso però abbiamo Renzi, Gentiloni, Minniti, Alfano, Boldrini, Grasso, Mattarella ed altri, per cui possiamo stare tranquilli. Tutto va bene e nulla ci può turbare.

baleno

Ven, 13/10/2017 - 14:57

Assoluta solidarietà per la ragazza e la sua famiglia. E' il conclamato fallimento della politica di istruzione italiana che sta capitolando sotto i colpi dei tagli alla spesa e dei farlocchi procalmi scuola "puntodue, quattro,... Si vanificano gli sforzi di alunni volenterosi che potrebbero con lo studio avanzare nella e per la società. Assolutamente da bocciare la scuola con più di quindici alunni e professori impreparati.... non non sono un professore precario in cerca di posto fisso.

gneo58

Ven, 13/10/2017 - 15:53

chi e' meno fortunato dovrebbe essere aiutato in ogni modo e tenuto in palmo di mano, le risorse ci sono ma vengono sprecate soprattutto dando sussidi ed appoggi a chi non ne ha bisogno (e in questo paese pagliaccio di esempi ne abbiamo a mazzi).

risorgimento2015

Ven, 13/10/2017 - 16:31

Provo a capire??? Non sarebbe meglio che ci siano classi/istituti specializzati per solo cechi !?

patrizia52

Ven, 13/10/2017 - 22:37

Perchè la ragazza, o chi sulla foto, studia ancora con il braille, quando i computer oggi fanno miracoli? Ho avuto per anni , in Francia, classi con ragazzi ciechi integratissimi, che utilizzavano computer che gli hanno cambiato la vita....

Franco Ruggieri

Sab, 14/10/2017 - 07:43

Ueh, ma ve vulite rende conto ca se parla 'e Napule?

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Sab, 14/10/2017 - 09:28

Oramai la skuola italiana è ridotta a brandelli. Il passato è una memoria sbiadita ed il presente olezza di generazioni digggitali aho...

steacanessa

Sab, 14/10/2017 - 09:40

Evidentemente i “compagni” di classe hanno ricevuto una buona educazione dalla famiglia e da 10 anno di buona scuola.