Medicina, test-lotteria: ce la farà 1 su 6

Non solo la sfida tra 60mila candidati. La burocrazia e la complessità dei quiz trasforma l'accesso in un incubo

RomaDomande molto complesse per biologia e chimica e in alcuni casi a «trabocchetto» per la logica. Procedure burocratiche astruse per la registrazione che potrebbero mettere a rischio un ottimo risultato anche soltanto per una firma messa fuori posto. Tra un flash mob di protesta davanti al ministero dell'Istruzione a Roma e migliaia di commenti lanciati sul web da studenti indignati o semplicemente delusi e scoraggiati, ieri si è nuovamente consumato il rito dei Test di ammissione per Medicina e Odontoiatria.

I 57.041 candidati distribuiti negli Atenei di 32 città si sono giocati in 100 minuti la possibilità di frequentare il corso di laurea in Medicina, rispondendo a 60 quesiti di cultura generale, logica, chimica, biologia e matematica e fisica. Gli iscritti rispetto agli scorsi anni sono in calo (erano 64.000 nel 2014 e quasi 75.000 nel 2013) ma il rapporto con i posti disponibili, 9.530 per Medicina e 792 per Odontoiatria, rende l'ingresso un vero terno al lotto: soltanto uno su 6 ce la farà. Molti infatti hanno già preso altre strade come quella di iscriversi a Medicina all'estero, in Spagna o in Albania, per poi tornare dopo un anno o due in Italia. E qualcun altro si è giocato il tutto per tutto semplicemente copiando: un candidato su dieci intervistato dal portale specialistico skuola.net ha ammesso di aver barato grazie all'uso non autorizzato degli smartphone .

L'indignazione degli studenti non è ingiustificata. Non soltanto il test di ingresso è eccessivamente selettivo per puri motivi quantitativi ma rappresenta pure un costo ingiustamente diverso da Ateneo ad Ateneo. È ancora Skuola.net a sottolineare che la tassa per svolgere l'esame costa 10 euro a Milano Bicocca ma sale a 100 euro a Napoli. Il portale dunque calcola che con oltre 57.000 candidati gli atenei incasserano circa 3 milioni di euro. Non solo. Molti di questi aspiranti studenti si sono iscritti anche ad altri test di ingresso per altre facoltà. E dunque le università incasseranno ancora. E poi perché sostenere il test costa soltanto 10 euro a Milano ma 100 a Napoli, 90 a Messina, 35 a Roma e 22 a Cagliari? Mistero.

A Roma i test si tenevano in 7 diverse sedi, per circa 5.000 candidati i posti a disposizione sono in tutto meno di 2.000. A Napoli, dove si segnala il maggior numero di ragazzi accompagnati da mamma e papà, circa 3.800 candidati per meno di 500 posti. A Firenze 1857 aspiranti medici per 330 posti a Medicina e 46 Odontoiatria.

A Foggia con «soli» 550 candidati per 75 posti invece si è scatenata la protesta e sono già pronti i ricorsi che sicuramente cadranno a pioggia nei prossimi giorni. Motivo della protesta l'ammissione, denunciata dai candidati, di molti ritardatari che sono stati fatti entrare ben oltre l'orario di ingresso fissato alle 10,30 e, prescisano alcuni genitori, senza passare il controllo del metal detector . Ai ragazzi era proibito portare qualsiasi apparecchio tecnologico.

I commenti raccolti a caldo indicano una maggiore difficoltà rispetto agli anni scorsi. Qualcuno fa notare che per rispondere ad alcune domande di chimica e biologia sarebbe stato necessario essere già laureati. Tra le domande più sgradite di cultura generale quella sugli ex Presidenti della Repubblica dai quali andava escluso Giovanni Spadolini che però molti ragazzi hanno ammesso di non aver mai sentito nominare e quella sull'Expò del 1900 tenuta a Parigi. Tra quelle di logica, hanno destato perplessità quelle che richiedevano un ragionamento su come gli uomini fanno colpo sulle donne grazie al senso dell'umorismo.

Accanto all'incertezza dei risultati, la certezza invece che come ogni anno pioveranno ricorsi che poi vengono puntualmente vinti dagli studenti.