In mezzo alla frenesia un tè giapponese

di Nicolò Petrali

In una città frenetica come Milano, avvicinarsi alla cultura e al design giapponesi che trasmettono tranquillità, semplicità e armonia era un’occasione da non perdere. Perché quella nipponica non è una tranquillità improduttiva, ma uno stato mentale “vuoto”, privo di preoccupazioni, che nell’antichità ha permesso al popolo del sol Levante di partorire gli artigiani più abili del mondo: i maestri fabbri che costruivano le mitiche katane e armavano i guerrieri più forti del pianeta, i celebri samurai. E allora questa mattina siamo stati in via Ciovasso al civico 1, a due passi dal duomo, dove alle ore 12 è iniziata la tradizionale cerimonia del tè, con la quale lo showroom Fukagawa-Seiji ha accolto un pubblico molto numeroso. Il Cha no yu, la cerimonia del tè appunto, per i giapponesi costituisce un vero e proprio rito sociale e spirituale, con cui si accolgono gli ospiti e al termine della quale si riesce ad arrivare ad uno stato di non-mente cioè di silenzio mentale. Questa pratica, derivante dalla tradizione zen, prevede un rigoroso silenzio e un’ambientazione particolare creata con profumi e quadri ad hoc. Durante la cerimonia, i presenti hanno potuto respirare l’essenza del “giardino amore”, direttamente da alcuni vasi profumati realizzati dall’architetto Enzo. Bisognava chiudere gli occhi, respirare profondamente immaginando un giardino (altro piatto forte della tradizione giapponese) e pensare alla persona amata. Il design giapponese – ci hanno spiegato i responsabili – si pone come obiettivo quello di unire gli elementi della grande tradizione nipponica con alcuni elementi dell’arte moderna, senza tuttavia snaturarsi troppo. Entrando nello show room quello che si nota immediatamente in quasi tutti i prodotti è l’estrema semplicità. Dalle tazze in ceramica di Showko Kawahara ai piatti da cucina, alle lampade con il tipico contrasto bianco/nero molto caro alla tradizione orientale. La semplicità, infatti, è la caratteristica che contrappone da sempre l’arte giapponese a quella cinese, molto più complessa e pomposa. Un’oasi di tranquillità dunque, nel pieno centro di Milano, che si rifà al Giappone e alla sua tradizione millenaria.