Monopoli, 80 anni da mito e senza mai passare dal Via

L'intuizione fu di un ingegnere disoccupato di Philadelphia, ma nessuno allora lo volle produrre. Lo fece da solo, spendendo due dollari

Un indirizzo, Parco della Vittoria, e subito compare quel senso di onnipotenza che ti prende quando riesci a metterci sopra un albergo, un piacere offuscato solo dal brivido di dovervi sostare e pagare pegno (e che pegno: 40mila lire prima, oggi 400 euro) per rimanere sulle sue dannate caselline viola. È da quel labile confine – basta una carta, un dado sbagliato - tra la sicurezza del possesso e la paura di essere solo un ospite che nasce la voglia di giocare di nuovo. E così ti ritrovi ancora una volta a compiere quel gesto antico, imparato da piccoli: aprire la scatola del Monopoly, stendere il gioco sul tavolo, disporre le carte, sistemare i soldi. E dare il via a una battaglia all'ultimo affare immobiliare che, di generazione in generazione, accompagna le domeniche pomeriggio, le sere con gli amici, i Veglioni di Capodanno. Sono passati ottant'anni e il caro vecchio Monopoly esercita ancora tutto il suo fascino. La leggenda lo vede nascere il 19 marzo 1935 da un'intuizione di Charles Darrow, un ingegnere disoccupato di Filadelfia, che con del materiale trovato in casa ideò un gioco per adulti basato sulla compravendita di terreni e immobili. In realtà, gli storici dicono che forse forse Darrow il gioco l'aveva scopiazzato da una insegnante di economia che agli inizi del Novecento aveva creato un game per spiegare il concetto di imposte. Ma questo, a noi che siamo abituati a misurarci con la carta degli imprevisti (o delle probabilità) non importa poi molto. Sta di fatto che Darrow cercò di piazzare sul mercato il suo prodotto ma venne rifiutato e così, da buon giocatore di Monopoly qual era, andò dritto «senza passare dal via» e lo produsse da solo. Costo: 2 dollari (mai avrebbe immaginato che molti anni dopo qualcuno avrebbe creato una versione deluxe, tutta d'oro e pietre preziose, dal valore di 2milioni di euro). Dopo aver segnalato a Darrow «52 errori», tra cui l'eccessiva complessità e lentezza, la Parker Brothers rilevò comunque il nuovo gioco: ne detenne i diritti fino ad alcuni anni fa, mentre ora il marchio Monopoly è della Hasbro, leader nel settore dei giochi in scatola con «classici» come Forza Quattro, Cluedo, Indovina Chi?.

La Parker Brothers fece un ottimo affare: Monopoly divenne in poco tempo un successo planetario, e prima o poi bisognerà riflettere sul segreto, ad ogni latitudine, della sua fortuna. Merito forse del divertimento sottile che nasce ogniqualvolta si comincia una trattativa (a volte, spesso, sapendo di perderla)? Sta di fatto che da quella prima partita che Darrow fece in casa sua, con amici, sono state costruite oltre 6 miliardi di casette verdi e più di 2 miliardi di alberghi rossi e che ogni anno sono stampate molte più banconote del Monopoly di quelle che servono a far muovere le nostre economie, sempre più volatili.

La tavola verde con la scritta al centro, le casette, gli alberghi, gli indimenticabili indirizzi (nell'originale americano sono basati su Atlantic City, in italiano furono tradotti da Emilio Ceretti ispirandosi alla toponomastica di Milano) sono un'icona pop. Oggi esistono centinaia versioni di Monopoly, comprese quelle per smartphone, tablet e console. Persino il cinema si è scomodato per raccontare la leggendaria genesi del gioco da tavolo: nel 2010 il documentario The Monopoly Story si è aggiudicato l'Emmy

Con un miliardo di giocatori stimati e 114 Paesi catturati dalla «monopolymania», l'ottantesimo compleanno non poteva passare inosservato: la Hasbro produrrà per l'occasione una limited edition (il Monopoly 80° Anniversario ) con un tabellone dal sapore vintage, le pedine «storiche» e alberghi e casette in legno. In Italia, tra un mese, si sarà il campionato di Monopoly tra i centoventi giocatori più bravi che hanno superato le qualificazioni regionali a suon di vendite immobiliari: il vincitore si aggiudicherà la partecipazione al campionato del mondo. In autunno uscirà l'edizione Monopoly Giro del Mondo , basata sulle ottanta città selezionate dai fan del gioco in scatola (due le italiane in lizza: Roma e Venezia) tra quelle meritevoli di entrare in questa «special edition» che darà un sapore molto global alla nostra sfrenata passione immobiliare da tavolo.