Il monsignore bacchetta il Papa: "Il Vangelo non è rivoluzionario"

Monsignor Bux sostiene che il Vangelo non sia rivoluzionario. Questa tesi, invece, era stata promossa da papa Francesco nel corso della prima udienza dell'anno. Lo scontro teologico prosegue

"Dove c'è Vangelo c'è rivoluzione. Il Vangelo non lascia quieti, ci spinge: è rivoluzionario". Papa Francesco ha pronunciato queste parole lo scorso due gennaio, durante la prima udienza dell'anno. Ma la pastorale del pontefice argentino continua a non convincere una parte del clero, quella più legata al conservatorismo dottrinale.

Monsignor Nicola Bux, che ha pure collaborato con Benedetto XVI, ha in qualche modo replicato a Bergoglio, rilasciando un'intervista a Il Quotidiano di Foggia. Il Vangelo, anzitutto, non sarebbe affatto rivoluzionario. L'origine ideologica della teoria sposata dal Santo Padre sarebbe riconducibile ad alcuni testi, pubblicati e diffusi durante gli anni della contestazione.

Bux non lo dichiara in maniera aperta, ma sembra riferirsi alle influenze della teologia della liberazione: "Il Vangelo stesso - ha spiegato l'ecclesiastico - ci dice che Gesù non è venuto ad abolire la Legge, ma a darle compimento e questo da solo basterebbe. Una rivoluzione che si rispetti - ha continuato - non risparmia il passato e neppure l’esistente. Gesù, al contrario, è un ricapitolatore secondo la bella espressione di San Paolo, ricapitola in sé le cose. E’ vero che nell’Apocalisse c’è scritto che egli fa nuove tutte le cose, ma quel verso va letto come portare a compimento". Bergoglio, insomma, dovrebbe rivedere la sua interpretazione. Ma la riflessione di Bux arriva a interessare altri aspetti della comunicazione pontificia.

Rispetto a un'altra presa di posizione del pontefice, quella secondo cui sarebbe meglio vivere "come atei", piuttosto che essere soliti odiare, il monsignore ha parlato di un "problema", che si paleserebbe quando il Santo Padre "si allontana dal testo scritto che gli preparano ed alza gli occhi alla platea". Le parole più forti, però, Bux le ha pronunciate, cercando di spiegare il perché di alcune frasi di Francesco: "La mia sensazione - ha dichiarato - è che certe affermazioni, oltre che da un certo autocompiacimento, nascono dal fastidio che egli nutre verso la Chiesa. Papa Francesco - ha specificato l'ex collaboratore di Joseph Ratzinger - preferisce una visione di Chiesa come popolo indistinto rispetto a quella intesa in senso vero".

Questa visione delle cose, però, comporterebbe un rischio: quello di scivolare nel "peronismo" e in una "una schizofrenia che cozza contro la stessa idea di misericordia tanto diffusa e seguita". Bux, insomma, non le ha certo mandate a dire.

Commenti

venco

Sab, 05/01/2019 - 14:55

Bergoglio sappia che il Vangelo racconta la vita di Gesù e basta, altro che rivoluzione, la rivoluzione sulla chiesa la vuol fare lui, anzi la distruzione. Ha detto da poco che è meglio un ateo che uno che va in chiesa.