Morti di amianto, 11 ex manager Pirelli condannati a Milano

La sentenza è arrivata questa mattina, tra i condannati c'è anche il fratello dell'oncologo Umberto Veronesi

La sentenza è stata accolta dall'esultanza dei parenti delle vittime. Membri di Medicina Democratica e dell'Associazione italiana esposti amianto, parti civili nel processo, hanno esposto striscioni: "Abbiamo dimostrato che uniti si vince - hanno spiegato - questa volta siamo riusciti a far condannare il padrone". Undici ex dirigenti della Pirelli sono stati condannati questa mattina dalla sesta sezione penale del tribunale di Milano.

Tutti erano accusati a vario titolo di omicidio colposo in relazione a 24 casi di operai morti per forme tumorali provocate dall'esposizione all'amianto. Le vittime lavoravano negli stabilimenti milanesi di Pirelli tra gli anni Settanta e Ottanta.

Le pene inflitte sono tutte comprese tra i tre e i sette anni e otto mesi. Tra le condanne, sei anni e otto mesi per Guido Veronesi, fratello dell’oncologo ed ex ministro della Salute Umberto. La sentenza è stata pronunciata dal giudice Raffaele Martorelli. Evidentemente è stata accolta, in sostanza, la ricostruzione del pm Maurizio Ascione che legava quei decessi alla presenza di fibre di amianto nelle due fabbriche di viale Sarca e di via Ripamonti.

Gli undici ex manager e il responsabile civile Pirelli Tyre spa dovranno anche pagare una provvisionale complessiva di 520 mila euro per le parti civili, mentre l'entità del risarcimento dei danni sarà quantificata in sede civile. In particolare sono stati disposti 200mila euro per la moglie e la figlia di una delle vittime, 300mila euro per l'Inail e 20mila euro per Medicina Democratica e l'Associazione italiana esposti amianto.

La maggior parte dei parenti delle vittime avevano già ricevuto un risarcimento fuori dibattimento e si erano ritirati dal processo.