Moschea di Firenze, cosa c'è dietro lo stop di Renzi?

Giovanni Donzelli accusa Renzi di voler favorire il gruppo Pessina che, nel 2015, si mostrò interessato a un bando per la riqualificazione dell'ex caserma Gonzaga. Il Gruppo replica:"Accuse infondate e calunniose" e annuncia querele

Ancora incerto il futuro della caserma la Gonzaga - Lupi di Toscana che, nelle intenzioni del sindaco di Firenze, dovrebbe ospitare la moschea temporanea per far pregare i 30mila musulmani fiorentini in periodo di Ramadan.

Contro questa ipotesi si è schierato tutto il centrodestra ma anche il sindaco Pd di Scandicci, comune confinante con Firenze e i cui residenti sarebbero i maggiori beneficiari di una riqualificazione della zona che prevedeva la costruzione di un complesso di case popolari. Anche l’ex premier Matteo Renzi, predecessore di Nardella in Comune, ha chiarito: “Il governo ha consegnato la caserma dei Lupi di Toscana a Firenze, ma non per farci la moschea. Dario è un sindaco molto bravo, ricco di intelligenza e fantasia: sono certo che troverà un’altra soluzione più convincente”.

Ma perché Renzi è intervenuto con il brusco stop alla moschea? Da parte sua c'è la volontà di evitare uno scontro tutto interno al Pd tra il sindaco di Firenze Nardella e quello di Scandicci, Sandro Fallani, in via del voto delle primarie di domenica prossima. Per Giovanni Donzelli, consigliere regionale di Fratelli d'Italia, invece, ci sarebbe di mezzo il gruppo Pessina, che ha dato un contributo fondamentale per il ritorno in edicola de l’Unità e che, come ricorda il Corriere Fiorentino, nel 2015 aveva dato la propria manifestazione di interesse per un bando pubblico riguardante la riqualificazione dell'ex caserma Gonzaga. "Il Partito democratico muore dalla voglia di islamizzare l'Italia. Una volontà che, - attacca Giovanni Donzelli - a Firenze, non si ferma neanche di fronte alle dure opposizioni contro la realizzazione della moschea all'ex caserma Gonzaga. L'unico fattore in grado di rallentare quest'idea sono evidentemente gli interessi economici degli "amichetti". Dario Nardella ha dichiarato di non aver mai incontrato Pessina: qualcuno, a partire da Matteo Renzi, ha il dovere di spiegare quali siano le reali intenzioni del Pd. I cittadini si sentono presi in giro da una messinscena degna di un film di spionaggio".

Il Gruppo Pessina Costruzioni, dal canto suo, in una nota diffusa in serata, replica a Donzelli e"respinge con forza le accuse infondate e calunniose in merito alla nostra manifestazione d'interesse per il progetto di Social housing all'ex Caserma Gonzaga di Firenze, a cui la nostra azienda aveva partecipato, cosi' come molte altre aziende del settore, oltre due anni fa"". "Come già annunciato più volte in precedenza - prosegue la nota - chiunque continuerà a rendere dichiarazioni sulla falsa riga di quanto riportato in modo non veritiero dalla trasmissione Report sarà chiamato a rispondere nelle sedi opportune".