Muore dopo aver messo lo smartphone in carica vicino al letto, folgorata 17enne

A trovare il suo corpo senza vita è stata la madre della giovane che, toccandola, ha preso la scossa a sua volta. È accaduto in Thailandia e la causa del cortocircuito è da individuare nell'usura del cavo

Aveva compiuto un gesto quotidiano, come fanno in molti. Era entrata in camera sua, si era messa vicina al letto, aveva preso il caricabatterie del suo smartphone e lo aveva attaccato al telefono, non accorgendosi che la prolunga del cavo era sfilacciata e usurata. Poi in un secondo, dopo essersi stesa sul letto è morta folgorata. È accaduto a Chaiyaphum, in Thailandia nord-orientale, dove una ragazza di 17 anni, Nong Ying, non si sarebbe accorta di avere il cavo rovinato, il quale, toccando la parte di ferro del suo letto, ha fatto sì che la giovane perdesse la vita proprio dopo averlo attaccato lo smartphone alla presa di corrente della sua stanza.

La dinamica dell'incidente

A raccontare la vicenda della ragazza è stato il Daily Mail, che ha chiarito la dinamica dell'incidente. Secondo quanto ricostruito dal quotidiano, infatti, il cavo lesionato era stato semplicemente avvolto in un po' di nastro adesivo, che però non sarebbe stato sufficientemente coperto e il contatto con la gamba del letto della giovane le è così costato la vita. A scoprire il corpo senza vita della ragazzina è stata la madre che, tornando a casa, l'ha trovata immobile in camera sua. Subito deve aver creduto che la figlia stesse dormendo, ma quando si è avvicinata per svegliarla anche lei ha preso una forte scossa e così ha staccato immediatamente il cavo dalla corrente. Purtroppo, però, per la 17enne non c'è stato nulla da fare: la giovane, infatti, aveva una mano ustionata, probabilmente la stessa con cui reggeva il telefono.

Un caso simile in Vietnam

Appena due anni fa, un episodio simile a questo era costato la vita a una ragazza vietnamita, che dormiva con il suo cellulare accanto. Anche in quella circostanza la giovane era morta per lo stesso motivo e anche in quel caso a trovare il suo corpo erano stati i genitori. In quel caso, però, i familiari avevano provato a portare la teenager in ospedale, dove i medici avevano confermato il decesso per "elettrocuzione", cioè una scarica elettrica causata da un impianto in tensione, in quel caso il cavo di ricarica del suo smartphone. Anche in quella circostanza il suo caricatore era danneggiato: una parte della guaina era rotta e da lì fuoriuscivano diversi fili. La giovane, probabilmente, aveva provato a sistemarlo con del nastro adesivo, come ha provato a fare la 17enne thailandese, ma il cavo rovinato avrebbe prodotto la folgorazione.