Nelle buste delle schede dall'estero passaporti e assegni

Un assegno da 7 mila pound; una lettera indirizzata ad una banca; ma anche un passaporto ed una nota di protesta al Consolato per sottolineare che l’elettore non poteva più votare in quanto deceduto. Ma anche scontrini fiscali e altri oggetti.

Nelle buste contenenti le schede per il referendum costituzionale votate dagli italiani all’estero e che verranno scrutinate nell’hangar di Castelnuovo di Porto, vicino Roma, dove sono allestiti i seggi per il voto all’estero. La percentuale di "intrusi" maggiore nelle buste provenienti dal Sud America.

A raccontare di questi ritrovamenti sono il consigliere regionale del Lazio del M5S, Davide Barillari, e Saverio Dauria, entrambi rappresentanti di lista per il No nei seggi della Circoscrizione Estero. "Abbiamo trovato un assegno da 7 mila pound, di una persona che eventualmente si è sbagliata con le buste a casa", racconta Barillari, "Poi anche un passaporto, diverse con degli scontrini fiscali e una lettera per una banca. Una signora invece ha scritto al Consolato per segnalare il decesso del marito e che quindi non dovevano più contattarlo per il voto all’estero... È una confusione completa, non riusciamo a controllare, ogni seggio fa di testa sua, ci sono schede aperte, voti duplicati. Noi annotiamo tutto e segnaliamo, stanno usando in maniera scorretta gli elenchi cartacei prima mettono la scheda nell’urna e poi controllano se ha già votato

Commenti

maricap

Lun, 05/12/2016 - 11:59

Far votare chi non risiede più in Italia, mi sembra una notevole minchiata. Infatti, se vado ad abitare in un altro Condominio, non posso certo più votare nelle assemblee condominiali della precedente abitazione.