Nessun eroe, solo vigliacchi

La morte di Aldo Moro e dei cinque uomini della sua scorta, non è un "caso", è il nostro 11 settembre. Ed è orribile sentire le ricostruzioni che oggi si fanno

La morte di Aldo Moro e dei cinque uomini della sua scorta, non è un «caso», è il nostro 11 settembre. È orribile sentire le ricostruzioni che oggi si fanno. È uno dei rarissimi casi in cui la storia sembra fatta dai vinti e non dai vincitori. O se preferite i vinti, i terroristi, quei vigliacchi delinquenti che uccisero a sangue freddo, non sembrano sconfitti. La loro cultura, la loro ideologia, il loro fanatismo è vivo e vegeto e «combatte insieme a noi». È l'urlo della maestra in piazza che vuole uccidere i poliziotti. È l'odio della rete contro il «sistema». Altro che rischio fascismo.

C'è una sorta di epica del terrorismo. Siamo ancora vittime della «geometrica potenza», come Franco Piperno si permise di definire l'agguato. Non ci fu nessuna geometrica potenza, nessuna straordinaria organizzazione, nessuna sottointesa abilità. A meno di riconoscere qualità simili, che so, alla Banda della Magliana, alla mafia dei corleonesi, alla 'ndrangheta che conquista la Slovacchia. Nel racconto dei brigatisti di ieri, celebrati oggi come se fossero gli attori di un gesto, appunto, epico, si cerca una motivazione di fondo. La banalità del male non ha una motivazione di fondo. Per i brigatisti e la vicenda Moro, sembra invece tutto più complesso. E invece no. Le cose sono scritte nelle vite dei ragazzi uccisi in via Fani (come ci ha descritto Filippo Boni nel suo recente libro) e non nelle dichiarazioni contrite della Faranda, chiamata Adriana nella prima riga del libro di Fasanella.

I brigatisti non avevano alcunché di epico. Erano belve. Vigliacchi. Fanatici alcuni, traditori altri. Psicolabili tutti. Avrebbero dovuto passare la loro vita in carcere. Lo Stato si è ricordato di loro e della loro dissociazione, addirittura prima di riconoscere un sostegno alle vittime. E noi oggi siamo alla disperata e sciocca ricerca di un loro punto di vista.

Cinzia era a scuola il 16 marzo del 1978. Il papà, Oreste, l'aveva baciata poco prima per andare a morire. Il bidello chiama la maestra e poi Cinzia esce dalla sua classe: la vogliono a casa. Nessuno le dice niente. Nove proiettili avevano già ucciso il padre. Nel palazzone della periferia di Roma, la mamma l'aspettava. Il papà è morto. È stato ucciso. Nel primo comunicato le Br si compiacciono dell'uccisione dei «famigerati corpi speciali». Cinzia, non c'è più, è mancata per un tumore. La Balzerani, la Faranda e tanti assassini con loro ci spiegano oggi le divergenze nel commando e che cosa oggi provano.

Commenti

umbertoleoni

Ven, 16/03/2018 - 22:17

Ho avuto modo di scrivere su di un post, di quello che OGGI si ascolta in una radio di stato ! SU RAI 1 l'altra sera in una criminogena trasmissione, si celebravano le gesta del terrorista rosso feltrinelli, dipinto come una povera vittima perseguitato dal sistema organizzato dai soliti servizi deviati fascisti, previo l'impiego del bieco commissario Calabresi, come noto finito ammazzato dai terroristi rossi che l'eroico feltrinelli proteggeva ed incoraggiava. SIAMO ARRIVATI A QUESTO PUNTO ! MI CHIEDO COME SIA POSSIBILE CHE NESSUNO ABBIA DA RIDIRE, (NEMMENO I PARTITI DI OPPOSIZIONE) NEI CONFRONTI DI QUESTE IGNOBILI PORCHERIE ? Tutti zitti ! Fascisti e antifascisti ! VERGOGNA ITALIA !

Ritratto di Rudolph65

Rudolph65

Ven, 16/03/2018 - 22:23

Mi fa schifo solo leggere queste cose. Povere famiglie dei Poliziotti e Carabinieri della scorta Moro. A loro deve andare il piu' profondo rispetto e cordoglio a 40 anni dalla strage.I BRIGATISTI VENGONO CHIAMATI O INVITATI NELLE SCUOLE O ATENEI A FARE ChE???? MA COSA POSSONO INSEGNARE DEGLI ASSASSINI CHE IN ALTRI STATI SAREBBERO GIA' STATI LIQUIDATI? Da darli da mangiare ai maiali,ma dubito che se li mangerebbero pure loro.

Divoll

Ven, 16/03/2018 - 22:25

Azione di commando gestita dalla CIA. E gli allocchi delle Brigate si credevano "rossi" (uccidendo l'unico che era favorevole a un governo DC-PCI)??

Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Ven, 16/03/2018 - 22:42

Ponzio Pilato se ne lavò le mani con un catino d'acqua questi si lavano la coscienza sporca con il sangue dei loro assassinati.

killkoms

Ven, 16/03/2018 - 23:04

i vigliacchi delle bierre;mai puniti come avrebbero meritato!

Dordolio

Sab, 17/03/2018 - 04:11

Fu la strategia processuale - molto abile - dei brigatisti che ha consentito loro di cavarsela. Li si è premiati UNICAMENTE perchè hanno ammesso molte cose.... quelle che non potevano negare. Ma MAI hanno aggiunto qualcosa di nuovo. Certi responsabili (come Maccari ad esempio) vennero scoperti solo dopo molti anni dai fatti. Questo ha fatto sì che intorno al Caso Moro ci siano tuttora molti misteri irrisolti. Quando salteranno fuori cose nuove - innegabili - Faranda, Morucci ecc.. diranno che è vero. Ammetteranno l'innegabile. E tutti li loderanno... per il loro contributo alla verità storica...

piardasarda

Sab, 17/03/2018 - 07:59

Porro ha usato per quegli esseri l'appellativo più calzante, vigliacchi psicolabili. Ma i loro complici sono i suoi colleghi, esatto alcuni giornalisti che, per fare il programmino alle ricerca di un po' di audience, li nominano su stampa e media vari. Questi esseri vigliacchi (chiamarli anche belve è un'offesa per la belva animale in se) avrebbero dovuto dimenticarli, destinarli all'obblio assoluto. mai menzionarli esattamente come è stato fatto per i lavoratori, militari, assassinati, veri uomini eroi. Questi giornalisti sono complici corresponsabili, perché sanno che il pazzo che compie un gesto eclatante vuole la stampa e tv, vuole farsi notare; dica: quale è la differenza dai social di oggi?.

INGVDI

Sab, 17/03/2018 - 08:23

Bene Porro. Sporchi, vigliacchi, criminali (segue nome e cognome di tutti i brigatisti rossi), hanno evitato l'ergastolo e ringraziano uno Stato complice e malato (grave) di comunismo.

Ritratto di do-ut-des

do-ut-des

Sab, 17/03/2018 - 08:37

finchè ci chiudiamo in difesa per 90 minuti di gol non se ne fanno, più facile subirne.

Giacinto49

Sab, 17/03/2018 - 08:48

"I brigatisti non avevano alcunché di epico. Erano belve. Vigliacchi. Fanatici alcuni, traditori altri. Psicolabili tutti". Credo che la definizione che più gli si adatti è quella di "prostitute sanguinarie".