Non ci restano che i nonni

Non chiedono uno stipendio, perché fare i nonni non è una professione. Solo che da anni e anni questa Italia spesso senza speranza sopravvive grazie al loro sostegno straordinario. È il welfare che resiste, che ti salva quando non sai più a che santo votarti, che anticipa i soldi per il mutuo, che fa da baby sitter, asilo nido, lavanderia, idraulico, elettricista, casa vacanza, reddito di cittadinanza, insegnante di sostegno, punto di riferimento in un mondo dove tutto va troppo veloce e non c'è tempo per orientarsi o immaginare il futuro. Dicono che una famiglia su tre vada avanti grazie ai nonni. Dicono che il 20% delle spese per i nipoti vengano da loro. C'è anche chi ha provato a calcolare il peso economico dei loro servizi: più di 2000 euro al mese. È un altro stipendio. Il valore dei nonni in realtà non si calcola. È immateriale. Come fai a dare un prezzo a un ricordo o a una carezza? Quanto vale il testimone che ti passano? Non si conta. Se sei fortunato lo metti da parte e lo investi sul tuo futuro quando serve.

Non devi neppure pensarci. È un ricordo che spunta all'improvviso da qualche remoto passato e ti torna utile.

Solo che i nonni in questa stagione sono un po' passati di moda. Non fanno like. Non fanno massa, anche se sono tanti. È per questo forse che il governo Conte-bis, mentre ragiona sulla manovra economica, li ha messi da parte. Non per cattiveria, ma perché i politici affamati solo di presente inseguono il ritornello del momento. Questo è l'autunno dei giovani e così sia. Allora non si accorgono che la manovra economica che stanno disegnando sembra un piano anti-nonni. Il superticket sanitario finirà per colpire soprattutto loro.

Sono più ricchi e più malati. Pazienza. Pagheranno di più.

La lotta al contante serve a sradicare il nero, il sommerso. L'effetto collaterale è colpire i nonni, quelli che per abitudine e ingenuità si fidano ancora dei soldi, quelle maledette banconote con la firma dello Stato che ora lo Stato indica come denaro puzzolente. Saranno alla fine soprattutto i nonni a pagare l'Iva differenziata. Per caso, per disgrazia, perché qualcuno deve pagare. Sono sempre loro quelli delle seconde case, quelli che hanno investito sul mattone. Sono quelli che in fondo devono pagare la loro vecchiaia. Tutto bene. C'è però il rischio che se cadono i nonni a catena si sfaldi il resto. Oggi è la loro festa e sono l'ultimo architrave prima delle macerie. Non buttateli giù.