Dopo gli omicidi nel Vibonese si costituisce Francesco Oliveri

Si è presentato in carcere ieri. È responsabile di due morti e tre feriti in Calabria

Era in fuga da venerdì Francesco Olivieri, responsabile di due omicidi e del tentato omicidio di tre persone tra Nicotera e Limbadi, comuni della provincia Vibonese. Il 31enne si è consegnato la notte scorsa, dopo che la sua automobile era stata trovata bruciata in contrada Colarizzi a Spilinga, a pochi chilometri dal teatro delle sparatorie.

Sotto i colpi di fucile di Olivieri sono morti l'80enne Giuseppina Mollese e il 68enne Michele Valerioti, gravemente ammalato, e sono rimasti feriti Pantaleone Timpano, Pantaleone D'Agostino e l'avvocato Francesco Di Mundo, a cui l'uomo ha sparato addosso mentre si trovavano all'interno di un bar.

Il killer, che si trova ora in carcere a Vibo Valentia, deve rispondere non solo di omicidio e tentato omicidio, ma anche di lesioni aggravate, porto e detenzione illegale di arma da fuoco, danneggiamento e spari in luogo pubblico.

Olivieri era rientrato nel suo paese d'origine da poche settimane, dopo essere stato per un certo periodo in Lombardia, svolgendo lavori saltuari come muratori. Le cronache locali dicono che in passato fosse stato in carcere per avere coltivato marijuana, ma più di recente era finito sotto l'occhio dell'Arma con l'accusa di avere preso parte alla rapina a un cittadino svizzero di 80 anni. Tre giovani avevano portato via l'auto e 70 euro all'uomo, in vacanza nella zona di Nicotera.

Il killer dovrà ora chiarire le ragioni che lo hanno spinto a uccidere, ma da alcune ricostruzioni emerse nei giorni scorsi si pensa possa avere agito per vendetta. L'80enne Giuseppina Mollese era madre di Ignazio Gaglianò, uomo ucciso nel 1997 per motivi di spaccio e che ha sempre accusato dell'omicidio il fratello di Olivieri, Mario, anche lui morto in un agguato alcuni anni dopo. La seconda vittima è imparentata con la famiglia Timpano, che Olivieri voleva sterminare.