Pamela, il legale: “Pena esemplare, senza paura di accuse razzismo”

Lo zio della ragazza teme che il fatto che l’imputato sia di colore possa condizionare il giudizio in sede processuale: “Non vorrei che qualcuno abbia paura di dargli la giusta condanna per non esser tacciato di razzismo”

In un’intervista rilasciata su Adnkronos, Marco Valerio Verni, zio di Pamela Mastropietro nonché legale della famiglia della giovane vittima, chiede la giusta pena per Innocent Oseghale.

Per il pusher nigeriano, accusato di omicidio ed occultamento di cadavere, “ci aspettiamo la massima condanna, scevra da influenze”. Il timore è che le motivazioni che hanno spinto il sindaco Pd Romano Carancini a scegliere di non commemorare l’anniversario della morte di Pamela possano influire anche in sede processuale. “Non vorrei che siccome l'imputato è di colore qualcuno abbia paura di dargli la giusta condanna e di essere tacciato di razzismo. Ci auguriamo la massima condanna, scevra da influenze”.

L’avvocato ha commentato anche il messaggio di scuse letto qualche mese fa in aula dallo stesso Oseghale, che viene etichettato come una semplice “presa in giro”. “Dimostra che non c'è stato neanche un vero pentimento. Non si è reso conto di quello che ha fatto. Perdonarlo? Il fatto accaduto è demoniaco, sarebbe come dire perdonare Satana e da cristiani non potremmo mai perdonare Satana”.

Durante l’intervista, Verni commenta anche il messaggio scritto da Luca Traini dalla sua cella. Il 28enne chiede di ricordare Pamela, “che poteva essere una figlia, sorella, una qualsiasi ragazza normale con delle fragilità! Caduta nelle mani di mostri senza scrupoli…Ricordare perché non accada più”. “Sono belle parole”, commenta il legale. “Sono le parole che ci dicono tante persone quando si rendono conto che al posto di Pamela poteva starci qualsiasi altra persona. Certo, Pamela era lì perché in cerca o perché le avevano promesso sostanze stupefacenti e non tutti sono in quella situazione. Ma le difficoltà che ha avuto Pamela potevano accadere a chiunque”.

Sulle tracce di Dna di un’altra persona rinvenute sulle maniglie del trolley in cui era stato occultato il corpo martoriato delle giovane, Verni non ha dubbi. “(Oseghale) è intimidito, sta coprendo qualcuno”.