Pamela, la perizia smentisce Oseghale: "Non è morta di overdose"

Il procuratore capo di Macerata, Giovanni Giorgio, ha dichiarato che la ragazza non sarebbe morta di overdose, ma per le coltellate inferte al fegato

"Il nostro consulente tossicologico, il professor Rino Froldi, ha escluso categoricamente che Pamela sia morta di overdose. A ucciderla sono state le coltellate al fegato". Innocent Oseghale è in un mare di guai. Dopo avere cambiato più volte versione, il sospetto assassino della 18enne ha comunque negato di avere ucciso Pamela Mastropietro. Secondo il nigeriano, quando è rientrato a casa, Pamela era già morta. Non è così secondo la perizia disposta dalla procura, che ora vuole vederci più chiaro.

"Non sono stato io ad uccidere Pamela. Dovevo chiamare l'ambulanza. Lei si sarebbe salvata e io avrei evitato il carcere. Ma di una cosa sono certo: quando sono rientrato a casa, Pamela era già spirata". Queste le parole di Innocent Oseghale durante l'ultimo interrogatorio. Dichiarazioni smentite dalla perizia del professor Rino Froldi, che ha escluso in modo categorico la morte per overdose della ragazza. A ucciderla, invece, "sono state le coltellate al fegato inferte quando era ancora viva". A sostegno di questa ricostruzione, la procura ha le valutazioni del tossicologo, secondo il quale l'eroina ha fatto in tempo a raggiungere gli organi del corpo, dunque non ci sarebbe stato il classico choc immediato dell'overdose. Inoltre, le lesioni alla testa e al fegato sono infiltrate dal sangue, come ha rilevato il professor Mariano Cingolani, medico legale: vuol dire che il corpo era ancora vitale quando le ha ricevute. "Ma la valutazione tossicologica - ribatte l'avvocato Simone Matraxia, che difende il nigeriano con il collega Umberto Gramenzi -è basata su parametri generali, che forse non erano quelli di Pamela. Inoltre, la presenza di sangue alla lesione al capo è rilevante, ma su quelle al fegato viene definita lieve dal professor Cingolani: ma il fegato è un organo molto vascolarizzato, e quindi avrebbe dovuto esserci una massiccia presenza di sangue, se davvero la ragazza avesse ricevuto quelle lesioni da viva. Su questo depositeremo la relazione del nostro consulente", dice l'avvocato.

Bisognerà vedere poi - si legge sul Resto del Carlino - come sul punto deciderà la procura, che anche su un altro aspetto dissente dalla ricostruzione di Oseghale. Per l'accusa, Oseghale avrebbe violentato Pamela, e l'avrebbe uccisa per non essere scoperto. Invece nel corso del primo interrogatorio, il 20 luglio, Oseghale ha detto di aver avuto un rapporto sessuale consensuale con Pamela vicino ai giardini. Martedì dunque il procuratore capo Giovanni Giorgio, nel secondo interrogatorio, gli ha mostrato i video dei due sottopassi di Fontescodella, e lui ha indicato uno dei due - che ora è chiuso - come quello in cui dovrebbe aver consumato il rapporto con la diciottenne. A Oseghale sono stati chiesti alcuni elementi precisi su quei momenti, per verificare se si trattasse di un'invenzione o meno. E ci sono comunque anche altre indagini in corso, per trovare riscontri o smentite delle sue dichiarazioni. Insomma, il cerchio si chiude sempre di più. Ora la posizione di Innocent Oseghale si fa ancora più complicata, dopo avere confessato ai magistrati di avere "fatto a pezzi Pamela perché il sacco era troppo piccolo".

Commenti

Aegnor

Gio, 02/08/2018 - 15:54

Secondo i buonoidi e i kkkompagni si è accoltellata da sola