Papa Francesco alle famiglie: "Si difende la vita dal concepimento"

Nel giorno in cui si apre in Brasile la settimana delle famiglie, il Pontefice ricorda il valore della fede e della vita

Tornato in Italia da poco più di due settimane, papa Francesco torna a parlare ai cristiani del Brasile, rivolgendosi ai nuclei famigliari nel giorno in cui si apre la Settimana nazionale della famiglia. Il Pontefice - dice Radio Vaticana - ha inviato un messaggio in cui ribadisce l'importanza della "difesa" della vita, che deve iniziare "sin dal grembo materno", in cui i credenti devono riconoscere "un dono di Dio e garanzia del futuro dell'umanità".

Papa Francesco, ricordando "nel cuore le gioie ricevute" durante il suo viaggio in occasione della Giornata mondiale dei giovani, ha incoraggiato i genitori nella "missione nobile ed esigente di essere i primi collaboratori di Dio nell'orientamento fondamentale dell'esistenza e nella garanzia di un buon futuro", spiegando l'importanza di "pratiche comuni di fede nella famiglia, che accompagnino la maturazione della fede e dei figli", un concetto estrapolato dalla Enciclica Lumen Fidei, scritta a quattro mani con papa Benedetto XVI.

Il Santo padre, "di fronte alla cultura dello scarto, che relativizza il valore della vita umana", ha inviato i genitori ha trasmettere "la consapevolezza" dell'importanza della vita e della "cura degli anziani, specialmente dei nonni, che sono la memoria viva di un popolo e trasmettono la saggezza della vita". Le famiglie - ha auspicato papa Bergoglio - possono essere "le più convincenti testimoni della bellezza dell’amore sostenuto e alimentato dalla fede".

Commenti

flashpaul

Lun, 12/08/2013 - 15:45

Ma di difendere i cristiani dagli eccidi compiuti dagli Islamici no?

Ritratto di Luigi.Morettini

Luigi.Morettini

Lun, 12/08/2013 - 16:01

"Si difende la vita dal concepimento". Si, bravo, per poi toglierla per favorire quella di tutti i clandestini che continuano l'assalto alla nostra povera Italia in modo indiscriminato!

Francesca da roma

Lun, 12/08/2013 - 16:02

E difendere gli italiani dall invasione degli immigrati ? Tutti trovano qualcuno Che li difende tranne il popolo Italiano accusato pure dei naufragi dei profughi Che nessuno ha invitato a venire qui

flashpaul

Lun, 12/08/2013 - 16:03

E parlare di contraccezzione e di procreazione consapevole, no?

Ritratto di marforio

marforio

Lun, 12/08/2013 - 16:25

Ecco, ripetilo cada dia, e lascia perdere i mussulmani,vedi cosa si puo fare per ristabilire i valori cristiani.Ma non predicare sempre il porgi l altra guancia.Le crociate ci sono proibite ma rimanere impassibili davanti a questa invasione di beduini , no.´Predica la vita , specialmente qui in questa Europa di merda dove gli assassini hanno piu valore di un feto abortito.

Fracescodel

Lun, 12/08/2013 - 16:30

Aborto e' un diritto della donna! Le balle del feto e' una persona non stanno ne in cielo ne in terra. La donna, insieme all'uomo devono sentirsi pronti per portare al mondo una creatura; se per uno sbaglio si rimane in cinta, deve essere prerogativa inalienabile di questi di decidere se portare a termine la gravidanza o evitare sofferenze future indicibili per tutti. Un'aborto veloce preclude spesso dalla possibilita' di mettere al mondo un essere non amato, in una famiglia non pronta, senza soldi per dargli dignita', e da sofferenze spietate. La Chiesa dovrebbe limitarsi a dirigere gli intenti della gente verso il bene...spiegando che cosa voglia dire "buona intenzione"; in quanto a moralita', non e' giusto che una "setta" religiosa abbia cosi' tanto spazio per imporre le proprie visioni su "quali azioni siano giuste o sbagliate"! L'individuo e' e deve essere sovrano della propria determinazione! Punto! Il Papa' fermi le vergognose guerre fatte da politici e governi traditori...poi potra' avere un minimo di cedibilita'!

Fracescodel

Lun, 12/08/2013 - 16:37

E poi, questa del concepimento e dell'aborto e' una visione che si basa completamente su preconcetti improvabili della fede cristiana. Se invece ogni individuo e' un'anima, ed il feto anch'esso ha un anima...forse la cosa migliore e' che si permetta alle anime di entrare in vita nelle condizione accettabili e dignitose! Forse se si ferma una gravidanza non voluta, l'anima del feto trovera' un'altra occasione migliore! Come ho detto...tutte credenze, quindi non c'e' una base solida per vietare gli aborti, e per quanto mi concerne, fino a che il feto non nasce, fa parte integrante della donna, e con il proprio compagno devono avere sovranita' di decidere cosa fare. La Chiesa come lo Stato non devono imporre restrizioni sulle scelte individuali ma facilitare le scelte dell'individuo; e nessuno puo' provare che il feto sia individuo da proteggere prima della nascita, o che ci sia in esso un'anima conscia.

gneo58

Lun, 12/08/2013 - 18:05

e' difficilissimo capire se, fin dal momento del concepimento, quelle "2 cellule" che si uniscono abbiano gia' scritta nei geni una coscienza, forse un giorno arriveremo a comprendere anche questo, ora siamo troppo indietro, sta di fatto che al momento attuale l'essere umano, anima e corpo, e' tale perché ha alle spalle un vissuto fatto di esperienze, incontri, pensieri, sentimenti ecc ecc. prima e' difficile dire se c'e' qualcosa e se c'e' cosa e'. Comunque sia tra una vita "infelice" e una "non vita", sapendo come potrebbero essere le cose a posteriori io opterei per non nascere. Se poi c'e' veramente uno spirito che "attende" un corpo prima o poi trovera' l'abbinamento giusto. Ognuno agisca secondo coscienza pensando di fare l'unica cosa buona possibile. Nessuno potra' venirci a dire che abbiamo fatto male.

Prameri

Lun, 12/08/2013 - 20:51

A Francescodel. Un embrione formato dall'unione di uno spermio dentro un ovulo femminile è già vivo, come un chicco di grano o un seme che nel grembo della madre terra genera una spiga o un albero. Un chicco non ha diritti: può diventare germoglio o essere macinato e diventare farina. Un embrione è solo all'inizio di una rischiosissima avventura che può portarlo alla nascita come bimbo e alla maturità e vecchiaia, superando disparate situazioni da film drammatici. Ha diritti secondo le antiche tradizioni bibliche cristiane, ma non solo, in genere secondo le interpretazioni morali basate su credo religiosi. Quando la religione è stata sana non è stata imposta. Quando viene imposta la religione è sempre malata. Il Papa è la massima guida del cattolicesimo. A buon diritto continua l'insegnamento ai cattolici (e a chi ha buona volontà di ascoltarlo), adattandosi ai tempi, senza stravolgimenti. La stragrande maggioranza delle donne programma la\le proprie gravidanze. Con uso sistematico di pillole che in tanti anni si sono rivelate utilissime anche per regolarizzare alterazioni e sostituire necessari ormoni, divenuti carenti. Nonostante diffamato e calunniato l'uso delle pillole anche al di là della fertilità è una grande conquista della civiltà. La chiesa che pure le ha guardate con cipiglio per cinquant'anni in realtà non ha mai negato i sacramenti a chi ne ha sempre usufruito. Le donne che lamentano gravidanze indesiderate solo dopo alcuni mesi dall'inizio potrebbero essere gentilmente redarguite per la distrazione. Possono anche essere consigliate. Ma se decidono di non accettare un figlio, nessun uomo, nessuna legge civile può limitare una scelta così grave. La chiesa non può imporre la morale. Anche se ha tutto il diritto di difendere i principi morali e predicarli. Con una gravidanza appena iniziata non esistono grossi problemi pratici. Il ribrezzo che si prova, immagino anche da parte dei medici che praticano l'aborto, è il dover agire su gravidanze molto avanzate. Il guai poi non stanno nell'autodeterminazione della donna, ma nell'ignoranza (ci sono state donne che hanno abortito decine di volte perché dimenticavano di prendere la pillola) e nel tergiversare per nascondere gravidanze di figli avviati con altri uomini diversi dai propri 'compagni'.

Ritratto di xulxul

xulxul

Mar, 13/08/2013 - 09:19

@Francescodel: invece di ripetere sciocchezze come un disco rotto, ha letto l'articolo su "la stampa" del 1° agosto della Gramaglia (non certo papista)? La «maggioranza delle laiche femministe detesta l’aborto con tutto il cuore». E' questo il sunto dell'articolo, al di là delle ideologiche imprecisioni (volute) circa una riduzione degli aborti in forza della legge 194. Gli aborti clandestini sono rimasti talie quali... Vuoi vedere, allora, che anche le pasdaran hanno capito che il concepito è persona umana? Magari leggendo “Before We Are Born: Essentials of Embryology” di K. L. Moore (Saunders 2008). Vede, la donna non ha diritti sulla vita altrui, e un costituzuionalista come Zagrebelsky (non certo un baciapile) ha affermato che l'interruzione di gravidanza non è un diritto. Ancora: la categoria, inventata a tavolino dagli abortisti, "esseri umani non persone" è la classica arrampicata sugli specchi per giustificare una pratica illegittima come la soppressione di vite indifese ed innocenti. In sostanza, gli abortisti fanno proprio il modo di ragionare che fu della corte suprema degli usa che, nel 1857, sancì che i "negri non erano persone, anorma di legge...". Oggi, sempre a norma di legge, ti dicono che è "legittima" l'unione gay. Che donna di facili costumi è il diritto... Altra e dirimente prova della violenza dell'aborto sulla donna, è il dolore, il rimorso, la prostrazione psichica che coglie la donna dopo l'aborto. Con buona pace della Lalli, che ha provato a scrivere un ridicolo pamphlet a sostegno dell'assenza di ogni conseguenza per la donna che vuole sopprimere la vita dentro di lei. Si documenti, signore. Basta anche solo la ragione a comprendere che l'aborto è un crimine. Se poi si ha anche la fede (cattolica), beh, direi che sarebbe l'optimum.