Il padre di Prato contro i giornalisti: "La vita di tre famiglie è a brandelli"

Delitto Varani, il padre del killer Marco Prato rompe il silenzio con una lunga lettere pubblicata sul suo blog

"Care Amiche ed Amici, voglio ringraziarvi pubblicamente per i tanti, tanti messaggi che mi avete mandato, esprimendo vicinanza, affetto, dolore, condivisione per questa tragedia che ha colpito la mia famiglia, i miei parenti. La vita riserva molte sorprese, alcune liete, altre no. Entrambe la connotano, la segnano, le danno colore, forma, sostanza". Ledo Prato, il padre di Marco Prato, arrestato insieme a Manuel Foffo per l'omicidio di Luca Varani, parla per la prima volta dopo il delito Varani e lo fa con una lettera sul suo blog: "In questi giorni in cui la stampa ha fatto a brandelli la vita di tre famiglie colpite, ciascuna in modo drammaticamente diverso, si sono letti giudizi sommari, verità parziali o di comodo, usate espressioni dei tempi più bui della vita civile". Così Ledo Prato, padre di Marco, il ragazzo arrestato assieme a Manuel Foffo per il massacro del Collatino. "In questi lunghi anni a tanti ho cercato di trasmettere speranza, coraggio, fiducia, di costruire bellezza, di preservare i valori fondamentali della vita, di credere nel buon futuro - scrive in un post pubblicato sul suo blog - Qualche volta ci sono riuscito, altre no, come dimostra questa tragedia".

Prato, laureato in giurisprudenza e poi in Tecniche dell'opinione pubblica, ha fondato, nel 1990 insieme a Ovidio Jacorossi e Giuseppe De Rita, l'Associazione Mecenate 90 di cui è Segretario generale. Negli anni, si legge sul profilo del blog, ha fondato altre Associazioni e Fondazioni, collegate con Mecenate 90, per allargare gli ambiti delle attività possibili nel settore dei beni e delle attività culturali. Il padre di Marco poi cita il brano del Vangelo sul fico che non dà frutti e che nonostante tutto si decide di non tagliarlo "Mi sovviene un brano del Vangelo di qualche settimana fa - continua Ledo Prato -Il protagonista è un fico che non dà frutti e, per questo, si propone di tagliarlo. Ma poi si decide diversamente, si zappa intorno, si innaffia e si stabilisce un tempo: se entro tre anni non darà frutti, sarà tagliato. Non è solo un atto di misericordia, è un atto di saggezza che suggerisce prudenza, pazienza perchè i tempi della ricerca della verità non sono brevi e la giustizia umana ha limiti profondi. Sono quelli che lasciano spazio al perdono che, seppure non cancelli la colpa, preserva la possibilità per le persone, tutte le persone, di non ergersi a giudici esclusivi e onnipotenti"

Commenti

ORCHIDEABLU

Ven, 11/03/2016 - 12:47

FATELI LAVORARE I GIOVANI E NON STUDIARE PER TROPPIANNI,SI FORMANO E MATURANO MEGLIO.I 2 ASSASSINI SI ANNOIAVANO PERCHE' FISICAMENTE RIPOSATI,STUDIARE NON E' FATICOSO COME LAVORARE,ECCO PERCHE' CERCANO SEMPRE NUOVE ESPERIENZE ANCHE FUORI DALLA REALTA'.ERGASTOLO E NESSUNA PIETA' PER QUESTI 2 IDIOTI.

maricap

Ven, 11/03/2016 - 12:56

Uomo, ma vedi de annà a fare in ...... Il tuo bel dire è solo pro domo tua. Infatti se quel fico, fosse stato tagliato a tempo debito, non avrebbe procurato il disastro. Gente de merd, che dedica la propria vita alla droga , dovrebbe essere portata su di un'isola carcere, e fatta lavorare per il proprio mantenimento, senza se e senza ma, quindi con la certezza, che da li si esce vivi, solo se disintossicati. Tutto il resto... è noia.

Giorgio5819

Ven, 11/03/2016 - 13:55

Qualcuno spieghi a questo fenomeno che suo figlio ha fatto a brandelli un essere umano per il gusto di " vedere che effetto fa", che suo figlio era strafatto di droga, alcol e sesso omo, che ha ordito e agito in squadra con un suo simile,... E pensi ai suoi errori, non ai giornalisti.

tiromancino

Ven, 11/03/2016 - 18:03

A brandelli c'è solo un corpo,cazzo!