Pedofilia, 10 arresti e 48 indagati: nei pc foto di Yara Gambirasio

Potrebbe riaprirsi il caso di Yara Gambirasio, la 13enne di Brembrate uccisa nel 2011 e per il cui omicidio è stato condannato in secondo grado Massimo Bossetti

L'inchiesta "Black shadow" della polizia postale del Trentino Alto Adige ha scovato una vasta rete di presunti pedofili. Sul computer di uno di questi ci sono circa quaranta pagine su Yara Gambirasio.

Le indagine condotte dalla polizia postale del Trentino Alto Adige, che hanno portato all'arresto di dieci presunti pedofili, più 48 indagati, potrebbe riaprire il caso di Yara Gambirasio, la 13enne di Brembate uccisa nel 2011 e per il cui omicidio è stato condannato in secondo grado Massimo Bossetti, che però si è sempre dichiarato innocente. Nel computer di uno degli arrestati nell'inchiesta "Black shadow" è stato trovato diverso materiale riguardante la ragazza.

Il 53enne di Rimini costudiva circa quaranta pagine su Yara, una sorta di dossier con fotografie accanto a preghiere blasfeme e filastrocche. Secondo i giornali locali, si tratterebbe di un impiegato di 53 anni, sul cui pc sono state trovate delle fotografie e dei video raccapriccianti. Ma non è tutto. L'uomo era anche in possesso di un manuale sulla "pedomessa", una specie di rituale dove alle espressioni sacre vengono sostituite parole blasfeme e oscene. Ora l'uomo è in carcere.

Commenti

il sorpasso

Lun, 16/10/2017 - 17:56

Da sempre credo nell'innocenza di Massimo Bossetti.

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Elvissso

Lun, 16/10/2017 - 18:56

Non si riapre niente, hanno detto che il dna è suo, a dispetto delle regole per cui dovrebbe essere ripetibile e con gli avvocati presenti.Bossetti è la vittima predestinata,l'assassino/a della ragazza è ancora libero/a.Anch'io credo nell'innocenza di Massimo Bossetti.

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stufo

Lun, 16/10/2017 - 18:57

Mah, il Bossetti, purtroppo, ha in famiglia personaggi un po' pittoreschi che non hanno aiutato molto la sua figura. Resta che, cribbio, in Italia, dal caso Girolimoni passando per il caso Montesi e Fenaroli-Ghiani, c'è sempre stato un casino immenso e condanne dubbie.

Martinico

Lun, 16/10/2017 - 19:09

Troppo precipitosa il giudizio sul Bossetti. Precipitosa e comodo. Necessiterebbe un atto di umiltà dell'autorità giudiziaria per resettare il tutto e rivedere tutte le posizioni senza l'inquinamento popolare e mediatico.

Ritratto di robocop2000

robocop2000

Lun, 16/10/2017 - 19:26

@ il sorpasso DA SEMPRE CREDI ALLA BEFANA !!! AL ROGO BOSSETTI PEDOFILO ASSASSINOE TUTTI GLI SKIFOSI PEDOFILI DEL MONDO !!!

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Lun, 16/10/2017 - 21:11

Troppe cose non tornano. Certo che se Bossetti fosse innocente...

Ritratto di stock47

Anonimo (non verificato)

Ritratto di stock47

stock47

Lun, 16/10/2017 - 23:36

Il furgone apparso nel famoso video che quella tragica sera del 26 novembre 2010 girava intorno alla palestra alla spasmodica ricerca della vittima è stato dimostrato non essere quello del muratore. Il “mostro” creato dai media non esisteva ed il video era stato commissionato e montato ad arte per condizionare l'opinione pubblica. Questo è stato dichiarato sotto giuramento in aula dal comandante dei RIS, il Colonnello Giampietro Lago.

Ritratto di stock47

stock47

Lun, 16/10/2017 - 23:37

La cella telefonica di Mapello “Via Natta – Settore 3” che avrebbe inchiodato Massimo Bossetti sul luogo del delitto è la stessa che lui aggancia da casa sua e, secondo la sua ricostruzione, quella sera alle 18.30 (orario della scomparsa di Yara) lui avrebbe dovuto già essere a casa. L'aggancio del suo cellulare a tale cella conferma, quindi, la sua presunta presenza in casa e non può ovviamente essere usata come prova di colpevolezza. Vodafone, inoltre, ha confermato che il suo cellulare non venne mai spento. Semplicemente non agganciò altre celle perché quella sera Massimo Bossetti non si mosse di casa.

Ritratto di stock47

stock47

Lun, 16/10/2017 - 23:38

Le famose ricerche pedo-pornografiche sul computer di casa Bossetti non sono mai esistite (come ha confermato il Tenente Colonnello Michele Lo Russo) ed è stato dimostrato il suo computer non contenesse alcun file di tipo pornografico. Bossetti non può essere, di conseguenza, considerato un “pedofilo ossessionato dal sesso” come ci hanno voluto far credere e mai avrebbe potuto trovare interesse per una ragazzina. Come tutte le persone che lo hanno conosciuto e frequentato hanno confermato. Questo delitto, quindi, non avrebbe alcun movente sessuale come ci hanno voluto far credere.

Ritratto di stock47

stock47

Lun, 16/10/2017 - 23:39

Le fibre tessili rinvenute sugli abiti della povera Yara sono state denominate “forse compatibili” con quelli del furgone del muratore. Ma non ci hanno chiaramente spiegato che tale compatibilità è ugualmente estesa a migliaia di altri modelli e vetture e che sul furgone del sig. Bossetti non è stata rinvenuta la benché minima traccia del passaggio della ragazza.

Ritratto di stock47

stock47

Lun, 16/10/2017 - 23:41

Il campo di Chignolo d'Isola dove il 26 febbraio 2011 è stata ritrovata la povera Yara ha dimensioni limitate ed è adiacente ad una zona di passaggio di persone sia a piedi che in macchina. L'erba che lo ricopriva, seppure incolta, non era così folta e alta da poter occultare totalmente un corpo. Decine di testimoni che erano soliti passare in prossimità del campo (anche con i propri cani) sostengono di non aver mai visto il cadavere come anche i volontari che lo hanno perlustrato e gli elicotteristi che lo hanno sorvolato. Come può il corpo della povera ragazza essere rimasto tre mesi in quel luogo per nulla isolato e sotto gli occhi di tutti, senza che nessuno si accorgesse?

Ritratto di stock47

stock47

Lun, 16/10/2017 - 23:45

I più esperti genetisti al mondo hanno chiaramente espresso il concreto dubbio che tale traccia biologica possa aver davvero resistito 3 lunghi mesi sotto pioggia e neve, hanno sottolineato la "surreale" assenza di DNA mitocondriale e, di conseguenza, hanno sollevato il concreto sospetto che molto difficilmente quel tipo di DNA potesse essere ricondotto al vero responsabile del delitto bensì essere frutto di un probabilissimo depistaggio da parte di ignoti, considerando la facilità con la quale è possibile contaminare con saliva, sangue o sudore altrui un indumento trasportato per tre mesi.

Ritratto di stock47

stock47

Lun, 16/10/2017 - 23:46

Massimo Bossetti non conosceva la vittima e nessun contatto telefonico è mai stato registrato fra i due. Perché una ragazzina responsabile e riservata come Yara avrebbe dovuto accettare un passaggio sul furgone di uno sconosciuto a pochi metri da casa? Come avrebbe potuto un uomo minuto come il muratore aggredirla nella illuminata, frequentata e abitata via Morlotti a Brembate, all'ora di punta serale, senza che nessuno se ne accorgesse? Come avrebbe potuto guidare da solo fino al campo di Chignolo d'Isola forzando la ragazza sull'abitacolo del suo furgone? Per quale motivo avrebbe dovuto abbandonarla viva sul campo, rischiando di venire inesorabilmente denunciato il giorno successivo? Ma soprattutto, perché avrebbe dovuto farlo?