"La stessa me...?". L'intercettazione di Nicosia su Falcone e Borsellino

Nell'intercettazione fatta al collaboratore parlamentare Antonello Nicosia emergono perole forti verso i giudici Falcone e Borsellino e sull'intestazione dell'aeroporto di Palermo che riporta i loro nomi

È un audio dai contenuti molto forti quello rilevato nell’ambito dell’intercettazione eseguita su Antonello Nicosia, il collaboratore parlamentare 48enne fermato questa mattina a Sciacca insieme ad altre quattro persone nell’ambito dell’operazione antimafia “Passpartou”. Un dialogo incentrato sui giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e sul loro nome all’aeroporto di Palermo.

Questo quanto emerge in una sua conversazione dove esordisce con “Welcome to Palermo … All’aeroporto bisogna cambiare nome”.

All’affermazione qualcuno in sua compagnia gli chiede perché vuole un’intestazione diversa e lui risponde: “Ma perché dobbiamo spiegare chi sono? Perché dobbiamo rimestare sempre la stessa mer***? Sono vittime di che cosa? Incidente sul lavoro?”. In quest’ultima affermazione fa seguito una grassa risata.

La conversazione prosegue ancora e non vengono risparmiate altre ironie sulla memoria di Falcone e Borsellino con riferimento sempre al nome dell’aeroporto: “Perché non lo chiamavano Luigi Pirandello o Leonardo Sciascia visto che gli altri si chiamano Leonardo da Vinci o Marco Polo eh? E che ca** va! E che minc*** è!”.

A queste affermazioni Nicosia da pure una giustificazione: “Falcone e Borsellino … e alla gente uno gli deve raccontare, sa Falcone e Borsellino sono due magistrati uccisi dalla mafia, uno con una bomba in via D’Amelio e uno con la bomba in autostrada … Ora andiamo a Palermo e vi faccio vedere dov’è saltata l’autostrada”.