Perché il ritorno di Ratzinger fa paura alla Chiesa progressista

Le diciotto pagine di Joseph Ratzinger hanno sollevato un polverone. I motivi dello spavento di una Chiesa progressista, che ha già rivalutato il 68'

Joseph Ratzinger è tornato a parlare. Lo ha fatto, con la complessità argomentativa che lo contraddistingue, attaccando alcune conseguenze derivanti dall'importazione nella Chiesa cattolica delle istanze del 1968'. Un fenomeno che, stando alle diciotto pagine che ha scritto, ha interessato pure seminari e ambienti ecclesiastici. Ma alcuni cattolici - i tradizionalisti direbbero "progressisti" - non hanno reagito in maniera positiva. Si va dal teologo Andrea Grillo, che ha parlato di "appunti confusi" alla giornalista Stefania Falasca, che ha twittato ricordando come un "vescovo emerito" non debba "interferire in nulla nella guida della diocesi...". C'è persino chi, come il gesuita e teologo Michael Amaladoss, ha specificato come la "reazione migliore" consista nell'ignorare quanto scritto da Benedetto XVI. Lo si può apprendere su Settimana News. Potremmo procedere con una vasta elencazione, ma i pochi casi segnalati sembrano sufficienti a dimostrare l'esistenza di una certa insofferenza.

Il papa emerito non ha affatto attaccato il suo successore. Non ha neppure messo in discussione la bontà del Concilio Vaticano II, che da riformatore ha contribuito a sviluppare. Joseph Ratzinger ha anche eccepito, in principio, di aver informato papa Francesco e la segreteria di Stato della mossa che stava per fare. Forse - questo è un punto discusso - Jorge Mario Bergoglio e il cardinale Pietro Parolin non hanno ricevuto le riflessioni del teologo tedesco prima che venissero pubblicate. La querelle teologica - dottrinale, che almeno per ora non riguarda le alte sfere vaticane, tocca evidentemente un punto sensibile. Il sessantottismo, nella visione di Benedetto XVI, occupa un posto di rilievo in termini di disastro antropologico - esistenziale. Nell'analisi ratzingeriana, non possono essere rintracciati giudizi positivi sugli anni della contestazione. C'è un chiaro "no", invece, alla laicizzazione dei costumi e della gestione delle cose ecclesiastiche. Non rileva, com'era invece per il cardinal Martini, il fatto che il 68' abbia fatto da "pungolo" per il novecento. Non c'è - ovviamente - neppure una rivalutazione del pensiero marxista, che è invece stata operata in tempi non sospetti dal cardinal Reinhard Marx. L'antimaterialismo e la lotta al relativismo accompagnano Ratzinger in ogni riga della sua riflessione. Nelle diciotto pagine di Benedetto XVI non è riscontrabile un' elegia celebrativa di quegli anni, com'è stato invece possibile, in passato, pure per ambienti culturali prossimi alla Santa Sede.

Qualcosa vuole che l'emerito risulti quasi più incisivo adesso, da rinunciatario, rispetto agli anni di pontificato. Ogni volta che Benedetto XVI dice la sua, alcuni ambienti lo attaccano. Il fuoco, a volte, è persino "amico". La sensazione è che la frangia più progressista della Chiesa cattolica abbia intenzione di traghettare il cattolicesimo nella direzione opposta a quella che Joseph Ratzinger ha indicato da prefetto della Congregazione della fede prima, da papa poi e adesso per mezzo di queste sue brevi, ma inappellabili, comparizioni. Alla Chiesa che guarda con favore al 68', Ratzinger non può stare simpatico. Ma questa - a pensarci bene - non è una novità. Per fortuna che è stato lo stesso Papa Francesco - agli inizi del 2018 - a constatare come la corsa del sessantottismo ai "nuovi diritti" abbia prodotto degli effetti negativi e paradossali.

Commenti

fisis

Sab, 13/04/2019 - 14:36

Una Chiesa che rincorre il "moderno" e le mode è destinata - a media scadenza - a soccombere e rimanere schiacciata in Occidente dal laicismo imperante e sempre più pervasivo. A lunga scadenza, essa sarà allora essere soppiantata dall'islamizzazione crescente.

Ritratto di No_sinistri

No_sinistri

Sab, 13/04/2019 - 14:37

Il kompagno Bergoglio e l'anti-papa...

fisis

Sab, 13/04/2019 - 14:38

Una Chiesa che rincorre il "moderno" e le mode è destinata - a media scadenza - a soccombere e rimanere schiacciata in Occidente dal laicismo imperante e sempre più pervasivo. a lunga scadenza, sarà allora soppiantata dall'islamizzazione crescente.

Klotz1960

Sab, 13/04/2019 - 15:08

Che il presunto teologo Grillo si vergogni.! L'analisi di Ratzinger puo' ovviamente essere integralmente rifiutata, ma resta lucida e profonda. Presentarla come "appunti confusi" e' veramente un insulto del tutto gratuito, e certamente non cristiano.

APPARENZINGANNA

Sab, 13/04/2019 - 15:10

Il problema della Chiesa oggi non è tanto il 68 o il progressismo, è la deviazione dalla Fede Cattolica: ne è emblema un papa che stenta a chinarsi o non si inchina davanti all'Eucarestia e poi si prostra a baciare le scarpe ai leaders del Sud Sudan.

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Sab, 13/04/2019 - 15:30

La Chiesa ha bisogno di povertà, per depurarsi e sviluppare una pastorale cristiana e anti-Mammona. Perciò bisogna toglierle lo Stato Vaticano, rompendo unilateralmente i Patti lateranensi. Tanta incrostazione marxista si dissolverebbe come per miracolo. La Chiesa dunque sposi la povertà.

lonesomewolf

Sab, 13/04/2019 - 15:53

BENEDETTO, SEI LA VOCE DI DIO. CACCIATE L'ANTICRISTO!!!

giancristi

Sab, 13/04/2019 - 16:02

Lo "spirito dei tempi" non può essere l'ispirazione della Chiesa,. Ci sono valori non negoziabili! La morale è uno di questi!

Totonno58

Sab, 13/04/2019 - 16:13

Chiacchiere da ombrellone in bassa stagione

FlorianGayer

Sab, 13/04/2019 - 16:17

Il Concilio Vaticano si chiude nel 1965, è difficile che abbia risentito del 1968. Nè il Concilio vaticano II, nè Papa Bergoglio hanno modificato i peccati riconosciuti dalla Chiesa. Tutto si risolve in un'attenzione al peccatore, che rimane comunque tale. Ciò è nella scia del messaggio di Gesù Cristo, che perdona i peccatori ma non abolisce i peccati. La critica di Ratzinger si rivolge a chi ha voluto modificare arbitrariamente il concetto di peccato, cosa che non può essere minimamente imputata a Bergoglio. Stravolgere la verità per i propri fini è un peccato piuttosto grave

Ritratto di malatesta

malatesta

Sab, 13/04/2019 - 16:43

Bergoglio tende ad una Chiesa Mondiale, madre di tutte le religioni dove LUI ne e' il capo supremo ..di Gesu'( di cui ha detto anche che era un po' scemo) , della Madonna e di tutti i Santi non gli interessa piu' di tanto .Cio' che conta ora per lui e' una Chiesa mondiale "GLOBALIZZATA"....un progetto folle e pericoloso che mirerebbe a una specie di Torre di Babele universale ,dove in breve tempo le lingue saranno confuse e incomprensibili l'uno all'altro...Un vero Diavolo!

Ritratto di babbone

babbone

Sab, 13/04/2019 - 16:45

Paura èèèèèèèèèè!

VittorioMar

Sab, 13/04/2019 - 17:01

...W BENEDETTO XVI° VERO E UNICO PAPA RICONOSCIUTO DAI CATTOLICI ...ANCORA LUCIDO e in PIENO POSSESSO DELLE PROPRIE FACOLTA' MENTALI ...INFUSE DALLO ..."SPIRITO SANTO" !!!

lappola

Sab, 13/04/2019 - 17:03

Che declino !!! siamo partiti con : “ Se mi sbaglio mi corriggerete ” siamo passati a " andava meglio quando andava peggio " e ci troviamo oggi a dire " dalla padella nella brace "

venco

Sab, 13/04/2019 - 17:43

La Chiesa progressista è eretica, perche si piega e si adatta alle mode del momento.

yorick

Dom, 14/04/2019 - 02:20

Io sono,come dire, agnostico..un po' di qua e un po' di là.Ma per il credente esiste Dio ed esiste il Demonio. Paolo VI,intellettuale di grande finezza forse pari a Benedetto XVI,aveva già parlato del'fumo di Satana'.E' una nostra fortuna che il Magistero del Papa Emerito si sia fatto nuovamente sentire chiaro e forte.Dapprincipio in Italia non è stato amato nè capito, ma ora, anche i laici, ne sentono la bruciante mancanza quale galantuomo,uomo di inattaccabile scienza teologica e Vicario di Dio in Terra.Speriamo di avere ancora indicazioni dal Suo insegnamento.Persino in Germania, nella sua Patria,ci sono stati dei Cardinali e dei Vescovi cialtroni e manigoldi che si sono rifiutati di stringergli la mano.Non importa,non solo sarà la Storia a giudicarlo ma già adesso l'amore inopinabilmente conquistato del Suo popolo e il rispetto che anche i laici non politicizzati gli prestano ne danno già la cristallina evidenza.