Perugina dismette le "Rossana". Spagnoli: "Nestlé uccide la nostra storia"

La Nestlé annuncia un piano di investimenti da 60 milioni. Non ci saranno però risprse per una delle caramelle più famose d'Italia. Molti attaccano la scelta di far scomparire il marchio "Rossana". Ma Nestlè precisa: "Lo storico marchio non morirà"

Alzi la mano chi non ha mangiato almeno una volta, a casa della nonna, una caramella "Rossana". Dura fuori e morbida dentro. Ebbene, dopo 90 anni dalla sua nascita, la caramella più famosa d'Italia verrà "dismessa". La Nestlé, il colosso svizzero che dagli anni '80 guida la Perugina, ha deciso infatti di non investire più in questo dolce pezzo di storia italiana. E quindi è probabile che ne vedremo presto la fine.

Oggi in Confindustria si sono incontrati una delegazione della Nestlè, guidata da Leo Wencel (capo mercato Italia), la presidente della Regione Catiuscia Marini (Pd) e i sindacati della Rsu. Si parlava di investimenti. Nella nota diffusa dalla multinazionale svizzera si fa presente che ora la Perugina "si focalizzerà sulla produzione del cioccolato di eccellenza: al cuore di questa strategia saranno i Baci Perugina, una delle praline di maggior successo in Italia che ha ora l'ambizioso ma realistico obiettivo di diventare una pralina di riferimento per i consumatori di tutto il mondo". Si parla di 60 milioni di euro nei prossimi tre anni "per rafforzare il grande marchio Perugina in Italia e all'estero". Niente spazio, dunque, per le caramelle. "Noi lo scriviamo dal 2014 - dice per telefono a ilGiornale.it Carla Spagnoli, pronipote dell'inventrice del "Bacio" - dover dire che avevo ragione mi fa male. La Nestlé non aveva e non ha nessuna intenzione di investire nei prodotti storici della Perugina. E i sindacati hanno le loro colpe: gli hanno fatto fare quello che volevano".

Diverse le reazioni di politica e lavoratori. La governatrice Pd parla di un piano industriale con "luci ed ombre", i sindacati si dicono dispiaciuti per l'assenza di investimenti nella Rossana, ma sono più o meno soddisfatti. Chi però ha vissuto e chi vive l'azienda crede non sia sufficiente. Anzi. Nel capoluogo umbro il malumore intorno alle sorti della Perugina è forte. "Da qualche tempo l'azienda sta avendo un periodo di forte crisi - confida a ilGiornale.it una dipendente dell'amministrazione, che chiede di rimanere anonima - una volta davamo lavoro a 10mila persone, indotto compreso. Ora tutto si è ridotto".

La Perugina nasce nel 1907 e nel tempo diventa il marchio d'eccellenza del cioccolato italiano, guidato dalle famiglie Spagnoli e Buitoni. Nel 1988 viene acquistata dalla Nestlé, dopo un breve passaggio nelle mani di Carlo De Benedetti. A sentire ex dipendenti, Carla Spagnoli e la fonte interna, i problemi iniziano proprio in quel momento: "Tutto cambia quando è stato deciso di spostare la sede principale a Milano". Così anno dopo anno "la dismissione del 'mondo Perugina' è andata avanti inesorabilmente". "Prima hanno lasciato morire commercialmente cioccolatini come la 'banana' e la 'ciliegia' - afferma amareggiata Carla Spagnoli - ora smettono di investire sulla 'Rossana'". "La loro ottica - aggiunge la dipendente - è quella di commercializzare un solo prodotto forte, come il Bacio. Per questo investono solo su quello. Ma la ricchezza della Perugina è sempre stata la diversificazione, l'innovazione, la bellezza delle confezioni sempre diverse per ogni festa".

Per questi motivi la Nesltè si focalizzerà prevalentemente sul "Bacio". Una legittima scelta produttiva. "Ma il cioccolatino esiste dal 1922 - conclude la dipendente - La Perugina invece dal 1909. Non si può vivere con un solo marchio. Ora cosa proponiamo? Le strategie della Nestlé (export e unico marchio “Bacio”) collimano con le specificità della Perugina". Senza contare che i livelli produttivi, anche del comparto cioccolata, si sono ridotti enormemente. Movimento Cinque Stelle e gli interessati hanno più volte lamentato l'assenza di adeguata pubblicità della Perugina. "E’ bastato che la Rossana fosse presente nel film "La Giovinezza" di Paolo Sorrentino - racconta Carla Spagnoli - che un giapponese ne ha comprati 36 chili. Questa caramella è sempre stata nel cuore degli italiani, sarebbe bastata un po' di promozione in più. La Nestlé sta uccidendo la nostra storia".

Forse pian piano diremo addio alle "Rossana" e dovremo accontentarci del solo "Bacio". Non è poco, certo. Eppure la fiction Rai su Luisa Spagnoli dovrebbe aver insegnato quanto fossero importanti i prodotti che inventava. Tutti, senza distinzioni.

La precisazione di Nestlé

"Lo storico marchio di caramelle Rossana non morirà", precisa Nestlè in un comunicato. "Il 2 marzo scorso, Nestlé ha annunciato un piano di sviluppo per Perugina da oltre 60 milioni di euro destinato a rafforzare la posizione di questo storico marchio in Italia e all’estero e allo stesso tempo ammodernare lo stabilimento di San Sisto . La scelta strategica è quella di investire sul cioccolato di eccellenza Perugina sia in termini di sviluppo commerciale, sia di necessario ammodernamento delle linee produttive". "Al cuore di questa strategia - si legge ancora nel comunicato - ci saranno i Baci Perugina, una delle praline di maggior successo in Italia che oggi ha l’ambizioso obiettivo di diventare una delle praline di riferimento dei consumatori di tutto il mondo. Il piano implica, per il segmento delle caramelle che non rientrano più nel portafoglio di prodotti strategici del gruppo (hanno una quota di mercato inferiore al 2%), la ricerca di soluzioni idonee alla valorizzazione del marchio, anche esplorando l’eventuale interesse di operatori specializzati del settore".

Commenti

Jimisong007

Mer, 02/03/2016 - 22:18

Non compro più prodotto Nestlè

Klotz1960

Mer, 02/03/2016 - 22:43

Francamente le caramelle Rossana mi hanno sempre fatto schifo fin quando ero piccolo ed in termini di Made in Italy, sono del tutto irrilevanti. Non le trovi fuori dall'Italia nemmeno se paghi oro.Articolo veramente patetico. Ora magari date la colpa a Renzi anche di questo, cosi' si sganascia dalle risate, vi ridicolizza, e si difende meglio da ben altre colpe.

BiBi39

Gio, 03/03/2016 - 00:28

La storia imprenditoriale italiana e' stata uccisa con le vendite delle aziende agli stranieri

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Dobermann

Gio, 03/03/2016 - 06:55

Complimenti, un altro passo verso il baratro. Una volta c'era una Nazione, una Patria che, nonostante tanti difetti, riusciva a mettere sul piatto intelligenza, organizzazione, capacità imprenditoriale. Ma si, si arrivi al più presto al capolinea.

Duka

Gio, 03/03/2016 - 06:57

Il BULLO sarà entusiasta anche di questo risultato che non è il solo da quando c'è questo governo. I migliori marchi italiani se ne sono andati eppure pare nessuno al governo ed ancora più su se ne preoccupi. Che paese di idioti!!!!

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Longo61

Gio, 03/03/2016 - 07:54

E' la solita storia Italiana che si ripete........come dare torto alla Nestle' che cerca solamente un modello profittevole di business.......se la Signora Spagnoli crede ancora nel brand "Rosanna" si faccia avanti rischiando del proprio nel progetto.......penso che Nestle sia ben propensa a cederlo, come lo ha acquistato nel 1988........altrimenti non rompa troppo i cogl. e lasci che le strategie aziendali siano portate avanti da chi effettivamente investe.

giovanni951

Gio, 03/03/2016 - 09:00

peccato....erano buonissime. Mi rifaró col cioccolato che é molto buono. Quello svizzero lo lascio a loro.

Giacinto49

Gio, 03/03/2016 - 09:45

"Tutto cambia quando è stato deciso di spostare la sede principale a Milano". Tutto cambia quando rinunci alla conduzione familiare!

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Goldglimmer

Gio, 03/03/2016 - 09:50

La mie praline preferite erano "Castagne di bosco" avevano un sapore indimenticabile ....poi sparite anche loro negli anni 80. Non ho capito perchè ogni volta che un'azienda italiana viene venduta a colossi internazionali il governo di turno se ne vanta. Poi vediamo a cosa portano queste "fusioni" ... alla Nestlè importavano soltanto i baci

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Sampras

Gio, 03/03/2016 - 10:37

Chi e' causa del suo mal pianga se stesso. Dobermann perche' non investi nel marchio invece di blaterare? Caccia il grano.

luigi.muzzi

Gio, 03/03/2016 - 14:16

italiani zitti e in fila a pagare i bollettini !