Pochi controlli e meno tasse: così i negozi stranieri battono la concorrenza italiana

Siamo stati a Tor Bella Monaca, il quartiere alla periferia di Roma, dove la settimana scorsa l'estrema destra ha lanciato una campagna per boicottare i negozi stranieri

Roma - Qui a Tor Bella Monaca, sono davvero pochi i commercianti che hanno voglia di parlare con i giornalisti, dopo che la settimana scorsa alcuni negozi gestiti da cittadini extracomunitari sono stati marchiati con dei cartelli, firmati dal movimento di estrema destra, Azione Frontale, che invitavano al boicottaggio delle attività commerciali straniere. In questa periferia romana, dove vivono moltissimi stranieri e dove l’indice di disagio sociale è il più alto della Capitale, si respira un'aria di omertà. Solo in pochi vogliono commentare l’accaduto. “Non so perché hanno lasciato questo cartello sul mio negozio, io non ho problemi con nessuno”, dice Almamun, cittadino del Bangladesh, che dal 2013 è titolare della macelleria rumena, Carni Transilvania. Qui i prezzi sono molto più bassi rispetto alle macellerie italiane. “La carne è buona, vengono anche gli italiani a comprarla, non mi interessa guadagnare di più, vivono loro e vivo io”, ci spiega. Molti negozianti del quartiere, però, sono convinti che le attività gestite dagli stranieri facciano "concorrenza sleale" agli esercizi italiani.

Pochi controlli e nessuna sanzione: così si moltiplicano le irregolarità

A raccogliere le loro lamentele e ad approfondire la questione in municipio è stato Nicola Franco, consigliere circoscrizionale di Fratelli d’Italia. Lo incontriamo nella sede del VI Municipio, dove ci spiega perché molti dei negozi stranieri nel quartiere non rispettano alcune regole che invece la concorrenza italiana è tenuta ad osservare. “Complice la carenza di organico e la vastità del territorio, gli agenti della Polizia Locale riescono a fare soltanto dei controlli a campione su queste attività e il risultato è che moltissimi non vengono controllati”, ci dice il consigliere. “Anche quando vengono accertate delle irregolarità, però, è difficile che queste attività si mettano in regola”, continua. Nei mesi scorsi, infatti, la Polizia Locale ha effettuato controlli su una cinquantina di negozi gestiti da stranieri, ai quali sono state notificate numerose sanzioni amministrative per diversi reati, come l’occupazione abusiva di suolo pubblico. Ma il problema, chiarisce il consigliere municipale, “è che, a differenza dei cittadini italiani, gli stranieri non hanno niente da perdere, quindi di solito non pagano le sanzioni e ripetono il reato”. Inoltre, secondo Franco, “i vigili possono fare anche più di un verbale o disporre la chiusura temporanea del negozio, ma non possono far cessare l’attività”. Le irregolarità, insomma, restano e non vengono sanate. Secondo il consigliere, inoltre, le violazioni non sarebbero soltanto di carattere amministrativo. “Ci sono casi di racket e usura, come quello dei mini-market gestiti da cittadini del Bangladesh, costretti a pagare un interesse mensile ai connazionali che gli hanno fatto credito per aprire l’attività, finché non riescono a restituire la somma in un’unica soluzione”, ci spiega, “se non riescono a restituire i soldi vengono cacciati via e l’attività passa di mano”. Oppure, continua il consigliere, “c’è l’esempio degli autolavaggi a mano gestiti da cittadini originari del Nord Africa, che spesso impiegano minorenni e che non rispettano le norme per lo smaltimento di fanghi e oli, scaricandoli nelle acque chiare e inquinando l’ambiente”.

Meno tasse e prezzi stracciati: le attività straniere non conoscono crisi

Secondo i dati della Camera di Commercio di Roma, le imprese straniere nella Capitale sono circa 90mila. Di queste, 25mila sono quelle che si occupano di commercio all’ingrosso e al dettaglio, gestite principalmente da bengalesi, cinesi, egiziani e marocchini. Su dieci nuove attività che aprono a Roma, inoltre, secondo i dati pubblicati lo scorso marzo da Il Messaggero, tre non sono italiane. Ma perché, a differenza degli esercizi commerciali gestiti dagli italiani, le attività straniere non conoscono la crisi? “Innanzitutto, usufruiscono di agevolazioni fiscali” ci dice il consigliere di Fratelli d’Italia, “ed è anche per questo che ogni due o tre anni si passano le licenze tra connazionali”. “È difficile competere con loro perché hanno prezzi bassissimi, pagano meno tasse e non hanno il problema dei controlli”, ci dice Alessandra, proprietaria di un centro estetico a Torre Angela. Per Silvia, parrucchiera cinese sul cui negozio è stato appeso il cartello anti-stranieri, invece, sono tutte accuse false. “Qui si tratta solo di razzismo, dicono che gli rubiamo il lavoro, ma la verità è che noi lavoriamo più ore e facciamo sacrifici che gli italiani non sono disposti a fare”, ci dice la ragazza. I prezzi stracciati rispetto alla concorrenza italiana Silvia li spiega con il fatto che i cinesi sono più veloci a lavorare. “Non parliamo con i clienti, in un’ora riusciamo a fare due pieghe, mentre l’italiano ne fa una: lavoriamo sulla quantità”, ci spiega mentre stacca una ricevuta dopo l’altra ai clienti in fila alla cassa. E a chi l’accusa di fare concorrenza sleale usando prodotti scadenti risponde: “Lavorate di più e abbassate i prezzi, perché tra la gente c’è crisi”. Ma tra i negozianti italiani di Tor Bella Monaca c’è anche chi la concorrenza dei negozi stranieri non la vede come un problema. “È giusto che chi non può permettersi di pagare tanto possa andare in un negozio dove spende meno”, commenta un altro parrucchiere della zona. “Sai come i tedeschi hanno battuto gli immigrati italiani negli anni ’60? Puntando sulla qualità”, ci dice mentre fa l'ultimo tiro di sigaretta, prima di rientrare nel suo negozio.

Commenti
Ritratto di mbferno

mbferno

Lun, 24/04/2017 - 16:47

Provate a fargli chiudere il negozio per 3 mesi invece di 3 giorni,poi vediamo se ripete il reato.

manfredog

Lun, 24/04/2017 - 16:59

Prodotti di pessima qualità, quindi prezzi più bassi (e in un momento di crisi..), pochi, se non nessuno, controlli, meno tasse (quando le pagano..), orari massacranti, soprattutto per gli schiav..ehm.. per i dipendenti, non pagano le sanzioni, le ricevute, per loro, sono le persone che entrano in negozio e che loro..ricevono; facile, direi..che ci vuole..!!..nemmeno l'Italia di cento anni fa; evviva il progresso..!! mg.

badboy93

Lun, 24/04/2017 - 17:02

Che si sveglino i commercianti romani.

nopolcorrect

Lun, 24/04/2017 - 17:06

Uno schifo, gli stranieri extra-comunitari ci è stato detto, fanno i lavori che gli Italiani non vorrebbero fare. Una balla colossale. Andate al mercato della Montagnola a Roma per vedere tutti i banchi in mano a gente del Bangladesh.Ci stiamo suicidando col beneplacito della sinistra catto-comunista, anti-italiana e terzomondista e con la benedizione papale.

Ritratto di hernando45

hernando45

Lun, 24/04/2017 - 17:18

Son tutte cose sapute e risapute, fin dai tempi delle maglierie cinesi a Prato gia piu di 10 anni fa, dove mangiavano dormivano e lavoravano SCHIAVI importati dalla Cina senza nessun controllo. Dove NON muore mai nessuno perche sopraggiunge qualcuno che prende il posto del morto. Dove non si pagano TASSE e CONTRIBUTI, perche ora che "ARRIVA" l'INPS, hanno gia cambiato ragione sociale 3 volte LORO, perche se lo fa un Italiano è tutta un'altra musica!!! Tutto cio continua ad INGIGANTIRSI anno dopo anno in virtu del LASSISMO TOTALE dei S/governanti LOCALI o STATALI, senza importare se siano di DX o di SIN. E gli Italiani PAGATORI se ne vanno, lasciando lo STATO in mano a sta gente che NON paga niente!!!! AMEN.

Ritratto di giangol

giangol

Lun, 24/04/2017 - 17:19

votate pd, votate

cgf

Lun, 24/04/2017 - 17:21

soprattutto non hanno il problema dei controlli... il che rende anche conveniente evadere. Invece ad un italiano, se la moglie ti aiuta, non tanto a lavorare, anche solo tenere in ordine, ti chiudono il locale. FILM GIÀ VISTO

istituto

Lun, 24/04/2017 - 17:39

Ma questa roba fa sempre parte del piano di SOSTITUZIONE del POPOLO ITALIANO con le " RISORSE" altrimenti avrebbero gli stessi controlli e sanzioni riservate agli italiani. Ma questo va di pari passo con tutti i benefici assistenziali( casa,sanità,lavoro) che per loro si " trovano" e per gli italiani " non si si trovano".

paolobc

Lun, 24/04/2017 - 17:41

Vi spiego come funzionano i negozi gestiti da stranieri: Servono per riciclare i proventi del traffico della droga, per far entrare altri stranieri dietro compenso facendo finta di assumerli, inoltre non versano mai un euro di tasse e/o contributi, ogni 15/18 mesi, il tempo che impiegano all'agenzia delle entrate per rendersene conto, cambiano gestore il vecchio gestore sparisce e nessuno versa nulla.

Raoul Pontalti

Lun, 24/04/2017 - 17:45

Sono costernato dalla somaraggine dei destricoli che rappresentano la gente nelle istituzioni a non sanno di cosa parlano...un abisso tra i destricoli di oggi e i missini di un tempo, sempre preparati al lavoro istituzionale da compiere. Come casso si fa dopo quasi 20 di liberalizzazione delle licenze per gli esercizi commerciali di vicinato a parlare di compravendita di licenze! Le imprese commerciali individuali degli stranieri extracomunitari stanno in piedi perché non solo costoro si accontentano di una bassa redditività d'impresa ma utilizzano personale familiare profittando giuridicamente dell'art. 230-bis cc e fiscalmente dell'art. 5 TUIR. Sulle mancate sanzioni: se i pelandroni a carico del debito pubblico si fanno le seghe negli uffici (o direttamente vanno a giocare a tennis) anziché andare a fare verifiche sul campo le irregolarità è ovvio si moltiplichino.

Reip

Lun, 24/04/2017 - 18:07

Inutile. Tanto questi commercianti e i loro negozi, anche se illegali sono protetti dalla magistratura come gli emigranti, i clandestini e gli zingari. Del resto gli italiani per quasi un secolo hanno votato DC e PC e questo è il risultato. Abbiamo adesso un sistema giudiziario di sinistra che obbliga a pagare solo chi ha da perdere e protegge di fatto chi non ha nulla da perdere. Leggi comuniste che favoriscono occupazione e attività commerciali illecite, nonche una presenza massiccia di cooperative e assozioni che tutelano e proteggono la presenza anche illegale di queste persone sul nostro territorio. Ci sarebbero da riscrivere tutti i codici, e riformare un nuovo sistema giudiziario, più giusto, più onesto, che tuteli anche gli italiani.

Ritratto di hernando45

hernando45

Lun, 24/04/2017 - 18:12

Rieccolo coi PELANDRONI il nostro. I PELANDRONI sono quelli che stanno al S/governo da quasi 5 anni RICAMBIANDOSI le poltrone TRA LORO e che, malgrado la BATTUTA del referendum sono rimasti ancora ai propri posti, continuando imperterriti a mandare le navi a caricare FINTIPROFUGHI sulle spiagge Libiche, perche RENDONO PIU DELLA DROGA AMEN!!! Stammi bene li in PROFUGOLANDIA

zohar

Lun, 24/04/2017 - 18:17

Ormai Nn abbiamo più scampo siamo colonizzati grazie ai governi massoni!

Anonimo (non verificato)

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Lun, 24/04/2017 - 18:23

hernando45:...aggiungo,che TUTTE queste "aziende",non pagano tasse anche per il fatto che utilizzano "legalmente" il sistema della importazione dal loro paese,di TUTTO E DI PIU',a valore "sovrafatturato",per cui in Italia,non hanno mai reddito(per questi alti costi di "importazione" fasulli),e quando "pagano" il fornitore(del loro paese),si fanno accreditare la differenza,su un loro conto(naturalmente nel loro paese),per cui noi siamo "gabbati"..E le dirò di più,fanno poi rientrare queste somme in Italia,attraverso canali,che importano dal loro paese,ma al contrario,necessitano di "sottofatturazioni"(per vendite in "nero"),laddove loro pagano la differenza,utilizzando il loro famoso conto estero,e la Ditta Italiana,paga loro(in "nero",in Italia....E sempre "gabbati" siamo!!!!

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Lun, 24/04/2017 - 18:28

@paolobc:....anche questo!!!@istituto,@cgf:...certo,e la prospettiva del "voto" dato a tutta questa gente,che succhia,che crea problemi,e non paga tasse,sarà il fiocco finale!!!@giangol:...non solo il PD è responsabile,aggiunga anche M5S,e buona parte di FI!!!!

orsograsso

Lun, 24/04/2017 - 18:45

Forse la verità sta nel mezzo. Il mio parrucchire è italiano. Non costa 10 euro, ma 15 (taglio capelli uomo). Prima dei parrucchieri made in china un taglio capelli a casa mia costava 25 euro. Giusti? Troppi? L'ex parrucchiere da 25 euro era un simpatico signore che a 60 anni dopo essersi fatto la villetta a casa sua (in Puglia) si è ritirato con pensione immagino bassa, ma aveva soldi "suoi". mah..

Una-mattina-mi-...

Lun, 24/04/2017 - 18:52

PER NON PARLARE DI TUTTE QUELLE ATTIVITA' DI COPERTURA PER I TRAFFICI DEI CRIMINALI. ES. A CASO: VICINO A CASA HO UN SUPERMERCATO DOMINICANO CHE E' USATO COME COPERTURA PER I TRAFFICANTI DI DROGA. OVVIAMENTE TUTTI SANNO E VEDONO, LE SEGNALAZIONI SONO SERVITE A NULLA... E POTREI CONTINUARE...

Raoul Pontalti

Lun, 24/04/2017 - 18:56

bananas nella loro bananaggine appunto ignorano che formalmente gli stranieri esercenti attività commerciali sono sottoposti ai medesimi controlli degli italici imprenditori con l'aggravante della revoca del permesso di soggiorno, per cui certi trucchi infami se li permettono tranquillamente gli italici, non gli stranieri. Per contro gli stranieri commettono irregolarità sui dipendenti anche maggiori di quelle degli italioti solo che nei loro ambienti vige un'omertà maggiore che tra gli italici e i controlli come al solito sono carenti (per precisa volontà politica: i bottegai non vogliono strutture pubbliche efficienti che li stangherebbero quando commettono porcate (ossia sempre) e preferiscono sopportare la concorrenza sleale di altri imprenditori stranieri o italici che siano).

Anonimo (non verificato)

Ritratto di libere

libere

Lun, 24/04/2017 - 19:05

Pontalti: mi rendo conto che dall'empireo della tua scienza infinita uno sia tentato di non misurare mai le proprie convinzioni e le proprie diagnosi, calandole empiricamente in corpore vili. Forse ti basterebbe metter la testolina fuori casa, e non solo pontificare ex cathedra, per renderti conto che i negozi degli extra sono sempre gli stessi per tipologia, ma cambiano gestione con la velocità della luce. Il che vorrà pur dire qualcosa in termini di rispetto delle regole e relative sanzioni. Che, per la natura dei soggetti, non saranno mai perseguibili da nessuna cartella Equitalia. Visto che spesso non hanno neppure un domicilio e non sono titolari di un bene reale.

Anonimo (non verificato)

Anonimo (non verificato)

panzer@57

Lun, 24/04/2017 - 19:53

Ma questi negozi pagano le tasse ???

Ritratto di artigliodeldiavolo

artigliodeldiavolo

Lun, 24/04/2017 - 20:06

E' sufficiente deportarli in massa in Africa e dare GRATUITAMENTE le loro attività ai commercianti italiani, così cesseranno le tossinfezioni alimentari, la mancanza di igiene e l'evasione fiscale. Vorrei ricordare comunque che la porcata dei favori agli stranieri risale al primo Governo Prodi!!!!!!!!! SIC!

Ritratto di pensionesoavis

pensionesoavis

Lun, 24/04/2017 - 20:41

A Novi Ligure hanno beccato due ristoranti cinesi...Evasione fiscale accertata?Più di 4.000.000 di euro.

Gibulca

Lun, 24/04/2017 - 21:12

Questo caos nel rispettto delle norme è tipico di Roma, dove i controlli in ogni campo sono NULLI. Infatti si vedono abusivi ovunque, negozianti che (come detto) fanno i loro comodi e illegalità a go go. Se si va a vedere a nord della linea gotica (ma anche a nord di Orbetello) le cose cambiano notevolmente anche se purtroppo non sono ancora ai livelli svizzeri. Del resto ai romani piace vivere nel caos, visto che sono loro i primi che vìolano sistematicamente le norme di civica convivenza.

cgf

Lun, 24/04/2017 - 21:14

ti accorgi subito quanto anela ad una poltrona certa gente... anche nei casi in cui un ex-missino ti da del destricolo.

ziobeppe1951

Lun, 24/04/2017 - 21:21

Il trombato di Trento gestisce un kebab con annessi schiavi

Raoul Pontalti

Lun, 24/04/2017 - 22:35

@libere forse per ignoranza crassa della materia ignori la differenza tra impresa e azienda: l'azienda può essere ceduta o affittata da un imprenditore ad un altro. Ma i banans hanno in mente un altro meccanismo tutto italico: quelle delle srl che nascono e muoiono in pochi mesi e "rinascono" con gli stessi soci e gli stessi amministratori ma ovviamente con nome diverso pur con l'identica ragione sociale. E' una specialità questa degli imprenditori da rapina di stampo berlusconiano e proliferano costoro infatti nelle stesse zone dell'Alta Italia dove i partiti olgettinleghisti tuttora imperano. E con queste srl che divengono fantasma in breve tempo sono truffati il Fisco, i fornitori e i lavoratori dipendenti. E' un vecchio trucco quello di attribuire ad altri i propri vizi...

Divoll

Lun, 24/04/2017 - 22:58

E' da tempo che lo dico (e lo faccio): boicottare i negozi degli stranieri, fare la spesa in quelli nostrani e sostenere il commercio italiano. Anche quando pagano le tasse, rumeni, albanesi, egiziani, bengalesi ecc. mandano buona parte dei loro guadagni nei propri paesi. Cosi', centinaia di milioni abbandonano il ciclo economico dell'Italia, impoverendola.

Ritratto di hernando45

hernando45

Mar, 25/04/2017 - 00:24

Che CASSATE scrive il TROMBALTI 22e35, sperando che nessuno lo legga. Ho avuto una societa per piu di 10 anni a Monza, che prima era una SPA e poi per evienti motivi di semplificazione contabile e di costi di iscrizione alla camera di Commercio, ho trasformato in una SRL, ma NON sono mai sparito come dice Lui perche ITALIANO!!! Quelli che spariscono al 99% (lascio un 1 di dubbio) non sono ITALIANI!!! AMEN. Ma lui continua imperterrito a voler scrivere STUPIDATE. Stammi bene li in PROFUGOLANDIA PRUFESUR!!!!

Ritratto di wilegio

wilegio

Mar, 25/04/2017 - 00:55

Negozi, bancarelle, ecc. Compro solo da Italiani, possibilmente Romagnoli. So benissimo che non è sufficiente, ma almeno ci provo.

manfredog

Mar, 25/04/2017 - 01:11

..uno può essere anche Raccoglitore Periodico di informazioni (per vantarsene), che poi, però, Periodicamente Registra scrivendo idioxie. mg.

Ritratto di pulicit

pulicit

Mar, 25/04/2017 - 01:34

Raoul Pontalti: Ciao cocomeros o cocomeriotas. Se entro in un negozio gestito da staranieri semplicemente esco e acquisto nada.Regards

Ritratto di rebecca

rebecca

Mar, 25/04/2017 - 09:08

quanti commercianti e, non, stranieri hanno rottamato le loro cartelle esattoriali equi-taglia????

istituto

Mar, 25/04/2017 - 09:40

Io la storia dei controlli a volontà ed in continuazione l'ho saputa dal mio barbiere italiano esasperato dai controlli a ripetizione e senza soluzione di continuità al contrario degli omologhi barbieri extracomunitari che non avevano manco l'ombra di un controllo grazie ai SINISTROIDI abusivi che da 4 anni stanno distruggendo l'Italia e che vogliono sostituirci con le RISORSE del terzo mondo. Ed i SINISTROIDI che leggono qui gli articoli hanno la faccia tosta di volere pure avere ragione nonostante l'evidenza contraria.

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Mar, 25/04/2017 - 11:26

La luminosa società multietnica. Ecco il risultato dell'importare il terzo mondo. Diventiamo quarto mondo

Ritratto di ateius

ateius

Mar, 25/04/2017 - 13:36

ma dovevano arrivare gli stranieri..? a fare concorrenza ai nostri bottegai ed abbassare i prezzi..? a svolgere un servizio di cui le città hanno bisogno, aperture serali.. sarti parrucchieri internet point cibi e vivande ad ogni ora e convenienti.. e poi vestiario scarpe cineserie. se la cosa sta così e posso Scegliere e a me conviene.. benevengano i negozi di stranieri.

Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Ven, 28/04/2017 - 11:21

Se sono gli italiani meno abbienti che frequentano questi esercizi "NO TAX" fatevene una ragione: pidocchio crea pidocchio e la piante muore.