Precario in Italia, è il preside di facoltà più giovane al mondo

Ha 33 anni e nonostante un curriculum coi fiocchi, era professore a contratto a Salerno. Così è volato in Bahrein

Precario e bistrattato in Italia, è andato in Bahrein a cercar fortuna. Ed è diventato il più giovane preside di facoltà del mondo. 

Protagonista della storia è Pasquale Borea, 33 anni, avvocato e professore a contratto all'università di Salerno in cui si era laureato a pieni voti. Prima di essere assunto, ha vinto un dottorato di ricerca con il quale ha girato il mondo, facendo esperienze in Colombia in Argentina e in Germania, come racconta IlSole24ore. Ma in patria è rimasto precario. Nel Paese arabo, invece, ha iniziato a insegnare diritto internazionale alla Royal University for Women (l'unica università femminile del Bahrein) e da qualche mese è stato eletto preside della Facoltà di legge, il più giovane al mondo. 

 

"Avevo davanti a me due strade", racconta Borea al quotidiano di Confindustria, "La prima: seguire i miei maestri e, quasi per inerzia, cercare di arrivare all'assunzione in un'università pubblica. Oppure la seconda: fare tutto da solo e guardare fuori. Ho scelto cosi di muovermi. Grazie al web ho consultato il ranking delle università mondiali e inviato curriculum a 20 facoltà in America Latina, Europa e Paesi arabi". racconta Borea. 

 

Commenti

qwertyuiopè

Gio, 18/12/2014 - 14:51

In Italia, invece, se vuoi cambiare lavoro non importa che curriculum hai o se sei bravo, l'unica cosa che interessa è quanto sei disposto a scendere con la retribuzione.

vince50_19

Gio, 18/12/2014 - 15:01

In Italia, nel mondo dell'università, tranne qualche caso da antologia o guinness dei primati, le baronie e i nepotismi hanno la precedenza assoluta. La "desertificazione" di menti intelligenti che potrebbero dar lustro all'Italia ma che invece fuggono all'estero, in quegli ambienti non s'è mai fermata, purtroppo.

Mechwarrior

Gio, 18/12/2014 - 15:11

Bravo mr Borea!

Massimo Bocci

Gio, 18/12/2014 - 15:21

Pero,che giudizi sono questi vuol dire che gli mancavano i TITOLI NOBILIARI???? DI REGIME.............COOP!!! Cosa non da poco in un regime di CORROTTI e LADRI!!!! COMUNISTI-CATTO!!!!

Ritratto di pasquale.esposito

pasquale.esposito

Gio, 18/12/2014 - 15:41

ION; ITALIA SI PERDONO OGNI ANNO 195 MILIARDI DI EURO (FONTE RAI)! PER EDUCARE; ISTRUIRE É FORMARE QUESTI RAGAZZI NELLE SCUOLE ITALIANE; CON IL RISULTATO CHE QUESTI RAGAZZI DEVONO ANDARE ALL;ESTERO SE VOGLIONO COSTRUIRSI UN FUTURO!GRAZIE PDPCI TU! HAI DAVVERO AIUTATO IL PAESE A ROVINARSI!!!.

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Gio, 18/12/2014 - 16:02

Ha poco da recriminare. Gli sarà mancato il requisito fondamentale: una bella tessera di partito.

Tergestinus.

Gio, 18/12/2014 - 16:42

Sarebbe ora di toglierci il provincialissimo vizio, invalso da qualche anno, di riportare in inglese il nome di istituzioni straniere di paesi non anglofoni. Siccome in Bahrein - grazie a Dio - la lingua ufficiale è ancora l'arabo e non l'inglese, è ovvio che l'università in cui insegna questo nostro connazionale avrà un nome ufficiale in arabo, quindi nel contesto di un articolo in italiano questo nome non dev'essere tradotto in inglese, cosa che non ha nessun senso, ma in italiano, lingua dell'articolo: "regia università femminile". Così si è fatto da sempre e così bisogna continuare a fare.

claudio63

Gio, 18/12/2014 - 22:09

Complimenti al Dr. Borea ed una pernacchia gigante ai pir.la della facolta' dove lavorava, perche hanno sicuramente perso una mente dinamica e brillante. tipico esempio dello stato in cui giace la scuola in italia