Le quattro installazioni premiate al Fuorisalone

C’era una volta, e ancora c’è. Il Fuorisalone, giunto alla sua cinquantacinquesima edizione, celebra se stesso e i suoi designer. Per il sesto anno consecutivo il Milan Design Award, premio promosso da Elita in collaborazione con l’Istituto Europeo di Design, consacra gli espositori che si sono distinti nelle quattro caratteristiche di un’installazione di qualità: concept, tecnologia, storytelling e coinvolgimento del pubblico

C’era una volta, e ancora c’è. Il Fuorisalone, giunto alla sua cinquantacinquesima edizione, celebra se stesso e i suoi designer. Per il sesto anno consecutivo il Milan Design Award, premio promosso da Elita in collaborazione con l’Istituto Europeo di Design, consacra gli espositori che si sono distinti nelle quattro caratteristiche di un’installazione di qualità: concept, tecnologia, storytelling e coinvolgimento del pubblico. L’evento, ospitato al Teatro Ied Moda di via Leoni, è un’occasione propizia per riflettere sui risultati raggiunti e tracciare le linee guida della sperimentazione nel design. Innanzitutto, i bilanci. Con più di mille eventi e oltre 2.400 espositori, il Fuorisalone si conferma l’appuntamento più importante del settore e, in generale, per tutti gli appassionati di arte e cultura. Un successo evidenziato dall’assessore Cristina Tajani, che dal palco ha parlato di “un’edizione straordinaria”, ricchissima di eventi, manifestazioni e occasioni di incontro. Anche il premio, la scultura lignea “Sleipnir Troll”, è altamente simbolico ed evocativo: il cavallo di Odino realizzato dall’Atelier Forte rappresenta la conquista, la curiosità, la scoperta di nuovi mondi. Vale a dire, ciò che fa del design la forma artistica più rappresentativa del nostro tempo. “Il viaggio iniziato cinquant’anni fa continua, formando nuovi professionisti in grado di osservare il presente, le trasformazioni e i bisogni della società” – ha commentato il direttore dello Ied di Milano Emanuele Soldini – “partecipare alla cerimonia del Milan Design Award significa unire le forze per implementare la ricerca e la creatività.”

La qualità fondamentale di un buon designer? A giudicare dai candidati scelti dalla giuria presieduta da Antonio Marras e Alberto Nespoli, si direbbe che i segreti del successo siano, prima di tutto, coraggio e un bel po’ di audacia. I premi per l’innovazione concettuale e la tecnologia vanno, rispettivamente, a “Boring Collection” di Lensvelt Contract e “Data Orchestra” di Jelle Mastenbroek; “The Nature of Motion” di Nike conquista il premio Miglior Storytelling ; “Imagine New Days” di Aisin quello per il miglior coinvolgimento degli spettatori; “Kunan” di Panasonic porta a casa il People’s Choice Award, il nuovo premio assegnato dai visitatori attraverso una votazione on line. Tutti progetti radicalmente innovativi, incentrati sull’originalità e l’irriverenza. Ma se ancora resta qualche traccia di tradizione, ci pensa il vincitore assoluto a scardinare gli ultimi stereotipi. Luca Cipelletti, ideatore della rivoluzionaria “Shit Evolution”, ha messo al centro dell’esperienza artistica la materia antiestetica per eccellenza. “Se ce l’ha fatta la merda, ce la possiamo fare tutti”, commenta dal palco. Un messaggio di speranza, finalmente.