Rigopiano, altri 23 avvisi di garanzia

Non si fermano le indagini sulla tragedia che ha colpito l'hotel Rigopiano. La procura di Pescara ha emesso altri 23 avvisi di garanzia

Non si fermano le indagini sulla tragedia che ha colpito l'hotel Rigopiano. La procura di Pescara ha emesso altri 23 avvisi di garanzia per quanto accaduto a Farindola lo scorso 18 gennaio quando morirono 29 persone travolte da una valanga. Lo scorso aprile erano finiti nel registro degli indagati la provincia di Pescara e lo stesso Comune di Farindola. Inoltre sono stati indagati per omicidio plurimo e lesioni colpose il presidente della provincia Antonio Di Marco, il dirigente alle opere pubbliche, Paolo D'Incecco, il responsabile alla viabilità Mauro Di Blasio. Lo stesso capo d'accusa viene contestato anche al sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta e al geometra comunale Enrico Colangeli. In questo quadro, il direttore del resort, Bruno di Tommaso è stato invece indagato per aver violato l'articolo 437 del codice penale. L'articolo infatti sanziona l'omissione del "collocamento di impianti, apparecchi o segnali destinati a prevenire disastri o infortuni sul lavoro”. Dunque l'inchiesta sulla tragedia non si ferma. Gli inquirenti passo dopo passo stanno cercando di capire quali siano state le responsabilità degli amministratori e dei gestori della struttura che quella notte è di fatto crollata sotto il peso di una slavina che spezzato le vite di chi si trovava lì per una semplice vancanza.

Commenti

MOSTARDELLIS

Gio, 23/11/2017 - 16:05

E la signora che non aveva creduto alla telefonata del gestore dell'albergo? Che aveva risposto anche infastidita? Lei non è indagata? lei avrebbe la maggiore responsabilità perché se avesse preso sul serio la telefonata avrebbe evitato la tragedia.