A Rigopiano si scava ancora: le vittime salgono a cinque

Tra neve e macerie si cercano i dispersi. Le vittime accertate finora sono 5: si continua a scavare tra neve e macerie

Continuano senza sosta le ricerche a Rigopiano, località di Farindola (Pescara), dove una slavina ha travolto un resort ai piedi del Gran Sasso.

Il miracolo di ieri, quando sono state individuate vive nove persone, già tutte estratte, ha rinvigorito le speranze. Speranze che il passare del tempo rischiano di far svanire di nuovo, anche per colpa delle condizioni meterologiche: la nebbia ha preso il posto del sole e la neve è tornata a cadere sulla radura, rendendo i soccorsi ancora più difficili.

Nuovi segnali - forse delle voci - sono stati avvertiti questa mattina tra le macerie. Non si sa ancora però se si tratta di persone ancora vive tra le macerie o solo di rumori e cigolii della struttura semi crollata. I segnali captati, anche dalle unità cinofile e dalle apparecchiature idonee a geolocalizzare i segnali radio, portano proprio dove si sta scavando in questo momento.

Ma oltre agli undici superstiti (due erano stati salvati già all'indomani della tragedia), dalla neve sono stati tirati fuori anche i morti: prima il cadavere di una donna e poi quello di un uomo sono stati recuperati oggi. Sale così a cinque il bilancio provvisorio delle vittime accertate: due donne (tra cui Nadia Acconciamessa, 47 anni e mamma del piccolo Edoardo Di Carlo) e tre uomini (Gabriele D'Angelo, cameriere dell'hotel, Alessandro Giancaterino, capo dei camerieri, e un'altra persona non ancora identificata).

Stanno tutti bene, intanto, i superstiti. Solo uno di loro, il 34enne Giampaolo Matrone, è stato operato per un problema di "compressione" al braccio.