Roma, la ricostruzione e le conversazioni tra la mamma del bimbo e l'operatore Atac

Dopo la tragedia si cerca di capire come siano andate davvero le cose dentro l'ascensore della fermata metro di Roma Furio Camillo dove ha perso la vita un bimbo di 4 anni

Dopo la tragedia si cerca di capire come siano andate davvero le cose dentro l'ascensore della fermata metro di Roma Furio Camillo dove ha perso la vita un bimbo di 4 anni. Repubblica.it ricostruisce le conversazioni tra la madre e l'operatore dell'Atac poco prima della tragedia. "Mi aiuti: io e mio figlio siamo rimasti chiusi in ascensore", dice la mamma del piccolo Marco al dipendente Atac fuori dal gabiotto. E lui risponde: "Signora non si preoccupi, ho già avvisato la squadra di intervento, arriveranno a momenti. State bene voi?".

"Tutto bene" risponde Francesca Giudice. Pochi minuti dopo la donna ripete: "Senta qui stiamo svenendo, non respiriamo, fa un caldo terribile. Potrebbe sollecitare?". L'addetto Atac a questo punto interviene. Scende con un altro ascensore e affianca quello bloccato. Apre le porte e il bimbo istintivamente va verso l'uscita ma cade nel vuoto: un volo fatale di 20 metri che gli costa la vita. "Ho preso il primo ascensore, quello che sta per strada - racconta la mdre - per scendere giù al livello dei tornelli. Avevo il bambino e il passeggino con me e non ho voluto prendere le scale mobili. Poi ho timbrato il biglietto e sono salita sul secondo, quello che sta dietro al gabbiotto all'ingresso della stazione, giù. Le porte si sono chiuse, l'ascensore si è mosso appena verso il basso. Poco, però". Dieci minuti dopo, la tragedia.

Commenti
Ritratto di Giorgio Prinzi

Giorgio Prinzi

Dom, 12/07/2015 - 11:02

Qui a Roma si vedono andare in passeggino bambini cresciutelli, pericolosamente autonomi che sfuggono a quello che dovrebbe essere il rigoroso controllo dei genitori. Si alzano e scappano, con i genitori impotenti perché affardellati dal passeggino. Senza volere criminalizzare nessuno e tanto meno una madre profondamente affranta, ma un bambino di quattro anni deve camminare, al limite abituarsi alla fatica, non fare il "signorino" non consapevole dei rischi a cui si espone. Il bambino senza il passeggino avrebbe potuto prendere le scale mobili, meno pericolose in caso di guasto. Poi nell'ascensore quello scatto improvviso di tanti bambini cresciutelli che si lanciano fuori controllo dei propri affardellati genitori.

Ritratto di stock47

stock47

Dom, 12/07/2015 - 15:25

Direi un errore di comunicazione tra madre e dipendente Atac. Quest'ultimo, prima di aprire la porta, avrebbe dovuto avvisare la madre di tenere suo figlio e di non prendere la cosa alla leggera, visto che era una situazione di emergenza. La madre, da parte sua, sapendo di stare in una situazione di emergenza, anche se nessuno gli lo diceva, avrebbe dovuto tenere per mano il figlio e dirgli di non muoversi. Dulcis in fundo, vi è anche la responsabilità di chi ha creato quelle strutture. Bastava che ci fosse un tramezzo da calare fra le due porte, prima di aprirle, in modo che facesse da ponte.