Alla sagra del vino di San Colombano gli espositori israeliani ci saranno. Nessuna vittoria della provocazione

San Colombano fa marcia indietro. In seguito alla contestazione da parte di gruppi filopalestinesi, il comune aveva revocato il permesso ai viticoltori israeliani di esporre il proprio stand. Oggi però la decisione: "Nessuna vittoria dei provocatori: Israele ci sarà!"

Nessuna vittoria della provocazione, del solonismo geopolitico e del senso di giustizialismo ebbro di intolleranza. Era diventato, il Comune di San Colombano al Lambro, un nuovo campo di battaglia di una questione che di campi di battaglia ne è bulimica e pure delle vittime che li popolano. Palestina, Israele e San Colombano al Lambro con la sua sagra dell'uva e migliaia di visitatori. Nessun punto d'incontro in apparenza, se non fosse che negli ultimi giorni, dopo che un gruppo di contestatori filo palestinesi aveva interrotto l'inaugurazione della mostra fotografica “Israele Oggi”, allestita nel piccolo borgo collinare, l'amministrazione aveva deciso, per motivi di ordine pubblico e per evitare possibili episodi violenti, di revocare il permesso agli espositori di vino israeliani durante la sagra di domenica.

Clima incendiato, indignazioni e incomprensioni hanno caratterizzato i giorni appena trascorsi nel comune banino, fino a quando questa mattina è arrivata la notizia che ha portato a un epilogo felice della vicenda: lo stand degli espositori israeliani ci sarà.

A comunicare questo cambio di rotta è stato il presidente dell'Associazione Amici di Israele, Eyal Mizrahi, che in un'intervista rilasciata al Giornale.it ha spiegato: '' la decisione iniziale di revocare lo spazio ai viticoltori israeliani era, a suo modo, una resa al terrorismo. Un precedente estremamente grave. Io dopo aver appreso a mezzo stampa la decisione del comune ho voluto incontrare di persona il sindaco e confrontandomi con lui, che è una persona molto pratica, siamo arrivati a una soluzione che ha accontentato tutti. Ovvero di allestire lo spazio dedicato ai vini attraverso un privato''.

Gli espositori israeliani hanno quindi incontrato un cittadino banino che dapprima ha concesso che lo stand venisse allestito nel portico d'ingresso di casa sua, poi però, non essendo solo sua la proprietà , ha fatto richiesta al comune di poter organizzare come privato uno spazio espositivo di vini difronte a casa. E così domenica in via Azzi al civico 77 sarà possibile degustare il vino kasher.

Interrogato sulla possibilità che i contestatori facciano la loro comparsa il giorno della festa, il presidente Mizrahi ha così parlato: ''Noi siamo un'associazione che diffonde e promuove una cultura pacifica e di convivenza tra i due popoli. Spesso abbiamo fatto manifestazioni e dimostrato per una politica di pace in Israele. E inoltre, in più di un'occasione, abbiamo accostato la bandiera israeliana a quella palestinese. Se i professionisti della violenza vorranno provocare, ci faranno solo pubblicità e perderanno tempo. Nessuno starà al loro gioco''.

Il sindaco di San Colombano al Lambro Pasqualino Belloni ha poi così commentato la decisione '' Io non sono contro Israele e non sono sottomesso ai violenti, avevo fatto una scelta di ordine pratico. Ma ora collaborando abbiamo trovato una soluzione comune che vede tutti concordi. L'augurio è che la festa sia caratterizzata da allegria, tradizione e sorrisi così come è sempre stata negli anni''.