Scambio di salma a Milano: figlia prega per 16 anni sulla tomba sbagliata del padre

Momento di imbarazzo durante la riesumazione. La famiglia sporge denuncia ai carabinieri. Ora c'è anche la preoccupazione che nemmeno durante i funerali la salma fosse quella del padre

Potrebbe essersi inginocchiata a pregare e aver portato dei fiori per sedici anni sulla tomba sbagliata del padre. È quanto accaduto a Milano, al Cimitero Maggiore, dove la figlia del defunto, durante la riesumazione prevista dal Comune, si è accorta che la salma all'interno della tomba non poteva essere quella padre, poiché i resti, seppur poco riconoscibili, erano senz'altro di una donna.

"Ho capito che non poteva essere papà - rivela la figlia in un'intervista al Corriere della Sera - Ho notato, tra l’altro, che c’erano dei capelli, lunghi, e mio padre era calvo quando è morto. L’ho segnalato agli operatori del cimitero e mi è stato risposto che c’era anche la targhetta con il nome, e che quindi non si poteva trattare di un’altra persona. In effetti, la targhetta era lì e c’era scritto nome e cognome di mio padre. Ma subito dopo ci siamo accorti che c’era una calza lunga, che è stata sfilata dal femore. A quel punto abbiamo bloccato tutto".

La famiglia ha subito dopo denunciato l'episodio ai carabinieri di Musocco, ma ciò che i familiari non riescono a mandar giù è il fatto che probabilmente anche durante la celebrazione del funerale la salma poteva già non essere quella del padre: "Mio padre, milanese, è morto a Genova 16 anni fa. Era un venerdì — ricorda la figlia — E’ stato poi portato a Milano, dove è rimasto nel deposito del cimitero per due giorni, prima dei funerali svolti lunedì. Abbiamo seguito ogni fase fino all’interramento, e adesso scopro che la cassa sepolta non era la sua. Quindi non era lui neanche al funerale. Forse hanno scambiato le targhette in deposito. Ma chi è questa donna? » .

A giustificazione dell'errore, gli operatori del cimitero ipotizzano che ci possa essere stato uno scambio con la riesumazione della tomba accanto a quella del padre della donna, ma una volta mostrati alla famiglia i resti proveneinti dall'altra tomba - tra l'altro resti già riconosciuti dall'altra famiglia - i dubbi rimangono molti: "Sono andati a prendere una cassetta, ma io non posso sapere se è mio padre — sottolinea la figlia al Corriere della Sera— Papà aveva un rosario e tra questi resti un rosario c’era. Ma era rosso e la mia amica si ricorda di averne messo uno azzurro".

Così i parenti hanno deciso che non ci sarà alcun riconoscimento fino a che non avranno una garanzia scentifica, grazie ad una prova del dna.

Intanto le indagini proseguiranno, come assicura l'assessore Roberta Cocco, che ha chiesto una relazione scritta al direttore centrale dei servizi al cittadino "per fare chiarezza su una vicenda spiacevole che non dovrebbe mai accadere: un’accurata analisi della situazione servirà a capire quando è avvenuto l’errore e a chi siano imputabili eventuali responsabilità".