Rischio Ebola, il Ministero rafforza i controlli

Il Ministero della Salute con una circolare dello scorso 25 maggio avrebbe chiesto una stretta sui controlli anti-Ebola

Il Ministero della Salute con una circolare dello scorso 25 maggio avrebbe chiesto una stretta sui controlli anti-Ebola, soprattutto per gli operatori delle Ong che lavorano in Congo e che poi rientrano in Italia. Come sottolinea ilTempo, il Ministero della Salute avrebbe chiesto controlli anche in aeroporto. Come si legge nelle circolare, il Ministero ritiene "opportuno richiamare le procedure per le attività di vigilanza sanitaria sui viaggiatori internazionali provenienti dalla zone affette". In questo momento l'Organizzazione mondiale della sanità non ha rilevato la necessità di dichiarre una emergenza di sanità pubblica, ma di fatto entra in campo l'ipotesi che l'epidemia possa svilupparsi. In questo senso l?kms ha diramato alcune indicazioni che prevedono anche controlli in uscita negli areoporti e nei porti del Congo. Sono circa nove i Paesi interessati: Angola, Burundi, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo, Ruanda, Sud Sudan, Tanzania, Uganda e Zambia. Il Ministero della Salute ha dunque deciso di monitorare proprio glio operatori delle Ong che lavorano in Congo e nella zona rossa dell'epidemia. A questi operatori verranno applicati alcuni protocolli molto simili a quelli dell'epidemia del 2015. Insomma per ora il rischio che possa arrivare in Europa resta basso. Ma di certo la ciorcolare del Ministero accende un faro preoccupante su chi arriva da una zona così rischiosa.

Commenti

Reip

Dom, 17/06/2018 - 19:40

Fino a che in Europa non inizieremo a contare i morti di peste, vaiolo, tubercolosi, ebola e Dio solo sa cos’altro, i finti profughi clandestini continueranno ad arrivare in Itlia e in Europa. Questi disgraziati che non hanno piu’ nulla da perdere, spesso si portano dietro a loro malgrado, non soltanto tanta fame e disperazione, ma anche criminalita’ e delinquenza e come se non bastasse sconosciute malattia infettive mortali...

altair1956

Dom, 17/06/2018 - 20:45

Salvini, un consiglio: per rischio sanitario puoi far chiudere tutti i porti Italiani, anche alle navi militari di altri paesi; e se mai dovessero entrare in porto si applicherebbe la quarantena, con il blocco sul natante di tutti i presenti per quaranta giorni più i controlli. Avanti che la lotta è ancora dura.

Raoul Pontalti

Dom, 17/06/2018 - 22:46

Nessun reale rischio di importazione dell'Ebolavirus congolese in Italia posto che la zona dei focolai epidemici è state isolata dal resto del paese il quale conosce Ebola essendo colì questa una malattia endemica. Si era temuto nel mese scorso un'epidemia esplosiva quando fu rilevato un caso urbano nel nordovest dell'immenso paese ma tale episodio è stato prontamente circoscritto, mentre nelle zone rurali dove il virus imperversa dallo scorso anno ci vorrà più tempo per estinguere gli ultimi focolai. Stabilito che indigeni malati, infetti o sospetti di infezione non ne possono arrivare in Europa (cordone sanitario già attivo da tempo in Congo, controlli agli aeroporti internazionali congolesi, etc.) non si comprende come sia da tenere sotto osservazione il personale delle ONG e non piuttosto il personale sanitario europeo che rientra a casa.

Duka

Lun, 18/06/2018 - 07:07

Pochi giornali lo scrivono e men che meno lo fa INCREDIBILMENTE ma complice CHI ha e ha avuto per un decennio almeno il dovere di denunciare problemi alla salute pubblica. Tutto chiaro un ministero della salute comunista non poteva tirarsi la zappa sui piedi, però ora può e deve rispondere.

rise

Lun, 18/06/2018 - 07:58

Premetto che non sono un virologo, ma un attento lettore con buona memoria. Ebola ha un rapido decorso e pertanto il rischio non viene dai migranti passati attraverso il Sahara, ma paradossalmente tramite eventuali passeggeri con voli diretti dai paesi colpiti dal virus. I lettori non dovrebbero dimenticare i controlli negli aeroporti sui passeggeri con segnali di febbre o i missionari del Congo contagiati e portati al Sacco di Milano o negli Usa.