Scomparsi a Piacenza: "Massimo capace di tutto viveva nella sporcizia"

Sopralluogo nella casa dell'uomo: "Sembra una discarica". Trovate tracce di Elisa in auto e cenere nel pollaio

Vestiti sporchi ammassati, sacchi dell'immondizia ancora pieni, gusci di uova e monetine in ogni angolo. Si presentava così la casa di Massimo Sebastiani, il 47enne scomparso da oltre una settimana tra le colline piacentine, insieme ad Elisa Pomarelli, 28enne.

Dopo una settimana di ricerche senza risultati, gli inquirenti hanno visitato la casa dell'uomo, indagato per omicidio e occultamento di cadavere. "Parlare di condizioni igienico sanitarie precarie qui, è veramente fare un regalo", ha detto la psicologa forense e criminologa, tra l'altro nominata dai difensori di Sebastiani, che ha definito l'abitazione "una discarica, un viaggio in un film dell'orrore". Poi ha aggiunto: "Se l'abitazione possiamo considerarla una sorta di riflesso della sua mente , allora bisogna essere veramente molto preoccupati. Un soggetto del genere è in grado di fare qualsiasi cosa". Il comportamento dell'uomo, a detta della psicologa forense, ricalca quello dei "soggetti schizofrenici gravi che non riescono a badare a se stessi".

La criminologa, insieme agli inquirenti, era entrata nella casa di Sebastiani ieri, dopo l'analisi della macchina da parte dei carabinieri: lì erano state trovate tracce di Elisa, giudicate interessanti. Di grande interesse sembrerebbero anche le immagini delle telecamere della ditta per cui lavora il 47enne, che sono ora al vaglio degli inquirenti.

I carabinieri hanno frugato ovunque e i Ris hanno repertato decine di campioni da analizzare, sperando di trovare qualcosa di utile. Setacciato anche il pollaio, dobe sono state tracce di cenere.

Una delle ipotesi è che Sebastiani si nasconda nei boschi, ma il prefetto ha rassicurato i cittadini specificando che "non vi è pericolo ed è errato descriverlo come un soggetto di spessore criminale".

Intanto, tra i boschi, si cerca disperatamente anche Elisa, scomparsa dopo aver pranzato con il 47enne in un ristorante della zona.

Commenti

killkoms

Mar, 03/09/2019 - 10:56

da un tipo del genere non si dovrebbe accettare nemmeno un caffè!

Ritratto di Quintus_Sertorius

Quintus_Sertorius

Mar, 03/09/2019 - 11:50

Quindi vivere nel lerciume è sinonimo di follia e dunque un'attenuante in caso di omicidio?