Se Papa e Patriarca sono più moderni degli omo-buonisti

Qui provo a denunciare una truffa mediatica. Un cortocircuito che brucia l'ipocrisia della cultura pseudo progressista, filo matrimonio e adozioni gay, e che suona il violino a qualsiasi «nuovo diritto». Spostiamoci un attimo all'Avana. L'incontro a Cuba tra il Papa di Roma e il Patriarca di Mosca è stato innalzato a evento storico decisivo da tutti. Con grandi elogi ad entrambi per il coraggio profetico. È stato definito un fatto straordinariamente carico di futuro verso l'unità del genere umano. Insomma, l'evento più progressista da molto tempo a questa parte. Giusto. Il Giornale ha sostenuto l'evidenza di questa tesi, e sposato la definizione data da Bergoglio: «Dono di Dio».Ebbene, che cosa ha donato Dio quanto a contenuti pratici? Un no, forte, grave, motivato, ai cavalli di battaglia su cui galoppano, lancia in resta e chiome al vento, coloro che esaltano retoricamente l'abbraccio di cattolicesimo e ortodossia. Esaltano contemporaneamente il Papa all'Avana e Elton John a Sanremo, con il suo messaggio di matrimoni e adozioni gay (utero in affitto compreso).

L'incontro dell'Avana ha fruttato un documento a firma di Francesco e Kirill. In esso c'è l'appello a fermare la persecuzione dei cristiani, e questo era atteso, e non c'è nessuno che osi contrastare una perorazione simile, anche se scommettiamo resterà sulla carta. Oggi in Italia è di moda un'altra presunta persecuzione, quella che sarebbe in corso contro i diritti degli omosessuali, ai quali è torvamente impedito dagli oppositori della legge Cirinnà di celebrare le nozze e di adottare i bambini. Basta aver guardato in questi giorni Sanremo, però, per comprendere come al riguardo sia propagandato un pensiero unico coi colori omosex. Per cui chi la pensa diversamente è fuori dal concerto democratico, gli si nega legittimità di diverso parere, poiché negherebbe il fondamento della civiltà basata sui diritti umani, è un poco di buono che vuole privare la gente del diritto di amarsi e di trasferire questo amore a poveri bambini altrimenti indifesi e che sarebbero finalmente felici grazie all'adozione di coppie gay (stepchild adoption).

Ed ecco che il documento, in 30 punti, di Francesco e Kirill ne ha alcuni formidabilmente avversi alla cultura dominante e trionfante, e a Sanremo danzante e cantante. Ne trascrivo tre.

1) Oggi i diritti più calpestati sono quelli dei cristiani. C'è una cristofobia in Occidente. «Constatiamo che la trasformazione di alcuni paesi in società secolarizzate, estranee ad ogni riferimento a Dio ed alla sua verità, costituisce una grave minaccia per la libertà religiosa. È per noi fonte di inquietudine l'attuale limitazione dei diritti dei cristiani, se non addirittura la loro discriminazione, quando alcune forze politiche, guidate dall'ideologia di un secolarismo tante volte assai aggressivo, cercano di spingerli ai margini della vita pubblica».

2) C'è una sola famiglia e un solo matrimonio e un solo modo di procreare. «Siamo preoccupati dalla crisi della famiglia in molti paesi. La famiglia si fonda sul matrimonio, atto libero e fedele di amore di un uomo e di una donna. Ci rammarichiamo che altre forme di convivenza siano ormai poste allo stesso livello di questa unione, mentre il concetto di paternità e di maternità come vocazione particolare dell'uomo e della donna nel matrimonio, santificato dalla tradizione biblica, viene estromesso dalla coscienza pubblica».

3) No ad aborto, eutanasia, manipolazione genetica. «Chiediamo a tutti di rispettare il diritto inalienabile alla vita. Milioni di bambini sono privati della possibilità stessa di nascere nel mondo. La voce del sangue di bambini non nati grida verso Dio (cfr Gen 4, 10). Lo sviluppo della cosiddetta eutanasia fa sì che le persone anziane e gli infermi inizino a sentirsi un peso eccessivo per le loro famiglie e la società in generale. Siamo anche preoccupati dallo sviluppo delle tecniche di procreazione medicalmente assistita, perché la manipolazione della vita umana è un attacco ai fondamenti dell'esistenza dell'uomo, creato ad immagine di Dio». Quello che dicono i due grandi leader religiosi non è un discorso interno, è diretto al mondo intero. Possibile che l'evento che da Scalfari in giù consideriamo tutti più importante per il futuro dell'umanità, con lo stringersi in unità di due continenti religiosi quali il cattolicesimo e l'ortodossia, produca proposte tanto ignobili che a Sanremo e sui giornaloni sarebbero buttate nella pattumiera della storia come antimoderne? Forse c'è un'altra modernità, più acuta, più profonda rispetto a quella che vola con le ali di un progresso verso il niente.

Commenti

Luigi Farinelli

Dom, 14/02/2016 - 10:55

Una bella botta ai missionari del mortifero pensiero unico la cui infezione, dopo aver avvelenato l'intero Occidente, si sta cercando di propalare al mondo intero, grazie all'occupazione dei media, arma di lavaggio del cervello di massa. E' sintomatico come i "giornaloni" massonici e la RAI abbiano minimizzato sui tre punti elencati in questo bell'articolo di Renato Farina. E Papa Francesco questa volta è stato finalmente chiaro: senza se e senza ma. I cardinali, vescovi e sacerdoti "progressisti" (quelli massoni sono comunque irrecuperabii) ora hanno poche scuse per seminare dubbi, ignavia e confusione su questi tre argomenti.

stefano erbonio

Dom, 14/02/2016 - 13:12

Non c'è nulla di innovativo o nel messaggio dei capi delle due chiese, la novità è nel messaggio stesso, nel fatto che ci sia e nel fatto che ristabilisce il buon senso nelle cosa di questo mondo. Sanremo è spettacolo e conformismo. Il triste conformismo di una società decadente che perde valori e sia avvia allo sfascio.

Kosimo

Lun, 15/02/2016 - 10:11

papa e patriarca lavorino insieme per liberare Costantinopoli