Sea, Gamberale al pm: accelerare inchiesta su vendita a fondo F2i

Gamberale ha chiesto di accelerare i tempi dell'indagine, anche per limitare i danni che il fondo di investimento sta ricevendo dalle notizie di stampa sull'inchiesta Sea

Nel pieno dell'estate, qualcosa si muove nell'inchiesta della Procura di Milano sulla cessione del 29 per cento di azioni della Sea, l'operazione più discussa della giunta di Giuliano Pisapia. Questa mattina si é presentato dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo Vito Gamberale, presidente del fondo F2i che nel dicembre scorso si aggiudicò con un rilancio di un solo euro le quote della compagnia aeroportuale milanese. Gamberale è indagato per turbativa d'asta insieme ad un manager del fondo, Mauro Maia, in seguito alla trasmissione a Milano da parte della Procura di Firenze di una intercettazione in cui Gamberale e il suo manager mostravano di avere ricevuto consistenti rassicurazioni sul fatto che il bando d'asta sarebbe stato confezionato dal Comune di Milano su misura per il fondo F2i.

Nel giugno scorso Gamberale è stato interrogato in gran segreto.
Oggi Gamberale è entrato pochi minuti dopo mezzogiorno, accompagnato dal suo difensore Angelo Giarda, nella stanza di Robledo. Al magistrato, Gamberale ha chiesto di accelerare i tempi dell'indagine, anche per limitare i danni che il fondo di investimento sta ricevendo dalle notizie di stampa sull'inchiesta Sea. Robledo ha risposto che l'inchiesta proseguirà con tutta la sollecitudine possibile, e che è possibile che in autunno si arrivi ad una conclusione: ma si è ben guardato dall'anticiparne le conclusioni.

Nelle scorse settimane il procuratore aggiunto aveva inviato la Guardia di finanza a Palazzo Marino per acquisire gli atti della gara d'appalto che nel dicembre scorso portò alla assegnazione delle quote al fondo di Gamberale. L'unico concorrente, un fondo di investimento indiano, venne escluso in quanto la sua offerta venne depositata pochi minuti dopo la scadenza dei termini.
Già il 14 luglio, molti mesi prima che il bando fosse varato, Maia poteva rassicurare Gamberale: "Stai tranquillo, il bando lo faranno per noi". Dopo che il fascicolo arrivato da Firenze era rimasto a lungo dormiente nei cassetti della Procura di Milano, l'indagine ha iniziato finalmente a muoversi. Un rapporto della Guardia di finanza ha individuato i due professionisti che per conto di Comune e di F2i avrebbero lavorato a stendere materialmente il testo del bando aggiudicato poi a Gamberale. Si tratta degli esponenti di due potenti studi legali milanesi, Carlo Croff dello studio Chiomenti e Mario Roli dello studio Bonelli Erede Pappalardo