Siamo tutti intercettati: lo Stato-Grande fratello dopo la riforma penale

Con il via libera all'uso dei "trojan" su pc, smartphone e apparecchi elettronici, un giudice potrà farci spiare ovunque, e non solo per i reati più gravi quali mafia e terrorismo. E a intercettare saranno ditte private

Tra le pieghe della riforma del processo penale, approvata in via definitiva lo scorso 14 giugno, c'è un passaggio che è passato quasi inosservato, ma che apre mille scenari e qualche perplessità. Stiamo parlando della possibilità dello Stato, attraverso specifici software "trojan", di accedere a computer, smartphone, radio e tv trasformandoli in strumenti di intercettazione, acquisendo tutti i dati. La possibilità è prevista dal comma 84 (lettera e), che di fatto legalizza i cosiddetti "captatori informatici". D'ora in poi se un giudice lo autorizzerà qualunque strumento elettronico, collegato a internet, potrà spiarci 24 ore su 24, rivelando tutto di noi: contatti, foto, chat, dati di navigazione, email. E non solo: un programma permetterà anche di attivare microfono (o telecamera) per catturare ogni aspetto della nostra vita privata.

Ma per quali titpi di reato potranno essere attivita questi controlli? Non solo per quelli più gravi (come ad esempio il terrorismo e la mafia), ma anche reati come minaccia, frode commerciale e la vendita di prodotti alimentari non genuini. Di fatto, come scrive il quotidiano Italia Oggi, con questa nuova norma si può intercettare chiunque, praticamente sempre.

L'elemento che desta qualche preoccupazione è che a gestire queste attività di intercettazioni saranno società private, delegate dal tribunale. Con tutti i rischi del caso. Perché è vero che le suddette società saranno tenute al rispetto di rigide regole a tutela della riservatezza, però un materiale sensibile così vasto (e di fatto incontrollato), può aprire la strada a pericolose derive.

Certo, i reati legati all'informatica sono in aumento, di anno in anno. Ed è giusto, oltre che normale, ricorrere a tutti i mezzi più sofisticati per reprimere i reati. Resta però un quesito: quale debba essere il confine tra ciò che lo Stato può (e deve) fare e ciò che invece non è lecito. La libertà di ciascuno di noi non ha più alcun valore?

Ne abbiamo parlato con l'avvocato Marisa Marraffino, esperta di cyber crimini. "È molto pericoloso estendere l’utilizzo dei trojan a qualsiasi tipo di reato. I captatori informatici sono software estremamente invasivi, in grado di ispezionare totalmente pc, smartphone e tablet. Possono attivare da remoto la webcam, effettuare video-riprese, monitorare la navigazione, accedere alla posta elettronica, visualizzare tutto quello che viene digitato sulla tastiera. C’è in gioco non solo il rispetto della vita privata, ma anche le garanzie minime sulle quali si fonda tutto il nostro processo penale".

"La raccolta della prova informatica - prosegue - segue particolari procedure che devono garantire la conservazione dei dati originali e impedirne l’alterazione. I dati informatici potrebbero essere modificati dai captatori, anche inavvertitamente, con una grave lesione del diritto della difesa che deve poter conoscere i codici sorgente dei trojan e deve avere opportune garanzie sulla loro perfetta funzionalità. Il rischio di queste nuove norme - conclude l'avvocato - è che vengano dichiarate costituzionalmente illegittime, vanificando anche le eventuali prove raccolte nei giudizi in corso".

Commenti

nerinaneri

Lun, 19/06/2017 - 11:00

...roba vecchia...

trailblazer

Lun, 19/06/2017 - 11:10

Quando si parla di intercettazioni, comunemente si pensa che sia un'attività univoca, cioè si spia l'utenza di un sospettato; in realtà partendo, ad esempio, dal telefono X si vanno a intercettare tutti i contatti di quel telefono (diciamo 100), che a loro volta hanno le loro rubriche: in pochi passaggi (e secondi) si toccano milioni di utenze. Pertanto il rischio che i propri dati vengano immagazzinati è tutt'altro che remota; inoltre una volta che sono su supporto magnetico cosa ne verrà fatto? questo non lo sa nessuno, nemmeno il magistrato.

Marcello.508

Lun, 19/06/2017 - 11:40

Nihil sub sole novi.

Marcello.508

Lun, 19/06/2017 - 11:45

Esistono ottimi smagnetizzatori (

Dordolio

Lun, 19/06/2017 - 11:53

Questi dati vengono utilizzati per "profilare" più soggetti possibili per finalità future. Lo si è sempre fatto, ma in passato la cosa era macchinosa perchè non c'era la tecnologia per poterlo fare "bene". Suppongo che in contemporanea - e con un impegno umano minimo - si possano archiviare dati enormi su una quantità analogamente enorme di soggetti. Con queste basi "documentali" (abilmente poi scremate per convenienza) sarà possibile contestare a chiunque qualsiasi cosa. Soprattutto se il dato viene estratto abilmente da un contesto assolutamente diverso da quello addebitato. E sarà UN DOCUMENTO effettivo, sul quale poter costruire ogni teorema possibile e immaginabile.

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Flex

Lun, 19/06/2017 - 12:14

Il peggio di tutto questo è l'incapacità dello Stato che deve affidarsi a ditte private esterne. Io lo ritengo un grave pericolo, già in passato hanno dimostrato grande criticità e interessi di "bottega". La "Democrazia" subirà, sempre più, grandi costrizioni.

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robergug

Lun, 19/06/2017 - 12:25

Se spiano me, avranno molto poco da divertirsi.

Rossana Rossi

Lun, 19/06/2017 - 12:33

Evviva quella buffonata sinistrorsa chiamata 'privacy'..........

manfredog

Lun, 19/06/2017 - 12:43

..è vero..!!.anche i clandestini sono tutti intercettati; prima dalle omg (organizzazioni mafiose governative..), poi dalle coop e dalle onlus, che intercedono alla grande per grandi..guadagni..!! mg.

Ritratto di stenos

stenos

Lun, 19/06/2017 - 13:11

Poi per comprare un cesso ti fanno firmare la liberatoria per la privacy. Prove tecniche di dittatura.

rossini

Lun, 19/06/2017 - 13:28

E poi, naturalmente, sarà rimesso all'arbitrio dei magistrati l'uso di queste intercettazioni informatiche. Le useranno contro i nemici. Le lasceranno a morire nei cassetti per gli amici.

Ritratto di pensionesoavis

pensionesoavis

Lun, 19/06/2017 - 13:30

Io sono stato intercettato.E non ti danno modo di saperlo perché vanno ad inserirsi direttamente nel server.Come l'ho scoperto?Frequentavo un sito per vedere film in streaming.Per curiosità ho inserito un programma per cambiare l'IP.Ho lasciato passare 20 minuti e sono ritornato su quel sito:Come cambiavo IP dopo un secondo mi mostrava quello originale.Se intercettano me ne intercettano altri 100,e questo vale particolarmente sul telefonino.Come difendersi sul telefonino?Portarlo in laboratorio:cambiare il numero di serie e scheda telefonica,se poi avete problemi potete intestarla ad un terza persona.

Ritratto di Zohan

Zohan

Lun, 19/06/2017 - 13:43

se mi spiano al massimo si rendono conto che la moglie gli pianta le corna...ha ha ha

MOSTARDELLIS

Lun, 19/06/2017 - 13:51

Questi farabutti invece di pensare allo ius soli e cavolate varie, pensassero a fare buone leggi e non leggi sempre e comunque a danno del cittadino e dell'italiano in generale.

Ritratto di VittorioDettoToi

VittorioDettoToi

Lun, 19/06/2017 - 13:52

Come gia' scritto da "NerinaNeri" e' roba vecchia siamo tutti intercettati da anni, Telefoni, ce3llulari, computer, l'unico sistema valido ancora sono i "Pizzini" usati da Provenzano, il resto e' tutto poco sicuro.. Vittorio in Lucca

Dordolio

Lun, 19/06/2017 - 14:22

Leggo qui alcuni "classici" dell'irrisione delle intercettazioni: "Se anche intercettano me...ah ah ah". Poniamo che nell'ambito di una indagine stiano addosso a Tizio. Funzionando il meccanismo "a cascata" arrivano a te perchè lo senti al telefono (amico, collega, parente...quello che volete). E in automatico vieni intercettato come infiniti altri. Poi ti avvicinano o convocano, nell'ipotesi che tu sappia qualcosa. L'esordio affabulante può essere: "Allora sta bene ora? Risolta quella malattia imbarazzante..." o "E sua figlia, si è liberata di quel fidanzato sgradevole?" o "Con sua moglie...ora come va?" Conversazioni avute con il medico, con un fratello o qualche intimo comunque. E COME VI SENTITE A QUEL PUNTO, ORA ?????

Ritratto di Azo

Azo

Lun, 19/06/2017 - 14:26

Se poi intercettano senatori ministri e tutte le alte cariche dei dipendenti statali, le carceri non basterebbero per ospitarli tutti, perchè il male degli Italiani parte da quei delinquenti che rappresentano lo stato italiano!!!

Ritratto di marco piccardi

marco piccardi

Lun, 19/06/2017 - 14:33

benissimo, allora interecettate questo PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR

Dordolio

Lun, 19/06/2017 - 15:03

Un dettaglio... Anni fa Maurizio Gasparri - che era all'epoca ministro delle telecomunicazioni - volle togliersi la soddisfazione di poter consultare i documenti di polizia ecc.. che lo riguardavano. Il suo trascorso di militante missino (altri tempi....) era stato piuttosto turbolento. Non riuscì ad accedere A NULLA. E si trattava di un ministro....

Ritratto di aresfin

aresfin

Lun, 19/06/2017 - 15:23

@marco piccardi: giustissimo, mi accodo, intercettate anche questo PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR

RexMastrin

Lun, 19/06/2017 - 15:24

male non fare, paura non avere. Ma il fatto di poter essere spiati da aziende private invece che dalle ffoo mi fa venire in mente storie di regimi e governi ombra.

idleproc

Lun, 19/06/2017 - 16:48

...i "dati" possono anche essere modificati e inseriti avendo un troiano dentro, non solo dagli autorizzati. Stiamo seguendo il modello USA, e lì stanno protestando da anni. Partite dal presupposto che la "privacy" dal lato informatico appartiene al passato. Dovreste essere proprio bravi per garantirvi un livello elevato di sicurezza, partendo dai comportamenti in rete che diventerebbe sostanzialmente inutilizzabile per l'uso considerto oggi una necessità come "postare" i c propri sui social.

macommmestiamo

Lun, 19/06/2017 - 16:54

ecchisenefrega

Ritratto di Goldglimmer

Goldglimmer

Lun, 19/06/2017 - 17:43

Nel 1948 George Orwell scrisse il romanzo 1984 (invertendo le ultime due cifre) pensando che in quell'anno si avverasse la scenegiattura del romanzo dove il grande fratello controllava l'umanità dovunque e in qualsiasi momento. Avevo letto il libro due o tre anni prima del fatidico anno e mai e poi mai avrei pensato che una cosa simile potesse accadere o addirittura viverla di persona.