Siccità, il Vaticano "spegne" tutte le fontane pubbliche

L'emergenza siccità che ha colpito Roma si riflette anche sul Vaticano, che ha deciso di chiudere tutte le fontane pubbliche per risparmiare acqua

A Roma continua l'emergenza siccità e anche il Vaticano promuove una misura straordinaria per risparmiare acqua. Il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano ha deciso di spegnere tutte le fontane: sia quelle esterne ubicate in Piazza San Pietro, sia quelle interne dislocate nei Giardini Vaticani e nel territorio dello Stato.

La scelta vuole essere in sintonia con gli insegnamenti di Papa Francesco che nell'Enciclica Laudato sì ricorda come "l'abitudine di sprecare e buttare via" abbia raggiunto "livelli inauditi", mentre "l'acqua potabile e pulita - afferma - rappresenta una questione di primaria importanza, perché è indispensabile per la vita umana e per sostenere gli ecosistemi terrestri e acquatici".

D'altronde Roma è tra le città italiane con il più alto tasso di dispersione dell'acqua. La perdita dell'oro blu nella Città Eterna è calcolata intorno al 44 per cento. 15 punti percentuali in meno di Cagliari, la peggiore città del Paese per quantità di acqua persa, ma 28 punti in più di Milano, la metropoli più "attenta" d'Italia con il suo 16,7 per cento.

Nella capitale la situazione, con il passare dei giorni, si fa sempre più grave. 48 ore fa il governatore della Regione Lazio Zingaretti ha dichiarato che a Roma "l'acqua sta per finire". Se nei prossimi giorni non ci saranno precipitazioni, il Comune potrebbe varare delle forme di razionamento dell'acqua nelle case private e per le industrie.

Proprio la difficile situazione generale ha indotto il Vaticano a dare il buon esempio per cercare di risparmiare quanta più acqua possibile.