Sparita in crociera: "Uccisa e gettata in mare dentro una valigia"

La donna cinese uccisa dal marito mentre era a bordo di una crociera Msc sarebbe stata gettata nel mare all'interno di una valigia dal ponte di poppa

Per la scomparsa della donna cinese sulla nave da crociera Msc a Civitavecchia è stato arrestato il marito che è stato fermato all'aeroporto di Ciampino mentre stava per tornare a casa con i due figli di 5 e 7 anni.

L'uomo ha sempre sostenuto che la donna si sia allontanata volontariamente dalla nave durante la sosta a Genova perché stanca della crociera: secondo lui sarebbe rientrata in Irlanda, dove viveva con la famiglia, o in Cina dalla madre.

Secondo quanto riporta l'edizione odierna de Il Messaggero, però gli investigatori non credono alla versione del marito della donna, Daniel Belling, tecnico informatico di 45 anni. Tornati a bordo della nave gli agenti hanno interrogato così interrogati i dipendenti.

Nessuno ha però più notato la presenza a bordo della donna dopo la sosta a Genova durante la quale anche altri passeggeri l'hanno vista scendere insieme alla famiglia e poi alla cena di gala. Dopo aver ucciso la moglie Li Yanglei, Belling avrebbe potuto rinchiuderla dentro una valigia e gettarla in mare, per via della sua esile corporatura (era alta 1 metro e 52).

Per non svegliare i figli ha poi presumibilmente gettato il corpo della donna dal ponte di poppa, forse in piena notte approfittando del rumore dei motori piuttosto forti in quel punto della nave.

Commenti

steffff

Ven, 10/03/2017 - 11:21

Per il bene della giustizia, spero che ci sia qualche testimone o qualche prova a suffragare questa ipotesi. Con certi magistrati che ci troviamo in giro sarebbe possibilissimo che questo tizio venisse arrestato e condannato sulla base di una fantasiosa ricostruzione fatta di mille "avrebbe potuto".

sergioilpatriota

Ven, 10/03/2017 - 12:27

Ho effettuato già diverse crociere e mi ha colpito l'estremo rigore del personale delle navi nel catalogare elettronicamente tutti i passeggeri che salgono o scendono dalla nave. In pratica, se vuoi scendere, anche volontariamente, devi esibire un tesserino con codice a barre e verrai registrato dal computer di bordo come sbarcante. Se non hai il tesserino stai fresco che ti fanno scendere! Dunque, ci vogliono trenta secondi ad accertare se la passeggera è veramente scesa, o è scomparsa mentre risulta ufficialmente imbarcata. Il marito sostiene che è scesa e la cosa non risulta? Allora non la racconta giusta.

alfa553

Ven, 10/03/2017 - 12:44

Idea malsana in quanto le navi sui ponti sono controllate in tutte le sue parti, e poi e ben difficile arrivare a poppa senza essere visti, perché generalmente ci si accede tramite locali controllati o meglio sono vietati ,quindi........

alfa553

Ven, 10/03/2017 - 12:45

Alle zone eliche non si va senza ordini superiori.....

blackindustry

Ven, 10/03/2017 - 12:56

Ipotesi su ipotesi su altre ipotesi...ottimo articolo... puo' allora anche essersi suicidata, o rapita dagli alieni, o gettata giu' da un pazzo sconosciuto nella nave... ci si possono fare almeno altri 3 o 4 articoli inutili come questo.

Giorgio Rubiu

Ven, 10/03/2017 - 15:56

Niente cadavere, niente movente, niente arma del delitto, niente testimoni pertanto NIENTE REATO. Ogni congettura è buona e, allo stesso tempo, non buona.

Zizzigo

Ven, 10/03/2017 - 18:09

Ci mancava solo il "sospetto omicidio"...

Dordolio

Ven, 10/03/2017 - 19:03

Facile che sia stato veramente il marito. Ma sconcerta la creazione del "teorema", che non è - a quanto pare - supportato da nessuna prova, ma altro non è che una proiezione di una fantasia dell'inquisitore, che si basa probabilmente... solo sulla bassa statura della donna. Mancano delle valigie, poi? Con un'accusa tale (allo stato delle cose fantasiosa) il marito si prenderà qui da noi l'ergastolo sicuro e garantito. Perchè da noi l'accusa funziona così: "DEVE essere stato lui. Ipotizziamo come può aver fatto. Il piano delittuoso (nostro....) è perfetto. Quindi il teorema assume da solo le caratteristiche della prova. Nessuno può difendersi, in questo contesto. Anche se manca il cadavere e magari pure un valido movente.