Strage di Erba, Olindo Romano: "Io e Rosa usciremo dal carcere"

L'ex netturbino, condannato all'ergastolo insieme alla moglie, ha parlato a Quarto Grado chiedendo che vengano analizzati i reperti rimasti

"Penso che riusciremo a uscire dal carcere". A parlare così è Olindo Romano, condannato all'’ergastolo insieme alla moglie Rosa Bazzi, per la strage di Erba dell'11 settembre 2006, quando furono uccisi Raffaella Castagna, il figlio Youssef Marzouk, la madre Paola Galli e la vicina di casa Valeria Cherubini, con il suo cane. Il marito di quest'ultima, Mario Frigerio, riuscì a salvarsi perché creduto morto dai killer.

Intervistato in esclusiva da Quarto Grado, l’ex netturbino chiede a gran voce che vengano analizzati i reperti rimasti, ribadendo la sua innocenza, anche se in un primo momento aveva confessato i delitti, dichiarandosi l’autore degli efferati omicidi. "La storia non è ancora conclusa" dice Romano, attualmente recluso nel carcere di Opera (Milano), mentre la coniuge sta scontando la pena nel penitenziario di Bollate.

Commenti

tosco1

Sab, 12/01/2019 - 12:52

Questi,leggendo i giornali, si sono messi in testa che ,per i criminali,nei tibunali italiani, la clemenza non manca mai.Per i morti assassinati, invece, ormai non c'e' piu' nulla da fare, e quindi.....E'un pensiero in linea con il periodo della giustizia del nostro paese, che viviamo , in questo momento, sulla nostra pelle.

sergio_mig

Sab, 12/01/2019 - 16:06

@ tosco 1 Non meriti neppure una risposta, augurati solo di non incappare mai nella “giustizia” di questo paese dove molte volte si cerca un colpevole e non il reo.